Schiena diritta, dignità, etica, amore per la propria patria
Il titolo è riferito a Mark Carney, Primo Ministro del Canada e all’intervento da lui fatto al forum di Davos che sta facendo parlare mezzo mondo. Carney ha svelato l’ipocrisia delle relazioni internazionali, sottolineando la fine dell'ordine internazionale basato sulle regole e illustrando come il Canada si stia adattando, per costruire un'autonomia strategica pur mantenendo valori come i diritti umani e la sovranità.
Si vis pacem, para civitatem! (Se vuoi la pace, prepara una civiltà)
Ancora una volta, si riuniscono a Davos per piangere la frattura del mondo e ricordarci, solennemente, che i forti fanno ciò che vogliono, e gli altri devono adattarsi.
La patria a prezzo di saldo
La Groenlandia più che un’isola è un test: qui l’idea non è conquistare, ma pagare; non trattare con uno Stato, ma sedurre un popolo. Quando il d...
I Thought it was a hoax, I Should have known better
Pensavo fosse una bufala, avrei dovuto saperlo meglio
L'Europa e il suo Gattopardo: aristocratici decadenti, arricchiti infidi e il suicidio di un continente
C’è un’immagine che descrive perfettamente l’Europa del nostro tempo: l’aristocrazia decadente del Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Un’élite invecchiata, incapace di comprendere il cambiamento in atto, ostinata nel difendere il proprio status mentre il mondo intorno si trasforma. Così, mentre la storia avanza impetuosa, l’Europa rimane ferma, prigioniera delle sue stesse illusioni di grandezza passata.
Essere Europei è una scelta
L'Europa non è solo una geografia, è un impegno che ci assumiamo.
Che fare se la democrazia è assente. Ovvero: fiducia in sé stessi
Viviamo in tempi in cui la 'democrazia' appare un concetto astratto. Assente sulla scena politica ed economica. Privo di qualsiasi presa sulla realtà che viviamo quotidianamente. Sembra assente ogni democrazia nelle decisioni dei governanti. Sembra assente ogni 'democrazia' nella rete di relazioni che oggi disciplina i corpi e crea discorsi. Per scoprire spazi oggi praticabili nel complesso terreno sul quale oggi si esercita il potere, serve tornare a ricordare la storia delle idee e delle pratiche moderne riguardanti la libertà è l'azione civica. Jean-Jaques Rousseau, il conte Mirabeau, Wilhelm von Humboldt, John Stuart Mill, Percy Bysshe Shelley, Henry David Thoreau, Walt Whitman, Ralph Waldo Emerson ci accompagnano nel tentar di capire come non soccombere al dominio dei nuovi tiranni e delle oppressive macchine digitali.
La Ragione nell'epoca del suo discredito
Ha ancora senso coltivare l'arte del ragionare bene quando il mondo premia sistematicamente chi ragiona male?
La Democrazia del Divieto e il Naufragio della Ragione
Ogni divieto statale è una confessione di fallimento pedagogico. In questo manifesto, Jorge Charlin esplora come le democrazie moderne si siano trasformate in 'Leviatani Balia', sostituendo la Sovranità individuale con la sicurezza della proibizione. Un'analisi impietosa che va dal sequestro degli smartphone nelle scuole alla criminalizzazione dell'homeschooling, denunciando la 'Zoocosi' di una società che preferisce le sbarre alla libertà di pensiero. Benvenuti nel naufragio della ragione.
La democrazia come discussione in pubblico. Oggi!
Sono i cittadini a fare la democrazia. Ma ne sono capaci? Più ci abituiamo ad essere utenti, di servizi preconfezionati più ci allontaniamo dall'essere cittadini. Siamo abituati a legare a filo doppio la ‘democrazia’ con l’idea di ‘rappresentanza’. Ma serve tornare a una democrazia in prima persona. La democrazia non risiede nemmeno nelle Costituzioni, 'carte' che devono essere mantenute vive nel presente, attraverso il continuo scambio e confronto. La democrazia risiede innanzitutto nella discussione in pubblico. Il dibattito in pubblico può ben avvenire anche nei luoghi digitali, ma non basta. Scendere in piazza può contar poco ed apparire gesto velleitario. Ma è costruttivo già il fatto che si tratti di stare insieme con il corpo - senza mediazioni digitali.
