In difesa dell’umano

Viviamo nella complessità ma ricorriamo costantemente ad approcci binari, riduzionistici, fatti di semplici contrapposizioni, forse anche utili, sicuramente mai sufficienti. Dentro la complessità non esiste lo sguardo neutrale del soggetto, ridurre la molteplicità e l’interrelazione tra gli elementi in un giudizio binario significa ignorare che gli effetti dipendono da una miriade di variabili. Il riduzionismo può tornare utile per sviluppare un confronto, anche conflittuale, utile a chiarire le posizioni dei contendenti, ma rischia di portare a una cristallizzazione attorno a due narrazioni opposte. La polarizzazione risulta così essere intellettualmente sterile, inadeguata. Meglio stare dentro la complessità del reale, agendo senza la presunzione di essere nel giusto, per dare forza agli attrattori percepiti come capaci di far emergere nuovi possibili, diversi e de-coincidenti da quelli oggi frequentati dai più e, anche per questo, ritenuti sbagliati.

Nuova Era Umana

L'Umanità è alle porte di un nuova era, che molto velocemente sta spalancando i suoi cancelli su nuovi orizzonti urbani sconosciuti e inquietanti.

Che fare se la democrazia è assente. Ovvero: fiducia in sé stessi

Viviamo in tempi in cui la 'democrazia' appare un concetto astratto. Assente sulla scena politica ed economica. Privo di qualsiasi presa sulla realtà che viviamo quotidianamente. Sembra assente ogni democrazia nelle decisioni dei governanti. Sembra assente ogni 'democrazia' nella rete di relazioni che oggi disciplina i corpi e crea discorsi. Per scoprire spazi oggi praticabili nel complesso terreno sul quale oggi si esercita il potere, serve tornare a ricordare la storia delle idee e delle pratiche moderne riguardanti la libertà è l'azione civica. Jean-Jaques Rousseau, il conte Mirabeau, Wilhelm von Humboldt, John Stuart Mill, Percy Bysshe Shelley, Henry David Thoreau, Walt Whitman, Ralph Waldo Emerson ci accompagnano nel tentar di capire come non soccombere al dominio dei nuovi tiranni ed al dominio che oggi emana da macchine digitali oppressive.

Un viaggio nelle contraddizioni umane: la lotta con l’Angelo

Non sono un biblista. La mia passione per la Bibbia e per le sue storie è nata ascoltando un progetto straordinario della trasmissione radiofonica Uomini e Profeti di Rai Tre, che per un paio d’anni si dedicò alla lettura integrale della Bibbia e al commento del testo, con studiosi ebrei, cattolici e protestanti. Quando ascoltai la lettura del brano della Lotta ne rimasi folgorato: pochi versetti, poche parole, ma un richiamo potentissimo al sacro, al numinoso (direbbe Jung), a una dimensione spirituale capace di toccare anche un lettore laico come me.

Actor-Network Theory e AI: esplorazioni sull'agenzia distribuita e la co-produzione di realtà

Il presente contributo esplora la "fertilità" dell'Actor-Network Theory (d’ora in avanti ANT) come strumento per comprendere l'Intelligenza Artificiale (AI) come fenomeno socio-tecnico. L'argomentazione sostiene che i sistemi di AI sono actanti attivi con un'agenzia distribuita, che partecipano alla co-produzione di realtà. Attraverso i concetti fondamentali dell'ANT - come l'ontologia relazionale, l'ibridità e le black box - il paper analizza l'influenza dell'AI sulle strutture organizzative e sociali. Si esamina come l'AI ridefinisca le interazioni e impatti la gestione algoritmica, le dinamiche di potere, la responsabilità e la conoscenza, presentando esempi di come essa trasformi i modelli di governance e di lavoro. This paper explores the 'fertility' of Actor-Network Theory (ANT) as a tool for understanding Artificial Intelligence (AI) as a socio-technical phenomenon. The argument posits that AI systems are active 'actants' with distributed agency, participating in the co-production of realities. Through ANT's fundamental concepts—such as relational ontology, hybridity, and black boxes—the paper analyzes AI's influence on organizational and social structures. It examines how AI redefines interactions and impacts algorithmic management, power dynamics, responsibility, and knowledge, using examples to show how it transforms governance and work models.

Mark Carney, il filoponico?

La dichiarazione di Mark Carney: Viviamo un momento di rottura, non di transizione, il vecchio ordine mondiale non ritornerà, questa è l’ora in cui le medie potenze devono unirsi, perché se non ci sediamo noi attorno ad un tavolo finiremo nel menu. Lo slogan di Filoponìa: La società libera dall’economia e l’economia libera dal debito. C’è, fra Carney e Filoponìa, un ideale punto d’incontro?

Identità dinamica vs profiling algoritmico

Negli ambienti digitali personalizzati l’AI sembra conoscerci sempre meglio. In realtà costruisce modelli del nostro passato, non della nostra identità in divenire. Questo testo riflette sul divario tra identità dinamica e profiling algoritmico, mostrando come i sistemi di raccomandazione tendano a restituirci versioni sempre più coerenti, e sempre meno vive, di noi stessi. Un’analisi non apocalittica, ma critica, di una proprietà emergente della personalizzazione: il congelamento silenzioso dell’evoluzione personale.

