NOVITA'[1527]
Si parte!
Quando nascono azioni ed iniziative che cercano di favorire la pace, troviamo il coraggio di sostenerle, di farle nostre: denunciamo chi lavora per la guerra, chi investe nella disuguaglianza, chi sfrutta ed opprime l’altro.
Lo scivolone di Cortázar
Il racconto di Julio Cortázar 'El perseguidor' descrive in modo acuto la relazione che lega l'artista al critico. Il protagonista è un jazzista: dietro la finzione letteraria è facile vedere Charlie Parker. Del racconto esistono due traduzioni italiane. Una porta il poco fedele titolo: 'Il persecutore'. Più preciso il titolo di una successiva edizione: 'L'inseguitore'. In questo articolo ci si sofferma in particolare su alcune ingenuità presenti nel racconto, strane in un autore così accurato com'è Cortázar. Parker, morto nel 1955 a soli trentacinque anni, fondamentalmente per abuso di alcol ed eroina. Nel racconto si parla invece di marihuana...
Come l'Intelligenza Artificiale ci sostituirà dal punto di vista lavorativo.
Alcune considerazioni sul pericolo di sostituzione umano – macchina intelligente e sulle possibili implicazioni partendo dalla nostra Costituzione per finire alla trasformazione del sistema pensionistico in un futuro che é molto più prossimo di quanto sembri nella progressione sostituiva 1-1 / 3-1 /5-1
Che fare se la democrazia è assente. Ovvero: fiducia in sé stessi
Viviamo in tempi in cui la 'democrazia' appare un concetto astratto. Assente sulla scena politica ed economica. Privo di qualsiasi presa sulla realtà che viviamo quotidianamente. Sembra assente ogni democrazia nelle decisioni dei governanti. Sembra assente ogni 'democrazia' nella rete di relazioni che oggi disciplina i corpi e crea discorsi. Per scoprire spazi oggi praticabili nel complesso terreno sul quale oggi si esercita il potere, serve tornare a ricordare la storia delle idee e delle pratiche moderne riguardanti la libertà è l'azione civica. Jean-Jaques Rousseau, il conte Mirabeau, Wilhelm von Humboldt, John Stuart Mill, Percy Bysshe Shelley, Henry David Thoreau, Walt Whitman, Ralph Waldo Emerson ci accompagnano nel tentar di capire come non soccombere al dominio dei nuovi tiranni e delle oppressive macchine digitali.
L’architettura dell’oblio: geologia del potere, stratificazione e manipolazione della memoria collettiva
La storia non è un semplice archivio di fatti oggettivi, ma un campo di battaglia politico ed etico dove la memoria viene costantemente plasmata, filtrata e, in molti casi, deliberatamente manipolata. Le fonti analizzate rivelano come la costruzione di un’identità collettiva passi spesso attraverso la creazione di miti eroici finalizzati a nascondere realtà di oppressione, furto territoriale e impunità sistematica. Esplorare questi meccanismi significa immergersi nelle ombre proiettate dai grandi simboli della democrazia, come la Statua della Libertà, che spesso funge da paravento per un dominio globale fondato sulla forza militare. Tuttavia, per comprendere appieno come questa manipolazione avvenga, dobbiamo guardare oltre la cronaca e adottare una lente nuova: quella della stratificazione tecnologica e geologica. In questo "scavo archeologico nel giardino dei libri" di casa mia... ho mischiato a modo mio l'affascinante concetto di "geologia dei sistemi IT", i ricordi di quando anche io contribuivo attivamente a diversi progetti Open Source, collegando il tutto ai temi civili della manipolazione storica.
Schiena diritta, dignità, etica, amore per la propria patria
Il titolo è riferito a Mark Carney, Primo Ministro del Canada e all’intervento da lui fatto al forum di Davos che sta facendo parlare mezzo mondo. Carney ha svelato l’ipocrisia delle relazioni internazionali, sottolineando la fine dell'ordine internazionale basato sulle regole e illustrando come il Canada si stia adattando, per costruire un'autonomia strategica pur mantenendo valori come i diritti umani e la sovranità.
Il nichilismo contemporaneo (nell'era dell'Intelligenza Artificiale)
Questo articolo nasce da un pensiero che ho in mente da tempo e su cui, probabilmente, si riflette sempre poco: la noia. Premetto che non è mia intenzione scomodare filosofi o psicologi, né proporre verità definitive; il mio intento è semplicemente quello di una persona che prova a stimolare una riflessione condivisa.
Si vis pacem, para civitatem! (Se vuoi la pace, prepara una civiltà)
Ancora una volta, si riuniscono a Davos per piangere la frattura del mondo e ricordarci, solennemente, che i forti fanno ciò che vogliono, e gli altri devono adattarsi.
Soft skills. From desirable to strategic - rereading Michael Porter in times of AI (AC.0 Manifesto)
“Aboard Stultifera Navis — a vessel guided by a compass of all Norths — the AC.0 Manifesto affirms the strategic centrality of human capacities in times and winds of Artificial Intelligence.”
