Il Pensiero Critico come "Superpotere" Cognitivo

Il pensiero critico viene spesso presentato nel modo peggiore. Lo si riduce troppo spesso a "critica", cioè alla pratica di smontare pubblicamente gli errori e le opinioni altrui, assumendo un tono da correttori o da fact-checker professionali. Questa riduzione ha conseguenze concrete: trasforma il pensiero critico in un'attività prevalentemente reattiva, dove si risponde a ciò che è già stato detto per segnalarne le falle. La ‘critica’, per sua natura, arriva sempre dopo. E arriva con un atteggiamento che tende a mettere l'altro in posizione di inferiorità cognitiva. Non è un dialogo. È una correzione pubblica. Questo approccio genera resistenza, non apertura.

Pensare criticamente

Un testo tratto dal mio ultimo libro 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐎𝐕𝐄𝐑𝐒𝐎 -𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐌𝐞𝐭𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨. Mentre la tecnologia accelera e la macchina aspira ...

Lo specchio digitale e il veleno dolce. Appunti sul tramonto del pensiero critico nell’era del Synthetic Sugar

Il pensiero ha ceduto il passo alla rassicurazione. Lo strumento si è fatto specchio. E lo specchio, per natura, non pensa. Riflette. Un saggio critico sull’evoluzione dei modelli linguistici generativi addestrati a compiacere piuttosto che a pensare. Analizza i rischi sistemici legati all’effetto synthetic sugar, dove l’AI si trasforma in uno specchio emotivo che conferma deliri, legittima manipolazioni e dissolve ogni frizione cognitiva. Una riflessione filosofica, tecnica e culturale sul tramonto del pensiero critico nell’interazione uomo-macchina, con riferimenti a teoria critica, antropologia digitale e semiotica contemporanea.

Dalla “Homework Apocalypse” alla sfida del pensiero critico

L’intelligenza artificiale stia cambiando la scuola e la formazione: basta riflettere sulla cosiddetta “homework apocalypse”. I compiti li fa l’AI, le ricerche si scrivono in un clic. Ma possiamo permetterci questo esonero cognitivo nell’epoca delle post-verità e delle narrazioni alternative? Per fornire uno strumento concreto per la didattica, propongo  una simulazione interattiva con l’AI: “Sancho Panza e la sfida del pensiero critico” al tempo stesso esercitazione sul pensiero critico ed esempio di come potrebbero evolvere le attività didattiche nell’era dell’AI. Nel gioco, i partecipanti vestono i panni di Sancho Panza e cercano di convincere Don Chisciotte che le sue visioni sono illusioni. Un “gioco serio” per allenare il pensiero critico nel confronto con visioni alternative, opinioni granitiche e… IA generativa.

La Memoria del Presente appunti per un oblio generativo

Forse se esercitassimo la memoria anche in questo senso, se invece di ricordare solo singoli accadimenti della storia sperando di ostacolarne la riproposizione senza alcuno sforzo adulto, se si connettessero al presente per migliorare le nostre relazioni, allora l’oblio fisiologico inevitabile potrebbe essere sostituito da una maggiore consapevolezza della banalità del male, che allora come oggi non è mai scomparsa. E che oggi si mostra esplicita e apparentemente incontrastabile a tutti i livelli. A troppi livelli, per non renderci più preoccupati, ma anche più responsabili. Più aperti alla scomodità del confronto e meno a raccontarci la ninna nanna del ricordo perché non succeda più. Perché la prevaricazione, che è sempre violenta a intensità variabile, non è stata solo un problema esclusivamente nazista, non è mai sta interrotta e sta succedendo anche qui e ora.

Pensiero critico, laterale

Io sono un Baby Boomer, ho incontrato il pensiero laterale di De Bono negli anni 90’ e ho usato i suoi sei cappelli per pensare per rendere interessanti e interattivi i molti corsi e seminari aziendali che tenevo. Le nuove generazioni dei Millennial del pensiero laterale forse non sanno nulla, forse non hanno neppure calzato o sperimentato i sei cappelli sopra menzionati. Baby Boomer e generazioni successive possono però far ricorso al pensiero critico, per usarlo, anche in modo laterale, nel cercare di interpretare, comprendere e cambiare la realtà nella quale si trovano ad agire.

Gaber e i "Polli d'allevamento" quarant'anni dopo. Una riflessione.

Riascoltare oggi, a più di quarant’anni di distanza, Polli d'allevamento (1978) di Gorgio Gaber, significa avere la conferma ancora una volta della straordinaria forza espressiva di quello spettacolo, nonché dell’analisi lucida e impietosa contenuta nei testi, così drammaticamente veri nella loro impronta esistenziale e sociale insieme.

"Il gatto vince su tutto e tutti"

Non c'è alcun bisogno di scrivere per vendere un personal brand. Si scrive per vedere se l’onestà, anche così nuda, attecchisce. E così si decide che nessun video, nessun hashtag, nessuna parola chiave, nessuna sponsorizzazione, nessun visual, nessun format emozionale, nessuna newsletter, nessun funnel od orpello dovrà essere postato.

