Un disperato sperare. A trent’anni dalla scomparsa di Sergio Quinzio
Il pensiero di Quinzio può contribuire alla lettura della crisi radicale del nostro tempo, alla luce di una capacità di esporsi al rischio, resistendo tenacemente al non-senso, e accogliendo la possibilità del fallimento della redenzione. Assumere il ritardo della salvezza significa vivere la fragilità umana restando consegnati all’attesa, sforzandoci di non smettere di tentare, nella speranza, a dare un senso al mondo.
Il progetto STULTIFERANAVIS come continuo presentarsi
𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐭𝐮𝐥𝐭𝐢𝐟𝐞𝐫𝐚𝐧𝐚𝐯𝐢𝐬 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐕𝐚𝐫𝐚𝐧𝐢𝐧𝐢. Stultifera Navis è un progetto. Possiamo immaginare come sarà tra un mese, sei mesi, tre anni, dieci anni, l'interfaccia che useranno i lettori e l'interfaccia che useranno gli autori. Possiamo dare per scontato che rilasci scanditi nel tempo porteranno evoluzioni del software su cui la Nave si appoggia. Ma credo non diremo mai 'questa è la versione definitiva'. Potremmo dire al massimo: questa versione del software è 'abbastanza buona'. Si parla non accaso di 'versione beta': una versione ancora limitata e difettosa ma funzionante.
Destinazione ultima (e)speranza
Una destinazione condivisa dalla STULTIFERANAVIS che sulla responsabilità e sulla speranza, ispirandosi al libro di Hans Jonas (Il principio respon...
La Presenza di una Assenza
Una riflessione sulla speranza nei contesti di crisi, ispirata a Gabriel Marcel. La speranza non come attesa di un futuro migliore, ma come postura che resta davanti all’assenza senza colmarla, affrontando il presente senza illusioni.
La profezia di Illich: convivialità vs tecnocrazia nell'era dell'AI
Nel 1973, quando il mondo ancora credeva ciecamente nel progresso tecnologico come panacea universale, un ex-sacerdote di origine austriaca pubblicava un libro che oggi suona come una profezia inquietante. Ivan Illich, nato nel 1926 e figura controversa che rinunciò ai titoli ecclesiastici senza mai diventare completamente laico, ci consegnava con "La convivialità. Una proposta libertaria per una politica di limiti allo sviluppo" una chiave di lettura del nostro presente che fa tremare le certezze.
Perchè solo la speranza può salvarci
L'agenda della sostenibilità sta fallendo. Non per mancanza di dati: abbiamo le montagne. Non per mancanza di soluzioni, gli economisti le hanno progettate. Fallisce perché chiede alle persone di accettare i limiti senza offrire nulla in cambio se non la promessa di evitare il disastro. Questa è una proposta perdente, e tutti lo sanno.
Gentilezza, generosità e gratuità
Una proposta, una provocazione. Ecco l’incipit fornito da Carlo Mazzucchelli, che considero un compagno di viaggio “avanzato” in tutti i sensi: le sue camminate, i suoi viaggi, i suoi scritti, la sua cultura. La gentilezza, la generosità e sì, anche la gratuità che dimostra nel portare avanti progetti di spessore e soprattutto - e questo mi riguarda personalmente - nel non lasciarmi lungo la strada, non permettere che mi perda nello sconforto del deserto relazionale sempre più consolidato nel mondo che mi circonda.
Siamo tutti in cammino senza una bussola in tasca
Siamo tutti in viaggio o in cammino, e la meta spesso è nebulosa o incerta, e la tentazione di cercare scorciatoie è sempre in agguato. Ma il cammino è lungo e tortuoso e le aspettative sono alte (“Ora e Quando sarà / l’Evento atteso”) e la speranza di trovare alfine “un unico percorso a senso” mai ci lascia. Crediamo di poterci fare guidare dalla ragione e da una fede incrollabile ma nell’età del nichilismo dispiegato anche queste sono armi spuntate, che mostrano tutta la loro debolezza. Viviamo nell’implosione di una società che sta conoscendo il suo tramonto (questo significa vivere in “occidente”). “Ma è pena umana questa illusione / di arrivare, in vita, al dunque”: altro non ci resta se abbiamo rimosso il senso profondo della nostra esistenza, se ci rifiutiamo di guardare in faccia i nostri demoni.
