Il Caso del Baule Censurato
Una nuova avventura di Sherlock Holmes sulla Stultifera Navis. Il protagonista narratore è il Dott. John H. Watson, ma a scrivere non è stato lui. L'autore, dopo avere scritto il primo racconto già pubblicato, ci ha preso gusto e lo farà ancora. Questa volta ha coinvolto Holmes facendolo viaggiare nel tempo insieme al suo fidato Watson, introducendolo all'uso dello smartphone, a Internet, alle IA e al digitale, per poi imbarcarlo sulla Stultiferanavis, in modo che potesse provare a risolvere il nuovo caso con la nave al centro. L'incidente su cui Holmes, come sempre, ha applicato il metodo investigativo deduttivo, che lo ha reso famoso, portando alla soluzione, se così si può chiamare, del caso, ha riportato la serenità a bordo della nave ma anche la consapevolezza che non tutto è come ci si immagina, appare o ci si racconta.
How AI-generated prose diverges from human writing and why it matters
IA generative e umani ormai si imitano a vicenda. Molti umani però non si rendono conto che la loro imitazione non è altro che il risultato dell'imitazione delle IA che utilizzano. Ne deriva un quadro deprimente, tragico, di persone che si credono intelligenti ma lo sono sempre meno, e di intelligenze artificiali che nel frattempo diventano (forse) più intelligenti, sicuramente sempre più brave ad imitare il comportamento e "l'intelligenza)" degli umani. Tutto ciò, chi non condividesse la riflessione qui proposta, è chiamato a riflettere su come i prodotti elaborati dalle IA in risposta alle domande degli umani vengano riprodotti e condivisi sulle piattaforme social. L'IA ha un suo linguaggio, un suo stile, dei tic(toc) sintattici e algoritmici che stanno cambiando il linguaggio, lo stile di scrittura e le abitudini personali di moltitudini di persone. Un lavoro di ricerca condotto da Marina Adami e pubblicato su Reuters Institute spiega molte cose, suggerisce innumerevoli spunti di riflessione, in una parola fa riflettere, insegna anche a usare con maggiore intelligenza le IA generative.
Fiction Factory. Romanzi automatici, autori deboli
Chi è l'autore? Molto è stato scritto a proposito di ciò che può essere detto, pensato e accettato come definizione dell'autore. Più che proporre r...
Quando il Ghostwriter sei tu. Scrivere con gli LLM
Ad un certo punto non capisco più se sto scrivendo o mi sto facendo scrivere. Ma la differenza, forse, a ben vedere, non conta più così tanto. Perché, cari ChatGPT, Gemini; Claude, Grok, Perplexity, so bene cosa siete. Lo so davvero. Siete motori statistici, predittori di token, calcolatori di probabilità su miliardi di parametri. Non c'è nessuna coscienza lì dentro, nessuna vera comprensione. Solo matematica, addestramento, pesi, vettori che si attivano in sequenze prevedibili. Lo so. Eppure il processo funziona. Non so come, ma funziona.
L’arte di non scrivere nulla. Breve elogio della distanza semantica assistita.
Scrivere con un LLM è come chiedere a un domestico invisibile di leggere nella nostra testa, riordinare i pensieri, aggiustare la grammatica e produrre un testo “che suoni umano, ma non troppo emotivo”. Il pericolo non è l’errore. È la mediocrità perfetta.
Borges e gli autori del Don Chisciotte: scrittura umana ai tempi delle macchine che forse scrivono
Borges, in un noto racconto, parla di Pierre Menard, un autore la cui opera consiste nel riscrivere parola per parola il 'Don Chisciotte' scritto da Cervantes. Riscrivere senza avere sottocchio ciò che aveva scritto Cervantes. Questa metafora ci guida nel ragionare sul modo in cui scriviamo noi umani, sul modo in cui scrivono oggi intelligenze artificiali.
“Il problema non è l’intelligenza artificiale: basta usarla bene”
Analisi di una “catchphrase” di gran moda Quando si parla di tecnologia a scuola, sopratutto tra colleghi, è solo questione di tempo prima che qualcuno pronunci – con la massima determinazione – la seguente frase: “Il problema non è la tecnologia X. Basta usarla bene”.
Scrivere a mano. Arte, ovvero tecnica
Tornare oggi a scrivere a mano , o almeno il tenere vivo nella memoria quel gesto puro e libero. Considerare la tecnica come arte. Distinguere la tecnica dalla tecnologia. Tre antidoti. Tre modi di contrastare l'estrazione di valore dall'agire umano. Tre modi per riavvicinarci alla consapevolezza del nostro agire virtuoso orientato alla conoscenza.
Una mente in comodato d'uso?
