Estar siendo, l’imperativo dell’agire: in dialogo con Miguel Benasayag
Dialogo stultifero Di Keren Ponzo – con una domanda di Carlo Mazzucchelli per i lettori e gli autori della STULTIFERANAVIS.
Estar siendo: L’imperativo dell’agire nel pensiero di Miguel Benasayag
Per Benasayag, l’azione non è la manifestazione esteriore di un’essenza interiore già costituita. È al contrario il processo stesso attraverso cui ci costituiamo come soggetti. Questa inversione è radicale. Noi non agiamo perché siamo qualcosa, ma siamo qualcosa perché agiamo. Questa posizione filosofica ha immediate conseguenze esistenziali e politiche. Significa che non possiamo delegare la nostra esistenza a un’identità precostituita, sia essa nazionale, ideologica o professionale. Significa che ogni momento, ogni situazione, ogni evento richiede una scelta, un posizionamento, un’assunzione di responsabilità. Siamo condannati, ma anche liberati, dall’imperativo dell’azione.
Note sulla dispersione del sé
Al risveglio, la percezione di un sé frammentato, disperso tra sogno e veglia. Una riflessione fenomenologica sull'identità come costruzione relazi...
Riconnettersi per resistere
Recensione critica di "Basta essere umani. Guida pratica per non estinguerci" di Susanna Di Vincenzo Susanna Di Vincenzo, Basta essere umani. Guida pratica per non estinguerci, All Around Edizioni, novembre 2025
Non si discute con le macchine. O la catastrofe morale dei computer scientist
L'esigenza primaria nell'azione politica e culturale oggi necessaria consiste nell'evitare di stare al gioco che impone a tutti di parlare con la macchina, di guardare alla macchina, di considerare centrale nella nostra vita l'interazione con la macchina. Ciò che è necessario oggi è l'abbandono di queste vie di fuga, ed il ritorno invece a guardare il faccia gli altri esseri umani senza mediazioni macchiniche. Il primo interlocutore con cui è necessario oggi parlare e discutere, lungi dall'essere una macchina, è un umanissimo essere: il creatore di queste macchine. Il computer scientist. Del suo operato dobbiamo discutere. Con lui dobbiamo discutere, richiamandolo alla responsabilità del suo agire.
Enclosure of Knowledge Production: The Attempt at a Regime Purchase by Financial Capital
Viviamo in tempi molto difficili. La conoscenza e la sua produzione sono sottoposte a un duro attacco da parte del capitalismo liberale, che incentiva l'uso dell'astrazione statistica. L'astrazione statistica, nella forma della razionalità computazionale (IA), produce conoscenza probabilistica operativa. Ciò significa che la domanda che questo tipo di produzione di conoscenza ci pone – o il modo in cui rappresenta la scienza – non riguarda più cosa si debba dire o sapere oggettivamente. Ora la domanda è piuttosto cosa fare della conoscenza prodotta (da qui la conoscenza operativa). (Il saggio che segue è in lingua inglese)
Trabajo, IA y la pregunta que la modernidad no quería formular
Lo que está en juego no es el futuro del empleo. Es la posibilidad misma de una sociedad que no convierta la irrelevancia técnica en exclusión moral.
La tecnica e il proprio corpo. La via di Alan Turing e l'opposta via di Marcel Mauss
In tempi di macchine potenti ed autonome, è auspicabile recuperare la sensazione del momento iniziale, quando, a mani nude, disponendo solo del proprio corpo, l'essere umano intuisce, scopre, inventa, crea, costruisce. Ripartendo ogni volta da sé stesso l'essere umano si mantiene vivo nel presente e garantisce speranze di vita futura a sé stesso ed ai posteri. Questo è il semplice ed efficace antidoto alla tendenza che la cultura digitale ci impone: costruire ed usare macchine per simulare, imitare e sostituire ciò che il nostro corpo e la nostra mente sapevano, e in fondo sanno ancora fare.