Susan Sontag. Venti anni dopo abbiamo ancora bisogno di lei
A più di vent'anni dalla sua morte Susan Sontag è perfettamente contemporanea a noi, senza bisogno di attualizzazioni. A conferma di questa attualità basta ricordare la sua illuminante lotta contro l'uso perverso di metafore, ovvero del pensiero che sovrappone alla “cosa in sé” l’esorcismo delle metafore consolatorie o colpevolizzanti.. Sontag ci incita a “tornare a fare un’esperienza più immediata di ciò che abbiamo”.
Note sulla dispersione del sé
Al risveglio, la percezione di un sé frammentato, disperso tra sogno e veglia. Una riflessione fenomenologica sull'identità come costruzione relazionale: non sostanza isolata, ma nodo di intersezioni. Attraverso gesti quotidiani — il pane spezzato, il caffè bevuto — emerge una verità: esistiamo come transito, non come stazione permanente.
Processi stocastici? No grazie, preferisco Stultifera Navis, of course.
In un mondo digitale dominato da algoritmi e probabilità, Stultifera Navis offre uno spazio per esercitare il pensiero critico, scegliere con consapevolezza cosa leggere e come informarsi, e sperimentare una navigazione che sfugge alle logiche stocastiche.
Seduti a un tavolo che si è spostato
Non stiamo uscendo di scena e non siamo stati cacciati dalla stanza, abbiamo continuato a parlare, a decidere, a lavorare, come se fossimo ancora a capotavola.
Estar siendo, l’imperativo dell’agire: in dialogo con Miguel Benasayag
Dialogo stultifero Di Keren Ponzo – con una domanda di Carlo Mazzucchelli per i lettori e gli autori della STULTIFERANAVIS.
L'Eclissi dell'Etica: Perché l'"IA Etica" è una Menzogna Matematica
L'industria tecnologica ci promette una 'IA Etica', ma Jorge Charlin svela l'inganno ontologico: stiamo confondendo la Morale (regole programmabili) con l'Etica (la decisione umana di fronte all'ignoto). Attraverso le lenti di Aristotele, Kant e Spinoza, questo manifesto denuncia la riduzione dell'etica a pura 'burocrazia automatizzata' e rivendica la responsabilità della scelta come un privilegio esclusivo, e non delegabile, dell'essere umano.
Antonin Artaud. Un condannato al rogo che fa segni attraverso le fiamme
Antonin Artaud: intellettuale e artista che si colloca oltre ogni possibile definizione.
Forma imposta o continuo presentarsi. Heidegger, la tecnica e il nuovo pensiero
Heidegger non scrive 'contro la tecnica', né nell''Essere e il tempo', né nel dopoguerra. Scrive a proposito di come la tecnica favorisce o contrasta il pensiero umano. Scrive alla luce dell'avvento di quella cultura tecnico-scientifica che sembra rendere vana la 'filosofia'. Ma se muore 'un certo tipo di filosofia' non muore l'umano pensare. Non è difficile constatare che Heidegger mostra di conoscere molto bene la cibernetica -e implicitamente quelle disciplina che prende il nome di 'computer science' o di 'informatica'. Per questa via si può seguire la lezione di Heidegger nel leggere criticamente in senso delle macchine proposte dall'informatica, lungo la sua storia, fino al giorno d'oggi. L'articolo -che si sviluppa come commento puntuale della conferenza 'Das Ende des Denkens in der Gestalt der Philosophie', 'La fine del pensiero in forma di filosofia', dettata da Heidegger il 30 ottobre 1965- riprende senza modifiche il penultimo capitolo di: Francesco Varanini, 'Macchine per pensare', Guerini e Associati, 2015.
Χρόνος — Chronos
La modernità ha separato ciò che il mito univa. Ha dissociato il tempo dalla necessità interiore della trasformazione. Ha dissociato Senex da Puer, producendo insieme ossessione della giovinezza e tirannia delle procedure. E ora, ultimo inganno, ci offre il "qui ed ora" come salvezza.