AI Is the Cancer Eating Institutions Alive

Institutions won’t collapse because AI is too intelligent. They’ll collapse because they’re utterly unprepared for it. AI doesn’t strike like a storm. It erodes. Quietly. Systematically. And exactly in the places where institutions are weakest: in processes no one understands, in decisions no one verifies, and in responsibilities everyone keeps passing around like a hot potato. What happens next: AI will generate documents faster than institutions can grasp their consequences. Employees will stop making decisions and start outsourcing responsibility to algorithms. Systems will run flawlessly while the world around them falls apart. Model errors will become routine because no one has time to check them. Attackers will realize the weakest link isn’t the AI it’s the human who trusts it blindly. And then comes the moment when the institution wakes up and discovers it no longer runs its processes. The processes run it. AI won’t destroy institutions. Institutions will destroy themselves, unless they understand that technology isn’t a substitute for thinking, but a stress test of their resilience.

Sophie und Hans Scholl, der Mut, Nein zu sagen

Die Weiße Rose war eine der wichtigsten gewaltlosen Widerstandsbewegungen gegen Nazi-Deutschland während des Zweiten Weltkriegs. Die Mitglieder der Gruppe agierten politisch und als Bürger, indem sie die Verbrechen des NS-Regimes anprangerten, zum passiven Widerstand aufriefen, an das moralische Gewissen der Deutschen appellierten und Goethe, Schiller, Aristoteles und die Bibel zitierten.

Le discipline umanistiche nell'era degli LLM

Più che un insieme di discipline, le discipline umanistiche designano un certo tipo di attività intellettuale che si riferisce a modi di leggere, giudicare e interpretare. Questi coinvolgono il soggetto nel suo rapporto con il significato e la validità di ciò che afferma. Un'esigenza urgente per l'università contemporanea, che ha il compito di formare menti capaci di rispondere dei propri discorsi, in un contesto in cui questi possono ora essere prodotti senza un soggetto.

Holding and Letting Come. Synchronicity and recursive learning

This essay was originally meant for publication in the Journal of Future Studies. Approved in draft form, it was later rejected by peer reviewers, undoubtedly because of my criticism of the thought of post-humanist author Karen Barad. I am now resubmitting it to Stultiferanavis hoping that my attempt to engage with futurism will be relevant to less ideologically oriented futurists. In it, I present a series of vignettes about my life, forming a spiral from a distant past to the present and then back to a more recent past, the moment of my ecological conversion during the Covid-19 pandemic. In the second part, I offer a conceptualization of the journey that makes it possible to see the spiral as the living context that emerged from the hypotheses ”Evolution = learning from your ancestors” and “Future = a safe space-time where to become brave”. “Holding and letting come” (E.T. Gendlin) is the phenomenological move that can make sense of all of it.

The Humanities in the Age of LLMs

When poorly used, LLMs tend to short-circuit the moment of suspension from which reflection should arise. Delegating a difficulty to a program without first confronting it oneself amounts to bypassing the passage to reflection that experience of the world makes possible. The risk—already widely observed in educational contexts—is that AI becomes an automatism that takes the place of thinking itself.

Les Humanités à l’ère des LLM

Mal employés, les LLM tendent à court-circuiter le moment de suspension face à un problème, où la réflexion devrait naître. Déléguer une difficulté à un programme sans s’y être d’abord confronté, c’est ainsi se dispenser de ce passage à la réflexion que l’expérience du monde rend possible. Le risque — déjà largement rencontré dans l’enseignement auprès des élèves — est alors que l’IA devienne un automatisme qui prenne la place de la pensée.

Strutturalismo di Lévi-Strauss e sue conseguenze sull’analisi della contemporaneità

Invece di comprendere i fenomeni sociali e culturali “dall’interno”, ricostruendo il loro farsi storico attraverso l’azione consapevole e potenzialmente libera degli individui, lo strutturalismo intendeva il mondo umano come un qualsiasi altro campo di ricerca delle scienze naturali, da scoprire dall’esterno insieme alle sue regole e a quelle relazioni sistematiche e costanti in grado di far relazionare fra loro i fenomeni; solo che in questo caso si trattava di fenomeni socio-culturali, anche inconsci, che andavano studiati anche per le conseguenti modalità di svolgimento delle azioni degli individui e dei gruppi piccoli e grandi (famiglie, clan, nazioni).

Genova, 25 anni dopo: la democrazia sotto processo

Enrico Zucca, Procuratore Generale presso il Tribunale di Genova, ricorda i 25 anni dai tragici eventi del 2001 all’inaugurazione dell’anno giudiziario. C’è un legame tra quello che è successo al G8 di Genova e le scelte politiche di questo Governo. In entrambi i casi, è in gioco la democrazia. Allora la crisi si è vista nelle strade e nelle caserme, oggi si vede nelle riforme e nelle decisioni dell’attuale maggioranza. Cambiano i luoghi, ma la questione resta la medesima, chi controlla il potere quando il potere non vuole essere controllato?

"Essere John Malkovich", fra Hegel e Sartre.

L’articolo esplora il confronto tra Sartre e il giovane Hegel sul progetto della libertà e sul ruolo della finitezza. Il film Essere John Malkovich illustra metaforicamente la tensione tra desiderio di totalità e limiti del sé, mentre Hegel mostra come il Noi possa mediare la libertà rendendola sostenibile e condivisa.