La Guerra del Sentiment. Manipolazione psicologica e geopolitica nell'era digitale

L'altra sera accendo la TV e seguo un approfondimento di Sky News sulla notizia che diversi governi stanno prendendo in considerazione l'arruolamento di giovani nell'esercito, in forma volontaria per il momento, ma si comincia a parlare di leva obbligatoria. Ieri leggo un articolo de Il Post in cui si parla della Germania che si sta riarmando velocemente. E penso a come una notizia come questa sarebbe stata recepita solo qualche anno fa. E mi sono chiesto: ma che sta succedendo? La guerra del sentiment rivela una vulnerabilità fondamentale delle democrazie liberali nell'era digitale. Sistemi politici basati sulla deliberazione razionale si trovano esposti a forme di manipolazione che operano al di sotto della soglia della consapevolezza razionale, direttamente sul piano emotivo. La posta in gioco non è semplicemente resistere a questa o quella campagna di disinformazione, ma preservare quella che potremmo chiamare 'sovranità cognitiva': la capacità collettiva di processare informazioni e formare giudizi in modo relativamente autonomo da interferenze esterne.

Per l'Europa una scelta esistenziale è necessaria

La vera scelta che l’Europa si trova ad affrontare non è tra la critica alla paralisi e la costruzione e il progresso, ma tra modelli tecnologici autoritari e alternative democratiche aperte. L'Europa può accettare una dipendenza tecnologica permanente oppure può costruire sistemi digitali democratici basati sugli impegni climatici, sulla tutela del lavoro e sulla diversità sociale.

L'Europa ha bisogno di costruttori, non solo di credenti

Per oltre 70 anni, l'integrazione europea ha portato pace, libertà e democrazia; responsabilità pubblica a livello transfrontaliero; e prosperità basata sulla cooperazione. Le istituzioni sovranazionali hanno temperato l'egoismo nazionale e sostenuto la dignità umana, ancorando l'Europa al bene comune e a un giusto ordine globale. Ma 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐭𝐚 𝐯𝐚𝐜𝐢𝐥𝐥𝐚𝐧𝐝𝐨.

La poesia come officina della saggezza?

La rottura cartesiana ha spaccato il tessuto della nostra conoscenza, separando la mente dal corpo, lo spirito dalla materia. Sulla sua scia, la natura è diventata un'estensione muta, misurabile ma senza voce, e l'io un osservatore tamponato, sovrano ma estraniato. Il mondo non si rivolgeva più a noi; Significa ritirato dietro la calcolatrice.

Europa: svelare le false narrazioni

Sopravviverà l'Europa? Negli ultimi decenni gli Stati Uniti hanno perpetrato nei confronti dei cittadini europei un continuo inganno. In risposta l'Europa ha continuato a oscillare tra la sudditanza asservita e il velleitario ribellismo. Per evitare lo sfaldamento totale del continente, è indispensabile rifondare in forma federale la Nazione Europea, per recuperare un rapporto alla pari con gli Stati Uniti. Temi approfonditi nel libro: Gian Carlo Cocco, 'Sopravviverà l'Europa', Mursia, 2025.

Il peccato originale dell'Europa

C'è qualcosa di profondamente sbagliato nell'attuale momento storico. Mentre i nostri smartphone ci connettono al mondo e la medicina allunga la vita, l'Europa sceglie di investire massicciamente nel riarmo, ignorando milioni di giovani senza certezze e un tessuto sociale che si sta logorando. Ogni missile comprato è un reparto di oncologia negato, ogni aereo una borsa di studio persa. Questa è la cruda realtà di una politica che, in nome della "sicurezza", disinveste nell'unica vera garanzia per il futuro: il benessere collettivo.