Méditation sur la mémoire
Un saggio sulla memoria, in forma di meditazione, di Pierre Levy, filosofo e Membro della Société Royale du Canada (2025). Un testo denso, che richiede attenzione e concentrazione, ma che può soddisfare lettori diversi, interessati ad approfondire più che a scorrere velocemente un testo, a riflettere su concetti che servono a comprendere la nostra realtà di umani che, a differenza delle macchine artificiali, mostrano una complessità inarrivabile anche nel modo con cui fanno esperienza della memoria. Una memoria che, dice il filosofo Pierre Levy, è un elemento centrale dell’esperienza temporale, dell’identità e della creatività.
L'arte di liberarsi dei libri, ovvero: chi ha paura di (cestinare) Virginia Woolf?
Che altro è buttare un libro se non una condanna a morte, una censura delle idee? Già, più o meno come buttare un cartone della pizza: anche su questi ultimi possono riportate scritte, notizie, racconti. Non è forse vero che ne Lo zoo di vetro Tom scriveva poesie in un magazzino stipato di scatole di scarpe? Le scatole stesse raccoglievano, nel grigiore silente della polvere, quel proibito anelito a una fuga impossibile. Erano parole dai toni patetici o letteratura in essere? Williams lascia che a insinuare la risposta sia il pubblico affranto.
Senza memoria non c'è conoscenza
Un articolo del filosofo Maurizio Chatel, con cui ho avuto modo di lavorare online nella produzione di conoscenze e conoscenza utili a una maggior tecnoconsapevolezza e responsabilità, sempre mell'ambito di riflessioni filosofiche ma anche civili, di cittadinanza attiva. Il testo che segue è stato pubblicato originariamente sul mio portale online creato nel 2010 dal nome SoloTablet. Vista la rilevanza del testo e del lavoro di riflessione di Maurizio Chatel mi sono permesso di condividerlo anche sulla Stultiferanavis.
La grande rimozione
La vera frattura del presente non è tra umanesimo e tecnologia, ma tra una cultura che include il funzionamento e una cultura che lo rimuove. La seconda produce utenti. La prima produce cittadini del mondo tecnico. E questa, oggi, non è una scelta teorica. È una responsabilità culturale.
Filoponìa, dal capitale di accumulazione a quello diffuso. Dal 2023 al crowdfunding 2026
Andrea Surbone presenta Filoponìa, dal capitale di accumulazione a quello diffuso: “L’iniquità sociale non è invincibile” Una recensione di Giulia Bertotto pubblicata su l'Antidiplomatico.
Eraclito oggi. Essere svegli nel tempo della doxa
Ha ancora senso studiare la filosofia del passato ai nostri giorni? O è meglio non soffermarci tanto su quanto detto nei secoli scorsi? In questo articolo si sostiene che non solo può essere interessante, ma è particolarmente pertinente proporre letture di filosofi distanti nel tempo ma di grande attualità. È il caso, ad esempio, di Eraclito che viene qui presentato come “filosofo per l’oggi”. E lo è per ragioni profonde, non decorative o divulgative. Innanzitutto perché Eraclito non offre risposte, ma un atteggiamento mentale adatto al presente. E poi, perché egli è il pensatore della crisi del mondo comune, ed uno dei problemi centrali di oggi è la frammentazione del mondo condiviso che genera una società in cui ciascuno vive nella propria versione della realtà, spesso manipolata dai media. Un contributo di Simone De Clementi.
From Smith to Marx (Kark): Recovering a Political Economy
Between Adam Smith and Karl Marx lies not a chasm, but a dialectic—a historical arc that marks birth, betrayal, and critique of modern capitalism. Contrary to popular caricature, Marx didn't simply oppose Smith. He inherited him, transformed him, and exposed the contradictions Smith could not resolve. What most people miss is that both thinkers, in radically different ways, were engaged in the project of moral political economy—a vision now largely abandoned.
Seduti a un tavolo che si è spostato
Non stiamo uscendo di scena e non siamo stati cacciati dalla stanza, abbiamo continuato a parlare, a decidere, a lavorare, come se fossimo ancora a capotavola.
L'Eclissi dell'Etica: Perché l'"IA Etica" è una Menzogna Matematica
L'industria tecnologica ci promette una 'IA Etica', ma Jorge Charlin svela l'inganno ontologico: stiamo confondendo la Morale (regole programmabili) con l'Etica (la decisione umana di fronte all'ignoto). Attraverso le lenti di Aristotele, Kant e Spinoza, questo manifesto denuncia la riduzione dell'etica a pura 'burocrazia automatizzata' e rivendica la responsabilità della scelta come un privilegio esclusivo, e non delegabile, dell'essere umano.
