Non stiamo semplicemente usando nuovi strumenti. Stiamo vivendo dentro un ambiente che osserva, misura e orienta l’attenzione.
Smartphone, social network, algoritmi e intelligenza artificiale amplificano una struttura economica e culturale che premia la reazione, l’interruzione e la permanenza.
Zombificazione digitale ricostruisce questo processo dalle neuroscienze dell’attenzione alla personalizzazione algoritmica, dal design predatorio alla trasformazione della vita pubblica.
Il punto non è rimpiangere un passato senza tecnologia, ma capire quale tecnologia stiamo costruendo e quale essere umano essa sta allenando.
Il libro apre infine una strada concreta: recuperare continuità, introdurre frizione, proteggere il tempo interiore e ricostruire uno spazio pubblico capace di sostenere comprensione e responsabilità.