When AI Catches Archive Fever
Artificial intelligence extends this process by giving the archive generative capacity. Data becomes material through which the system infers, predicts, and composes new traces. The archive performs interpretation as a nonconscious, non-intentional process of selection, drawing from existing records to generate extensions of its own material. Preservation and invention merge within the same process.
Chi governa l’economia AI? (POV #20)
Yanis Varoufakivs e Mariana Mazzucato: tecno-feudalesimo vs Stato imprenditore. Quale sarà l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulla nostra democrazia? Chi deve governare l’AI, lo Stato o il mercato? In questo articolo di POV sono a confronto le visioni di due importanti economisti contemporanei che si occupano in particolare degli aspetti di politica, economia e democrazia. Yanis Varoufakis interpreta l’AI come parte di una transizione verso un “tecno-feudalesimo”, dove pochi soggetti digitali esercitano un potere extra-statale, estraendo valore e sottraendolo alla sfera democratica. Mariana Mazzucato, al contrario, individua nello Stato l’unico soggetto in grado di orientare l’innovazione tecnologica attraverso missioni pubbliche, affinché i risultati dell’AI siano condivisi e messi al servizio del bene comune. Due approcci diversi - uno più conflittuale e orientato alla redistribuzione dal basso, l’altro più istituzionale e centrato sulla progettazione collettiva - che ci costringono a ripensare i fondamenti della democrazia economica nell’era algoritmica.
Tecnofobi o tecnoconsapevoli? La rivolta contro l’Intelligenza Artificiale
Chi dice 'no' all'IA e perché: mappa di un dissenso crescente
Senza memoria non c'è conoscenza
Un articolo del filosofo Maurizio Chatel, con cui ho avuto modo di lavorare online nella produzione di conoscenze e conoscenza utili a una maggior tecnoconsapevolezza e responsabilità, sempre mell'ambito di riflessioni filosofiche ma anche civili, di cittadinanza attiva. Il testo che segue è stato pubblicato originariamente sul mio portale online creato nel 2010 dal nome SoloTablet. Vista la rilevanza del testo e del lavoro di riflessione di Maurizio Chatel mi sono permesso di condividerlo anche sulla Stultiferanavis.
La grande rimozione
La vera frattura del presente non è tra umanesimo e tecnologia, ma tra una cultura che include il funzionamento e una cultura che lo rimuove. La seconda produce utenti. La prima produce cittadini del mondo tecnico. E questa, oggi, non è una scelta teorica. È una responsabilità culturale.
Filoponìa, dal capitale di accumulazione a quello diffuso. Dal 2023 al crowdfunding 2026
Andrea Surbone presenta Filoponìa, dal capitale di accumulazione a quello diffuso: “L’iniquità sociale non è invincibile” Una recensione di Giulia Bertotto pubblicata su l'Antidiplomatico.
Eraclito oggi. Essere svegli nel tempo della doxa
Ha ancora senso studiare la filosofia del passato ai nostri giorni? O è meglio non soffermarci tanto su quanto detto nei secoli scorsi? In questo articolo si sostiene che non solo può essere interessante, ma è particolarmente pertinente proporre letture di filosofi distanti nel tempo ma di grande attualità. È il caso, ad esempio, di Eraclito che viene qui presentato come “filosofo per l’oggi”. E lo è per ragioni profonde, non decorative o divulgative. Innanzitutto perché Eraclito non offre risposte, ma un atteggiamento mentale adatto al presente. E poi, perché egli è il pensatore della crisi del mondo comune, ed uno dei problemi centrali di oggi è la frammentazione del mondo condiviso che genera una società in cui ciascuno vive nella propria versione della realtà, spesso manipolata dai media. Un contributo di Simone De Clementi.
From Smith to Marx (Kark): Recovering a Political Economy
Between Adam Smith and Karl Marx lies not a chasm, but a dialectic—a historical arc that marks birth, betrayal, and critique of modern capitalism. Contrary to popular caricature, Marx didn't simply oppose Smith. He inherited him, transformed him, and exposed the contradictions Smith could not resolve. What most people miss is that both thinkers, in radically different ways, were engaged in the project of moral political economy—a vision now largely abandoned.
Seduti a un tavolo che si è spostato
Non stiamo uscendo di scena e non siamo stati cacciati dalla stanza, abbiamo continuato a parlare, a decidere, a lavorare, come se fossimo ancora a capotavola.
Estar siendo, l’imperativo dell’agire: in dialogo con Miguel Benasayag
Dialogo stultifero Di Keren Ponzo – con una domanda di Carlo Mazzucchelli per i lettori e gli autori della STULTIFERANAVIS.
L'Eclissi dell'Etica: Perché l'"IA Etica" è una Menzogna Matematica
L'industria tecnologica ci promette una 'IA Etica', ma Jorge Charlin svela l'inganno ontologico: stiamo confondendo la Morale (regole programmabili) con l'Etica (la decisione umana di fronte all'ignoto). Attraverso le lenti di Aristotele, Kant e Spinoza, questo manifesto denuncia la riduzione dell'etica a pura 'burocrazia automatizzata' e rivendica la responsabilità della scelta come un privilegio esclusivo, e non delegabile, dell'essere umano.