Che cos'è la politica?
Colpisce, nella politica del nostro tempo, la mancanza di una visione ampia e aperta al futuro, come se lo spazio del politico si fosse ridotto alla semplice amministrazione dell'esistente. Colpisce, anche, la carenza di spazi pubblici come luoghi di confronto e di dialogo. Certo, c'è lo spazio della rete, che è, però, più un luogo di attacchi velenosi che di confronto costruttivo.
La politica del conflitto di Charles Tilly e Sidney Tarrow: una recensione
Una recensione la cui scrittura è servita a rielaborare e a comprendere meglio il quadro teorico e metodologico adottato dagli autori, per poi analizzare i concetti chiave e i contenuti principali dell'opera. Il testo contiene anche una valutazione critica dei punti di forza e dei limiti del libro, la cui rilevanza per gli studi contemporanei sulla politica rimangono comunque indiscussi
Psicopolitica bellica. La militarizzazione della psicosfera
Venti di guerra sul Vecchio Continente. Una schiera variopinta di nemici pare assediarci da ogni direzione. Ogni nemico, prima ancora di essere reale, ci viene anzitutto narrato. Nell’epoca della menzogna universale non importa che il nemico esista, purché il popolo ci creda. L’Europa è bersaglio di un assedio mediatico finalizzato a militarizzarne la psicosfera. Gli scopi socialmente legittimi vengono ristrutturati: bisogna passare all’economia di guerra (comprando però costose auto elettriche). Crisi? Sì, ma smart-eco-inclusiva. Per un tramonto in technicolor. L’autodistruttività europea va mascherata con parole che suonino bene, possibilmente straniere e insensate. I tempi del benessere sono finiti. Automutilazione dell’Europa, con missili puntati. L’ultimo capitolo del nichilismo tragicomico made in UE è il Chihuahua che abbaia alla porta del Dobermann, credendo di essere un Rottweiler.
Lo scivolone di Cortázar
Il racconto di Julio Cortázar 'El perseguidor' descrive in modo acuto la relazione che lega l'artista al critico. Il protagonista è un jazzista: dietro la finzione letteraria è facile vedere Charlie Parker. Del racconto esistono due traduzioni italiane. Una porta il poco fedele titolo: 'Il persecutore'. Più preciso il titolo di una successiva edizione: 'L'inseguitore'. In questo articolo ci si sofferma in particolare su alcune ingenuità presenti nel racconto, strane in un autore così accurato com'è Cortázar. Parker, morto nel 1955 a soli trentacinque anni, fondamentalmente per abuso di alcol ed eroina. Nel racconto si parla invece di marihuana...
Come l'Intelligenza Artificiale ci sostituirà dal punto di vista lavorativo.
Alcune considerazioni sul pericolo di sostituzione umano – macchina intelligente e sulle possibili implicazioni partendo dalla nostra Costituzione per finire alla trasformazione del sistema pensionistico in un futuro che é molto più prossimo di quanto sembri nella progressione sostituiva 1-1 / 3-1 /5-1
L’architettura dell’oblio: geologia del potere, stratificazione e manipolazione della memoria collettiva
La storia non è un semplice archivio di fatti oggettivi, ma un campo di battaglia politico ed etico dove la memoria viene costantemente plasmata, filtrata e, in molti casi, deliberatamente manipolata. Le fonti analizzate rivelano come la costruzione di un’identità collettiva passi spesso attraverso la creazione di miti eroici finalizzati a nascondere realtà di oppressione, furto territoriale e impunità sistematica. Esplorare questi meccanismi significa immergersi nelle ombre proiettate dai grandi simboli della democrazia, come la Statua della Libertà, che spesso funge da paravento per un dominio globale fondato sulla forza militare. Tuttavia, per comprendere appieno come questa manipolazione avvenga, dobbiamo guardare oltre la cronaca e adottare una lente nuova: quella della stratificazione tecnologica e geologica. In questo "scavo archeologico nel giardino dei libri" di casa mia... ho mischiato a modo mio l'affascinante concetto di "geologia dei sistemi IT", i ricordi di quando anche io contribuivo attivamente a diversi progetti Open Source, collegando il tutto ai temi civili della manipolazione storica.
