Memoria, narrazione e crisi di significato: una riflessione filosofica sull'essere contemporaneo

L’essere umano vive sospeso in una tensione temporale: tra passato, presente e futuro, tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere. In questa condizione, memoria, narrazione e linguaggio si rivelano i pilastri della nostra esistenza. Sono strumenti essenziali per dare senso al caos del mondo, ma cosa accade quando questi pilastri si incrinano? Quando il tempo si riduce a lavoro e consumo, quando il linguaggio diventa sterile e i rituali perdono il loro valore simbolico? Siamo forse di fronte a una crisi non solo della memoria, ma anche del nostro essere-nel-mondo.

L’architettura dell’oblio: geologia del potere, stratificazione e manipolazione della memoria collettiva

La storia non è un semplice archivio di fatti oggettivi, ma un campo di battaglia politico ed etico dove la memoria viene costantemente plasmata, filtrata e, in molti casi, deliberatamente manipolata. Le fonti analizzate rivelano come la costruzione di un’identità collettiva passi spesso attraverso la creazione di miti eroici finalizzati a nascondere realtà di oppressione, furto territoriale e impunità sistematica. Esplorare questi meccanismi significa immergersi nelle ombre proiettate dai grandi simboli della democrazia, come la Statua della Libertà, che spesso funge da paravento per un dominio globale fondato sulla forza militare. Tuttavia, per comprendere appieno come questa manipolazione avvenga, dobbiamo guardare oltre la cronaca e adottare una lente nuova: quella della stratificazione tecnologica e geologica. In questo "scavo archeologico nel giardino dei libri" di casa mia... ho mischiato a modo mio l'affascinante concetto di "geologia dei sistemi IT", i ricordi di quando anche io contribuivo attivamente a diversi progetti Open Source, collegando il tutto ai temi civili della manipolazione storica.

Senza memoria non c'è conoscenza

Un articolo del filosofo Maurizio Chatel, con cui ho avuto modo di lavorare online nella produzione di conoscenze e conoscenza utili a una maggior tecnoconsapevolezza e responsabilità, sempre mell'ambito di riflessioni filosofiche ma anche civili, di cittadinanza attiva. Il testo che segue è stato pubblicato originariamente sul mio portale online creato nel 2010 dal nome SoloTablet. Vista la rilevanza del testo e del lavoro di riflessione di Maurizio Chatel mi sono permesso di condividerlo anche sulla Stultiferanavis.

Sophie e Hans Scholl, il coraggio di dire no

Il Gruppo della Rosa Bianca (Die Weiße Rose) è stato uno dei più importanti movimenti di resistenza non violenta alla Germania nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. I componenti del gruppo agivano politicamente e da cittadini denunciando i crimini del regime nazista, chiamando alla resistenza passiva, facendo appello alla coscienza morale dei tedeschi, citando Goethe, Schiller, Aristotele, la Bibbia.

In difesa dell’umano

Viviamo nella complessità ma ricorriamo costantemente ad approcci binari, riduzionistici, fatti di semplici contrapposizioni, forse anche utili, sicuramente mai sufficienti. Dentro la complessità non esiste lo sguardo neutrale del soggetto, ridurre la molteplicità e l’interrelazione tra gli elementi in un giudizio binario significa ignorare che gli effetti dipendono da una miriade di variabili. Il riduzionismo può tornare utile per sviluppare un confronto, anche conflittuale, utile a chiarire le posizioni dei contendenti, ma rischia di portare a una cristallizzazione attorno a due narrazioni opposte. La polarizzazione risulta così essere intellettualmente sterile, inadeguata. Meglio stare dentro la complessità del reale, agendo senza la presunzione di essere nel giusto, per dare forza agli attrattori percepiti come capaci di far emergere nuovi possibili, diversi e de-coincidenti da quelli oggi frequentati dai più e, anche per questo, ritenuti sbagliati.

Che fare se la democrazia è assente. Ovvero: fiducia in sé stessi

Viviamo in tempi in cui la 'democrazia' appare un concetto astratto. Assente sulla scena politica ed economica. Privo di qualsiasi presa sulla realtà che viviamo quotidianamente. Sembra assente ogni democrazia nelle decisioni dei governanti. Sembra assente ogni 'democrazia' nella rete di relazioni che oggi disciplina i corpi e crea discorsi. Per scoprire spazi oggi praticabili nel complesso terreno sul quale oggi si esercita il potere, serve tornare a ricordare la storia delle idee e delle pratiche moderne riguardanti la libertà è l'azione civica. Jean-Jaques Rousseau, il conte Mirabeau, Wilhelm von Humboldt, John Stuart Mill, Percy Bysshe Shelley, Henry David Thoreau, Walt Whitman, Ralph Waldo Emerson ci accompagnano nel tentar di capire come non soccombere al dominio dei nuovi tiranni ed al dominio che oggi emana da macchine digitali oppressive.

Ulisse nella Silicon Valley

La Trasmutazione dell'Anima nell'Era dell'Algoritmo Omero non ha scritto del passato, ma del nostro futuro digitale. Un saggio che rilegge l'Odissea come manuale di sopravvivenza nell'era dell'Intelligenza Artificiale, smascherando le Sirene degli algoritmi e la Circe della dipendenza tecnologica per rivendicare la nostra Sovranità Cognitiva.