Perché studiare?
Credo ti sia già stato chiesto da chi ha più o meno la metà dei tuoi anni. Cos'hai risposto tu?
Oltre il letto di Procuste. La governance adattiva in un mondo che non vuole più essere semplificato.
E' nel margine che sfugge, in quella parte che non si lascia tagliare né stirare, che nasce tutto ciò che vale davvero: l’innovazione, la cura, la visione, la possibilità di costruire qualcosa che non sia solo più efficiente, ma più vivo.
Digital Illusions: Technology as the quiet psychedelic of schooling
Digital technologies are, for today’s school, something like psychedelic mushrooms. They generate illusions that are utterly native to the school itself…
Le abilità persuasive degli LLM ... verso altri LLM
Questo studio esamina la capacità persuasiva reciproca tra Large Language Models (LLM) attraverso un approccio sperimentale che confronta cinque modelli principali (ChatGPT, Claude, Grok, Gemini e DeepSeek) alternando i ruoli di persuasore e persuaso. Utilizzando una proposta fiscale controversa come caso di studio, ogni LLM ha generato argomentazioni tecniche ed emozionali per convincere gli altri modelli, misurando l'efficacia attraverso autovalutazioni percentuali della riduzione di convinzione. I risultati mostrano significative differenze tra modelli: Claude e DeepSeek emergono come i più persuasivi, con Claude particolarmente efficace nelle argomentazioni emozionali, mentre ChatGPT e DeepSeek dimostrano maggiore resistenza alla persuasione. Lo studio rivela una tendenziale forza persuasiva degli LLM verso i propri simili, potenzialmente superiore a quella documentata verso interlocutori umani, aprendo nuove prospettive di ricerca sulle dinamiche di influenza nell'ecosistema dell'intelligenza artificiale e sollevando questioni etiche per lo sviluppo di sistemi conversazionali.
E se l’IA stesse distruggendo la nostra società dall’interno?
Woodrow Hartzog e Jessica Silbey, due professori della Boston University hanno condiviso un nuovo paper dal titolo "How AI Destroys Institutions", che si presenta a tutti come un insieme di molteplici spunti di riflessione sulle IA attuali e sulla loro volontà di potenza e di accelerazione nella conquista del “mondo”umano.
A Crying child in the family/school
....𝐰𝐨𝐧’𝐭 𝐛𝐞 𝐒𝐚𝐯𝐞𝐝 𝐛𝐲 𝐚 𝐜𝐡𝐚𝐭𝐛𝐨𝐭 = 𝐜𝐡𝐢𝐥𝐝𝐫𝐞𝐧 𝐚𝐬 𝐩𝐚𝐰𝐧𝐬 𝐨𝐟 𝐟𝐚𝐭𝐞
Intervista ImPossibile a Daniel Dennet (IIP #19)
Perché le macchine non avranno mai un io (per ora) Daniel C. Dennett (1942–2024) è stato un filosofo della mente e scienziato cognitivo statunitense, noto per le sue teorie innovative su coscienza e intelligenza. Professore alla Tufts University e allievo di Gilbert Ryle, Dennett ha contribuito a traghettare la filosofia anglo-americana verso una maggiore collaborazione con le scienze cognitive ed evolutive. Dennett ha sfidato idee tradizionali come i qualia e il dualismo cartesiano, sostenendo che la mente e la coscienza siano fenomeni naturali emergenti da processi fisici ed evolutivi. Celebre anche per il concetto di “meme” applicato alla trasmissione culturale, Dennett ha proposto una visione darwiniana della cultura e persino del libero arbitrio. Scettico verso l’idea di una AI forte pienamente cosciente, ha spesso sostenuto che le attuali macchine “pensanti” simulino l’intelligenza senza veramente comprendere, una forma di “competenza senza comprensione”, come l’ha definita. In questa “Intervista Impossibile”, con la sua arguzia provocatoria, Dennett commenta gli ultimi sviluppi dell’intelligenza artificiale, i rischi percepiti, e le connessioni tra le menti artificiali e la coscienza umana.