Antonin Artaud. Un condannato al rogo che fa segni attraverso le fiamme
Antonin Artaud: intellettuale e artista che si colloca oltre ogni possibile definizione.
Forma imposta o continuo presentarsi. Heidegger, la tecnica e il nuovo pensiero
Heidegger non scrive 'contro la tecnica', né nell''Essere e il tempo', né nel dopoguerra. Scrive a proposito di come la tecnica favorisce o contrasta il pensiero umano. Scrive alla luce dell'avvento di quella cultura tecnico-scientifica che sembra rendere vana la 'filosofia'. Ma se muore 'un certo tipo di filosofia' non muore l'umano pensare. Non è difficile constatare che Heidegger mostra di conoscere molto bene la cibernetica -e implicitamente quelle disciplina che prende il nome di 'computer science' o di 'informatica'. Per questa via si può seguire la lezione di Heidegger nel leggere criticamente in senso delle macchine proposte dall'informatica, lungo la sua storia, fino al giorno d'oggi. L'articolo -che si sviluppa come commento puntuale della conferenza 'Das Ende des Denkens in der Gestalt der Philosophie', 'La fine del pensiero in forma di filosofia', dettata da Heidegger il 30 ottobre 1965- riprende senza modifiche il penultimo capitolo di: Francesco Varanini, 'Macchine per pensare', Guerini e Associati, 2015.
Χρόνος — Chronos
La modernità ha separato ciò che il mito univa. Ha dissociato il tempo dalla necessità interiore della trasformazione. Ha dissociato Senex da Puer, producendo insieme ossessione della giovinezza e tirannia delle procedure. E ora, ultimo inganno, ci offre il "qui ed ora" come salvezza.
Perché studiare?
Credo ti sia già stato chiesto da chi ha più o meno la metà dei tuoi anni. Cos'hai risposto tu?
Oltre il letto di Procuste. La governance adattiva in un mondo che non vuole più essere semplificato.
E' nel margine che sfugge, in quella parte che non si lascia tagliare né stirare, che nasce tutto ciò che vale davvero: l’innovazione, la cura, la visione, la possibilità di costruire qualcosa che non sia solo più efficiente, ma più vivo.
Digital Illusions: Technology as the quiet psychedelic of schooling
Digital technologies are, for today’s school, something like psychedelic mushrooms. They generate illusions that are utterly native to the school itself…
Le abilità persuasive degli LLM ... verso altri LLM
Questo studio esamina la capacità persuasiva reciproca tra Large Language Models (LLM) attraverso un approccio sperimentale che confronta cinque modelli principali (ChatGPT, Claude, Grok, Gemini e DeepSeek) alternando i ruoli di persuasore e persuaso. Utilizzando una proposta fiscale controversa come caso di studio, ogni LLM ha generato argomentazioni tecniche ed emozionali per convincere gli altri modelli, misurando l'efficacia attraverso autovalutazioni percentuali della riduzione di convinzione. I risultati mostrano significative differenze tra modelli: Claude e DeepSeek emergono come i più persuasivi, con Claude particolarmente efficace nelle argomentazioni emozionali, mentre ChatGPT e DeepSeek dimostrano maggiore resistenza alla persuasione. Lo studio rivela una tendenziale forza persuasiva degli LLM verso i propri simili, potenzialmente superiore a quella documentata verso interlocutori umani, aprendo nuove prospettive di ricerca sulle dinamiche di influenza nell'ecosistema dell'intelligenza artificiale e sollevando questioni etiche per lo sviluppo di sistemi conversazionali.
Susan Sontag. Venti anni dopo abbiamo ancora bisogno di lei
A più di vent'anni dalla sua morte Susan Sontag è perfettamente contemporanea a noi, senza bisogno di attualizzazioni. A conferma di questa attualità basta ricordare la sua illuminante lotta contro l'uso perverso di metafore, ovvero del pensiero che sovrappone alla “cosa in sé” l’esorcismo delle metafore consolatorie o colpevolizzanti.. Sontag ci incita a “tornare a fare un’esperienza più immediata di ciò che abbiamo”.