Intervista ImPossibile a Jean-Michel Basquiat (IIP #21)

Segno, Simbolo, Sintassi e l’AI Un dialogo immaginario su come l’esperienza di Jean-Michel Basquiat - la sua grammatica visiva fatta di parole e simboli - possa offrire un’occasione per ripensare criticamente le questioni contemporanee legate all’intelligenza artificiale. Questa intervista impossibile problematizza l’AI come spazio di senso che si confronta con categorie profonde e politiche quali l’identità, il potere, il linguaggio e la marginalità. È un confronto tra due modi di produrre significato, la pittura che nasce dall’esperienza vissuta e dai conflitti sociali, e i sistemi computazionali che apprendono da dati preesistenti. Basquiat emerse dalla scena dei graffiti di New York negli anni ’70, prima sotto il nome di SAMO, poi come uno dei principali esponenti del neoespressionismo internazionale. In meno di un decennio, trasformò la pittura attraverso un repertorio visivo fatto di testo, segni ruvidi, simboli e un uso iperattivo di parole e numeri che non separano immagine da linguaggio ma li intrecciano come vettori di critica sociale e storica. L’opera di Basquiat ruota attorno a contraddizioni e dicotomie - ad esempio potere/oppresso, razza/classe, esperienza interna/esterna - che mettono in discussione la gerarchia dei segni nel discorso culturale e invitano a leggere l’AI non solo come strumento, ma come dispositivo che riconfigura le gerarchie interpretative stesse.

Do Not Overlook: Optimization of Cognitive Offloading

Expert Analysis: Optimization of Cognitive Offloading – How to (Not) Use AI in Education (According to the Latest Research from the Institute for Cybernetic Laziness, 2026) In 2030, no one thinks — they just sync. A smooth brain is standard equipment; the cloud ensures painless forgetting. Institutions rejoice: the human has finally been disconnected from unnecessary thoughts. Pedagogy has transformed into access rights management. Cognitive disengagement is the new norm; resistance gets archived as spam. Long live optimisation — no burden, no memory, no responsibility.

Quella poesia che nessuno scrive

Si scrive sempre da un esilio, come sospesi tra due abissi: un fondo oscuro e segreto che si spalanca alle nostre spalle e qualcosa che da sempre ci attende come un destino.Ciò che resta è la traccia di una scomparsa, il segno di una voce perduta e di un desiderio, la risposta ad una chiamata antica.

Corrado Bagnoli - L'ultimo ring

Una recensione del romanzo di Corrado Bagnoli "L’ultimo ring,"  tratto dal poema, dello stesso autore, "Fuori i secondi" e necessariamente ampliato con altri personaggi – nel quale è protagonista Augusto, promettente pugile nella Brianza degli anni Cinquanta, con un’infanzia povera alle spalle e nel cuore il desiderio di lottare costantemente per il proprio futuro.

“Stupidity knows no rank. But rank knows immunity.”

For your eyes only are in a minute dedicated for EVERYBODY. This short satire was written in response to repeated incidents where those responsible for setting and enforcing security rules fail to follow them spectacularly and face no consequences whatsoever. It’s a mirror held up to processes where strictness applies only downward, while leadership lives in its own reality of immune mistakes. And honestly, even with a flexible imagination, the original story is hard to believe.

Il potere invisibile dell’AI (POV #21)

Shoshana Zuboff e Evgeny Morozov: L’AI è una nuova fase del capitalismo o un modo per trasformare decisioni politiche in soluzioni tecniche? Quando parliamo di intelligenza artificiale, raramente ci limitiamo a parlare di una tecnologia. Dietro l’AI si muovono questioni che riguardano l’economia, il potere, i modelli di società che stiamo costruendo. L’AI può essere letta come il motore di una nuova fase del capitalismo, fondata sull’estrazione dei dati e sulla previsione dei comportamenti futuri. Ma può anche essere interpretata come il prodotto di una narrazione che trasforma temi politici in problemi tecnici e conflitti sociali in questioni di efficienza. Shoshana Zuboff ed Evgeny Morozov rappresentano due tra le voci più autorevoli di questa critica. La prima analizza l’AI come infrastruttura economica del capitalismo della sorveglianza, un sistema che monetizza l’esperienza umana convertendola in informazione predittiva. Il secondo la interpreta come espressione di un’ideologia tecnologica che promette soluzioni automatiche e, così facendo, sottrae le scelte collettive al dibattito democratico. Il loro confronto non riguarda soltanto il funzionamento degli algoritmi, ma il modo in cui il digitale sta ridefinendo il potere nel XXI secolo.

Emmanuel Lévinas - L'appello del volto e la responsabilità

La parola/appello del volto è per Lévinas una sorta di ordine, un comando al tempo stesso etico e originario, a cui è necessario rispondere in modo responsabile. La perdita di responsabilità, a cui spesso assistiamo, è causata da un oblio etico, da una soggettività abbandonata a sé stessa, al proprio egoismo che talvolta sconfina nel delirio di onnipotenza.

Blackout

L’attualità interroga le coscienze di coloro che leggono il mondo con la loro sensibilità. La poesia “Blackout” nasce da più notizie di cronaca che giungono a noi, eco di guerre vicine, una giornata di freddo pungente qui è un inferno di fango a Gaza e a rischio assideramento in Ucraina. Il male, la paura, il dover trovare rifugio per fuggire crudeltà e violenza sono sempre gli stessi nemici dell’uomo dai tempi delle caverne.

Un nuovo universalismo tecnocratico?

Una tecnologia è utile finché resta uno strumento potente e dichiarato come tale; il problema nasce quando l’IA viene trattata come un quasi-soggetto, una quasi-presenza, che sembra dialogare, comprendere, rispondere. E non è una confusione innocente perché indebolisce la capacità umana di riconoscersi come origine delle decisioni. Una riflessione a partire dalla Costituzione di Anthropic per Claude e la semantic interoperability