NOVITA'[1569]
Il tempo. Le parole per parlarne
Molto difficile definire in cosa consista 'il tempo'. Ma ma possiamo avvicinarci in quale qualche modo a intendere 'il tempo' seguendo il senso di parole che sia pur parzialmente ne definiscono alcuni aspetti, in lingue diverse.
César Aira e la traduzione
«Essendo traduttore di professione, io non leggo mai traduzioni. Sono come quei produttori di salsicce che mangiano qualsiasi cosa tranne le salsicce, perché sanno come si fanno». «Io ho fatto il traduttore solamente per mantenermi. Non ho mai tradotto letteratura, se non in via del tutto eccezionale, alcune cose, un po’ per caso. Insieme a Kafka e qualche altro, ho tradotto Jane Austen, e alcuni autori francesi, o inglesi. No, fondamentalmente ho tradotto bestseller, commercial fiction [fra cui diversi romanzi di Stephen King, ndr]. Solo per guadagnarmi da vivere. Non mi è mai piaciuta la traduzione per la letteratura. La gente deve imparare le lingue e leggere i libri nella loro lingua originale».
Le avanguardie sono sempre attuali - Intervista a César Aira
«… le avanguardie sono sempre attuali e hanno riempito il secolo di mappe del tesoro che attendono di essere sfruttate. Costruttivismo, scrittura automatica, ready-made, dodecafonismo, cut-up, casualità, indeterminazione. I grandi artisti del XX secolo non sono quelli che hanno lasciato delle opere bensì quelli che hanno inventato procedimenti perché le opere si facessero da sole, o non si facessero»
Il futuro è stato
Il futuro sintetico, se fosse perfetto, sarebbe un futuro morto. La perdita non è la capacità di calcolare, ma il coraggio di interrompere il calcolo quando qualcosa chiede di essere ascoltato. Inutile temere che l’AI resti bloccata nel passato, né che possa davvero attraversare tutto il possibile. Il pericolo è che noi finiamo per confondere la stabilità del modello con la stabilità del mondo.
Il regime democratico
A Minneapolis, dove migliaia di cittadini protestano contro le politiche migratorie e la militarizzazione interna, due cittadini americani bianchi sono stati uccisi da agenti federali dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), prima Renée Good il 7 gennaio, poi Alex Jeffrey Pretti il 24 gennaio, un infermiere di terapia intensiva partecipante alle manifestazioni, colpito mortalmente nonostante i filmati mostrino che stava solo registrando gli agenti e cercando di proteggere due manifestanti.
Educare all’obbedienza — Democrazia, infanzia e perdita del limite
Una riflessione pedagogica e civile su educazione, democrazia e infanzia, a partire dalla normalizzazione della forza nei contesti educativi e simbolici. Quando il limite si perde, è l’umano a diventare lo scandalo.
X-men e la Sostenibilità Digitale: i mutanti contro il bias algoritmico
di Luca Sesini e Beppe Carrella
La deriva silenziosa della tecnologia non interrogata
Non viviamo nell’epoca della tecnologia eccessiva, ma in quella della tecnologia non interrogata.
Intervista ImPossibile a Andrei Tarkovskij (IIP #20)
L’anima e la memoria artificiale Nei film di Andrej Tarkovskij la tecnologia non è mai una illusione di progresso, ma una prova per l’essere umano. In Solaris la scienza riporta in vita i ricordi più dolorosi, in Stalker un luogo misterioso fa emergere i desideri nascosti, in Lo specchio il passato ritorna come esperienza personale e in Nostalghia la memoria diventa bisogno di radici e di casa. Per Tarkovskij il tempo è qualcosa che incide sulle nostre vite e che lascia tracce. Il cinema serve a fermare il tempo e a renderlo percepibile. Oggi l’intelligenza artificiale produce immagini e testi e conserva grandi quantità di dati, ma la memoria umana non funziona come un archivio. Ricordare non vuol dire solo conservare, ma dare un significato al passato e viverlo dentro di sé.
Actor-Network Theory e AI: esplorazioni sull'agenzia distribuita e la co-produzione di realtà
Il presente contributo esplora la "fertilità" dell'Actor-Network Theory (d’ora in avanti ANT) come strumento per comprendere l'Intelligenza Artificiale (AI) come fenomeno socio-tecnico. L'argomentazione sostiene che i sistemi di AI sono actanti attivi con un'agenzia distribuita, che partecipano alla co-produzione di realtà. Attraverso i concetti fondamentali dell'ANT - come l'ontologia relazionale, l'ibridità e le black box - il paper analizza l'influenza dell'AI sulle strutture organizzative e sociali. Si esamina come l'AI ridefinisca le interazioni e impatti la gestione algoritmica, le dinamiche di potere, la responsabilità e la conoscenza, presentando esempi di come essa trasformi i modelli di governance e di lavoro. This paper explores the 'fertility' of Actor-Network Theory (ANT) as a tool for understanding Artificial Intelligence (AI) as a socio-technical phenomenon. The argument posits that AI systems are active 'actants' with distributed agency, participating in the co-production of realities. Through ANT's fundamental concepts—such as relational ontology, hybridity, and black boxes—the paper analyzes AI's influence on organizational and social structures. It examines how AI redefines interactions and impacts algorithmic management, power dynamics, responsibility, and knowledge, using examples to show how it transforms governance and work models.