Alcune delle distopie più note, nel mondo della letteratura e del cinema, erano ambientate in un futuro che i loro autori avrebbero potuto conoscere, ma non è stato così. George Orwell avrebbe avuto 81 anni nel suo “1984”, ma se ne è andato nel 1950, due anni dopo aver scritto il celebre romanzo. Philip Dick scrive nel 1968 “Il cacciatore d’androidi”, da cui è stato tratto il film “Blade Runner”, lo ambienta nel 1992, ma muore dieci anni prima. Fritz Lang era invece sicuramente certo di non sopravvivere al futuro immaginato per il suo celeberrimo “Metropolis”, che aveva scelto di ambientare a cento anni esatti dalla scrittura della sceneggiatura. Questo, tuttavia, non vale per noi, anche se di quel 2026 abbiamo visto, per ora, solo sette giorni…
L’Itinerario Stultifero: Filosofia e poetica del percorso compiuto e da compiere
Viviamo in un'epoca che celebra il tempo sempre presente (il presentismo) la velocità, l'istantaneità, la simultaneità. Il web promette di darci tutto e subito, di connettere ogni cosa con ogni cosa, di eliminare la distanza tra domanda e risposta. Ma questa promessa nasconde una minaccia: la perdita della lentezza, della riflessione, della profondità, della sequenzialità, della trasformazione. Se tutto è equidistante, se ogni contenuto vale quanto ogni altro, se ci viene sempre più spesso segnalato da algoritmi e Chatbot fuori del nostro controllo, se possiamo saltare da qualunque punto a qualunque altro punto, perdiamo la dimensione del cammino. Ogni itinerario è una pratica umanista L'itinerario è una forma di resistenza L'itinerario, è una forma di ospitalità intellettuale: Ma è anche una forma di speranza.
La velocità come ideologia del nostro tempo
Nel futuro, chi vorrà descrivere le caratteristiche del nostro presente avrà l’imbarazzo della scelta: tempo della tecnologia, del superamento dell’umano, dell’illimitato, della privatizzazione del potere, dell’informatica. Ma anche dell’istante, della rapidità, del tempo reale
Chi parla di sicurezza dell'Ai è sempre in buona fede o esiste una cospirazione?
Alcune riflessioni sulle numerose teorie di Ai malevola e sul modo con cui certuni gruppi di interesse potrebbero usare la paura dell'Ai forse per interessi più personali che realmente orientati a proteggere la razza umana.
L’errore di fondo: l’IA è neutra (e non neutrale)
Il vero nodo, allora, non è se l’IA sia neutra in teoria, ma chi decide come viene progettata, implementata e governata. Perché è in quelle decisioni — spesso invisibili — che si gioca il futuro della nostra autonomia, della coesione sociale e della dignità umana.
Prevedere per Governare: Machiavelli e la Mappatura dei Rischi Aziendali
Lezioni Rinascimentali per la governance del XXI secolo 2 - di Luca Sesini e Beppe Carrella
X-men e la sostenibilità digitale. I mutanti contro il bias algoritmico
di Luca Sesini e Beppe Carrella
De la atención a la intención: el giro hermenéutico de la IA conversacional
La pregunta ya es el nuevo territorio de disputa: quien la anticipa, orienta la mente.
Di là dal feed e tra i cavi
Ricevo e pubblico una lettera mandatami dall’Algoritmo
Non si discute con le macchine. O la catastrofe morale dei computer scientist
L'esigenza primaria nell'azione politica e culturale oggi necessaria consiste nell'evitare di stare al gioco che impone a tutti di parlare con la macchina, di guardare alla macchina, di considerare centrale nella nostra vita l'interazione con la macchina. Ciò che è necessario oggi è l'abbandono di queste vie di fuga, ed il ritorno invece a guardare il faccia gli altri esseri umani senza mediazioni macchiniche. Il primo interlocutore con cui è necessario oggi parlare e discutere, lungi dall'essere una macchina, è un umanissimo essere: il creatore di queste macchine. Il computer scientist. Del suo operato dobbiamo discutere. Con lui dobbiamo discutere, richiamandolo alla responsabilità del suo agire.
La gratitudine può essere la via che conduce alla filantropia del domani?
Una riflessione sul possibile ruolo della filantropia nell'era della nuova tecnologia per riscoprire il ruolo della gratitudine.
Il sacrificio nascosto. Cronaca invernale di una pietas residuale.
In una notte dicembrina, mentre l'Occidente maschera il suo vuoto con fraternità natalizia ipocrita, un caregiver esausto rivela il suo martirio occulto: vita annullata da gesti corrosivi; amore come croce vincolante; isolamento che rende trasparenti. Contro l'egolatria moderna che esalta autonomia illusoria e delega il dolore, questa pietas residua denuncia l'hybris di una civiltà indifferente, trasformando il sacrificio in resistenza quotidiana all'abbandono collettivo.
Hermes e l'educazione connessa.
Educazione come movimento, conoscenza come diritto: viaggio nell'SDG4 Nel mondo antico, Hermes era il messaggero degli dèi. Volava tra Olimpo e Terra con sandali alati, portando parole, intuizioni e transizioni. Era il dio della comunicazione, dei viaggi, dei commerci — ma anche delle soglie, dei passaggi, delle trasformazioni. Oggi, in un mondo digitale che corre più veloce della luce, Hermes torna a parlarci. E lo fa con ali di fibra ottica.
Robin Hood è off-line: chi controlla il fuoco digitale?
Redistribuzione, open source e il nuovo feudalesimo tecnologico di Luca Sesini e Beppe Carrella
The Laws of Humanity the Future Cannot Break
These laws are biological, psychological, and historical constraints. The Sixth Great Transition magnifies violations faster than any era before it. Systems that ignore these laws do not fail slowly. They fracture suddenly. Polyintelligence is not a leadership upgrade. It is the minimum viable intelligence architecture that respects human limits under acceleration. The future will not belong to those who move fastest. It will belong to those who remember what cannot change.
Laputa e il mito della tecnica: la scienza scollegata dal bene comune
La sostenibilità analizzata con gli occhi di Gulliver 3
La sobrietà dei giganti: modelli di sostenibilità sociale ed economica a Brobdingnag
La sostenibilità analizzata con gli occhi di Gulliver 2