Il nichilismo contemporaneo (nell'era dell'Intelligenza Artificiale)
Questo articolo nasce da un pensiero che ho in mente da tempo e su cui, probabilmente, si riflette sempre poco: la noia. Premetto che non è mia intenzione scomodare filosofi o psicologi, né proporre verità definitive; il mio intento è semplicemente quello di una persona che prova a stimolare una riflessione condivisa.
Soft skills. From desirable to strategic - rereading Michael Porter in times of AI (AC.0 Manifesto)
“Aboard Stultifera Navis — a vessel guided by a compass of all Norths — the AC.0 Manifesto affirms the strategic centrality of human capacities in times and winds of Artificial Intelligence.”
When AI Catches Archive Fever
Artificial intelligence extends this process by giving the archive generative capacity. Data becomes material through which the system infers, predicts, and composes new traces. The archive performs interpretation as a nonconscious, non-intentional process of selection, drawing from existing records to generate extensions of its own material. Preservation and invention merge within the same process.
Chi governa l’economia AI? (POV #20)
Yanis Varoufakivs e Mariana Mazzucato: tecno-feudalesimo vs Stato imprenditore. Quale sarà l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulla nostra democrazia? Chi deve governare l’AI, lo Stato o il mercato? In questo articolo di POV sono a confronto le visioni di due importanti economisti contemporanei che si occupano in particolare degli aspetti di politica, economia e democrazia. Yanis Varoufakis interpreta l’AI come parte di una transizione verso un “tecno-feudalesimo”, dove pochi soggetti digitali esercitano un potere extra-statale, estraendo valore e sottraendolo alla sfera democratica. Mariana Mazzucato, al contrario, individua nello Stato l’unico soggetto in grado di orientare l’innovazione tecnologica attraverso missioni pubbliche, affinché i risultati dell’AI siano condivisi e messi al servizio del bene comune. Due approcci diversi - uno più conflittuale e orientato alla redistribuzione dal basso, l’altro più istituzionale e centrato sulla progettazione collettiva - che ci costringono a ripensare i fondamenti della democrazia economica nell’era algoritmica.
Tecnofobi o tecnoconsapevoli? La rivolta contro l’Intelligenza Artificiale
Chi dice 'no' all'IA e perché: mappa di un dissenso crescente
Senza memoria non c'è conoscenza
Un articolo del filosofo Maurizio Chatel, con cui ho avuto modo di lavorare online nella produzione di conoscenze e conoscenza utili a una maggior tecnoconsapevolezza e responsabilità, sempre mell'ambito di riflessioni filosofiche ma anche civili, di cittadinanza attiva. Il testo che segue è stato pubblicato originariamente sul mio portale online creato nel 2010 dal nome SoloTablet. Vista la rilevanza del testo e del lavoro di riflessione di Maurizio Chatel mi sono permesso di condividerlo anche sulla Stultiferanavis.
La grande rimozione
La vera frattura del presente non è tra umanesimo e tecnologia, ma tra una cultura che include il funzionamento e una cultura che lo rimuove. La seconda produce utenti. La prima produce cittadini del mondo tecnico. E questa, oggi, non è una scelta teorica. È una responsabilità culturale.
Filoponìa, dal capitale di accumulazione a quello diffuso. Dal 2023 al crowdfunding 2026
Andrea Surbone presenta Filoponìa, dal capitale di accumulazione a quello diffuso: “L’iniquità sociale non è invincibile” Una recensione di Giulia Bertotto pubblicata su l'Antidiplomatico.