Un viaggio nelle contraddizioni umane: la lotta con l’Angelo
Non sono un biblista. La mia passione per la Bibbia e per le sue storie è nata ascoltando un progetto straordinario della trasmissione radiofonica Uomini e Profeti di Rai Tre, che per un paio d’anni si dedicò alla lettura integrale della Bibbia e al commento del testo, con studiosi ebrei, cattolici e protestanti. Quando ascoltai la lettura del brano della Lotta ne rimasi folgorato: pochi versetti, poche parole, ma un richiamo potentissimo al sacro, al numinoso (direbbe Jung), a una dimensione spirituale capace di toccare anche un lettore laico come me.
Correctio magistralis – Umberto Galimberti e Fabrizio Ranzani, 25/01/2026
Riferimento critico a: Lectio magistralis – Umberto Galimberti, 26/07/2025 – La bellezza. Legge segreta della vita La Dislogia, ovvero la Razionalità Limitata, in Italia, è oramai lo standard culturale non solamente sociale, ma anche accademico.
Quando l’umano diventa lo scandalo
Viviamo in un tempo in cui prendersi cura è sospetto, difendere i fragili è deriso, ricordare il limite entro cui ognuno di noi deve muoversi è visto come debolezza.
Mark Carney, il filoponico?
La dichiarazione di Mark Carney: Viviamo un momento di rottura, non di transizione, il vecchio ordine mondiale non ritornerà, questa è l’ora in cui le medie potenze devono unirsi, perché se non ci sediamo noi attorno ad un tavolo finiremo nel menu. Lo slogan di Filoponìa: La società libera dall’economia e l’economia libera dal debito. C’è, fra Carney e Filoponìa, un ideale punto d’incontro?
Identità dinamica vs profiling algoritmico
Negli ambienti digitali personalizzati l’AI sembra conoscerci sempre meglio. In realtà costruisce modelli del nostro passato, non della nostra identità in divenire. Questo testo riflette sul divario tra identità dinamica e profiling algoritmico, mostrando come i sistemi di raccomandazione tendano a restituirci versioni sempre più coerenti, e sempre meno vive, di noi stessi. Un’analisi non apocalittica, ma critica, di una proprietà emergente della personalizzazione: il congelamento silenzioso dell’evoluzione personale.
The rise of feral states in cyber chaos
Progress toward a better future is a notion about time, but emerged from a feeling of spaciousness. At the end of the 19th Century, European peoples confronted the end of their capacity to expand spatially into other parts of the world. It was the end of the Age of Empires and the end of the Frontier for Americans. Optimistic expansionism was undaunted, however, and the 20th Century opened with a new version: a future paradise based on a combination of technology with social science and political-economic nostrums. As the Century closes, we are facing the exhaustion of that world view. The frontier of time is closing. The 21st. Century is dawning on the end of the future.
Prima di decidere: l’arte di pensare senza sapere ancora dove si arriverà
Dove nulla è in questione, non c’è deliberazione, ma solo abitudine. Pensare, in senso proprio, comincia quando occorre decidere — anche solo che cosa credere. La deliberazione segue una grammatica precisa. Inizia sempre da quella che Dewey chiamava una 'situazione problematica': un contesto in cui non sappiamo già cosa credere o come agire. Se la risposta fosse immediata, l’attività riflessiva sarebbe superflua. Seguendo Peirce, l'indagine si sviluppa come sforzo per passare dal dubbio alla fissazione di una credenza. Questo cammino richiede un'analisi rigorosa delle alternative disponibili e dei criteri che guideranno la nostra preferenza.
Tutti narrano, pochi (si) raccontano
Se si sta online difficile non avere l’impressione che tutti siano impegnati in qualche forma di narrazione.
Piango il mio Minnesota e Minneapolis
Nella mia vita, ormai abbastanza lunga, mi è capitato di vivere negli Stati Uniti. Ci sono stato per un anno intero, a cui ho aggiunto altri periodi più o meno lunghi, per poi viaggiare gli States in lungo e in largo, alla scoperta di un paese bellissimo (nel 2008 ho attraversato il nord sulla Route 90 da Chicago a Seattle passando per il Minnesota), ma soprattutto nel mio ruolo aziendale internazionale ricoperto per molti anni.