The rise of feral states in cyber chaos

Progress toward a better future is a notion about time, but emerged from a feeling of spaciousness.  At the end of the 19th Century, European peoples confronted the end of their capacity to expand spatially into other parts of the world.  It was the end of the Age of Empires and the end of the Frontier for Americans.  Optimistic expansionism was undaunted, however, and the 20th Century opened with a new version: a future paradise based on a combination of technology with social science and political-economic nostrums.  As the Century closes, we are facing the exhaustion of that world view.  The frontier of time is closing.  The 21st.  Century is dawning on the end of the future.

Prima di decidere: l’arte di pensare senza sapere ancora dove si arriverà

Dove nulla è in questione, non c’è deliberazione, ma solo abitudine. Pensare, in senso proprio, comincia quando occorre decidere — anche solo che cosa credere. La deliberazione segue una grammatica precisa. Inizia sempre da quella che Dewey chiamava una 'situazione problematica': un contesto in cui non sappiamo già cosa credere o come agire. Se la risposta fosse immediata, l’attività riflessiva sarebbe superflua. Seguendo Peirce, l'indagine si sviluppa come sforzo per passare dal dubbio alla fissazione di una credenza. Questo cammino richiede un'analisi rigorosa delle alternative disponibili e dei criteri che guideranno la nostra preferenza.

Piango il mio Minnesota e Minneapolis

Nella mia vita, ormai abbastanza lunga, mi è capitato di vivere negli Stati Uniti. Ci sono stato per un anno intero, a cui ho aggiunto altri periodi più o meno lunghi, per poi viaggiare gli States in lungo e in largo, alla scoperta di un paese bellissimo (nel 2008 ho attraversato il nord sulla Route 90 da Chicago a Seattle passando per il Minnesota), ma soprattutto nel mio ruolo aziendale internazionale ricoperto per molti anni.

No other choice

Un film che solleva interrogativi potenti: come si sopravvive in una società il cui primo comandamento è estirpare ogni forma di solidarietà e moralità dai lavoratori? e perché continuiamo a desiderare di definirci attraverso il nostro lavoro anche quando è proprio questo a consumarci?

ICE: la costruzione del nemico interno

Negli Stati Uniti è in atto una mutazione dello Stato in senso apertamente autoritario, in cui un’agenzia amministrativa viene riconfigurata come forza di occupazione interna. L’Immigration and Customs Enforcement - ICE - non è più un apparato di controllo delle frontiere, ma è diventata un dispositivo di violenza politica, un laboratorio di guerra civile preventiva.

IA come agente linguistico ed economico

Il rischio è una società formalmente governata dagli esseri umani, ma sostanzialmente diretta da Intelligenze Artificiali, con un progressivo svuotamento della sovranità democratica e della responsabilità politica. Senza questa riflessione, l’ascesa dell’IA non sarà solo tecnologica, ma una trasformazione silenziosa delle categorie stesse con cui pensiamo l’umano.

Why We Can’t See the Tip of Our Own Nose

Biology and democracy in the light of politics The political organism is a fascinating creature, capable of not seeing its own nose even when it has already grown into the next room. Biology calls it sensory adaptation, politics calls it strategic blindness, and AI now polishes it into a smooth, algorithmically optimized form of not‑seeing. Everything embarrassing, personal, or long‑term disappears from consciousness faster than campaign promises after the votes are counted. Threats from the outside, on the other hand, appear in a resolution that would make a medical CT scanner jealous. The organism survives only because it ignores its own decay and celebrates it as stability. And the tip of the nose? By now it has grown to a size that requires an entire infrastructure of self‑deception to remain unseen: biological, political, and digital.

Moderno, Moda

Si dice 'antiquato' ciò che si ritiene viziato dagli aspetti negativi e deleteri del passato. Ma cosa possiamo dire del 'moderno'? A ben guardare dietro al 'moderno' si nasconde rischio di adeguarsi passivamente alla 'moda' del momento.

La realidad virtual

Quiero pensar que los futuros entretenimientos de realidad virtual estarán regidos por instituciones públicas. ¿Se imagina el lector entrar en una caseta de juego, y no poder salir de ella hasta que el portero opte por apagar las luces?. De motu proprio el jugador nunca lo hará;  salvo que decida, improbablemente, que la realidad merece un descanso.

Visconte Lascano Tegui, Un dandy della pampa

«A causa della molteplicità delle sue occupazioni, si potrebbe immaginare che si tratti di un bohémien, oppure di uno speculatore. Né l’uno né l’altro. È un uomo normale, senza desideri, senza aspirazioni e senza speranze. Sorride in società e scrive versi, oppure riflette in solitudine. Afferma di non aver mai dovuto un centesimo a nessuno. Se si è sempre comportato in modo onesto, vuole che si sappia che lo ha fatto unicamente per vendicarsi delle virtù borghesi che nobilitano i proprietari ma screditano i poeti»

Supereroi e supereroine dell'antichità

I personaggi mitologici sono i primi “supereroi e supereroine” della storia e per questo piaceranno ai bambini e alle bambine. Anche se i miti, di certo, non nascono per loro, è un bene che li conoscano attraverso una narrazione che, facendo uso di un linguaggio più semplice e adatto a loro, ne faciliti la comprensione ed eviti tutti quei particolari più crudi e violenti.