NOVITA'[1500]
Susan Sontag. Venti anni dopo abbiamo ancora bisogno di lei
A più di vent'anni dalla sua morte Susan Sontag è perfettamente contemporanea a noi, senza bisogno di attualizzazioni. A conferma di questa attualità basta ricordare la sua illuminante lotta contro l'uso perverso di metafore, ovvero del pensiero che sovrappone alla “cosa in sé” l’esorcismo delle metafore consolatorie o colpevolizzanti.. Sontag ci incita a “tornare a fare un’esperienza più immediata di ciò che abbiamo”.
E se l’IA stesse distruggendo la nostra società dall’interno?
Woodrow Hartzog e Jessica Silbey, due professori della Boston University hanno condiviso un nuovo paper dal titolo "How AI Destroys Institutions", che si presenta a tutti come un insieme di molteplici spunti di riflessione sulle IA attuali e sulla loro volontà di potenza e di accelerazione nella conquista del “mondo”umano.
Processi stocastici? No grazie, preferisco Stultifera Navis, of course.
In un mondo digitale dominato da algoritmi e probabilità, Stultifera Navis offre uno spazio per esercitare il pensiero critico, scegliere con consapevolezza cosa leggere e come informarsi, e sperimentare una navigazione che sfugge alle logiche stocastiche.
A Crying child in the family/school
....𝐰𝐨𝐧’𝐭 𝐛𝐞 𝐒𝐚𝐯𝐞𝐝 𝐛𝐲 𝐚 𝐜𝐡𝐚𝐭𝐛𝐨𝐭 = 𝐜𝐡𝐢𝐥𝐝𝐫𝐞𝐧 𝐚𝐬 𝐩𝐚𝐰𝐧𝐬 𝐨𝐟 𝐟𝐚𝐭𝐞
Intervista ImPossibile a Daniel Dennet (IIP #19)
Perché le macchine non avranno mai un io (per ora) Daniel C. Dennett (1942–2024) è stato un filosofo della mente e scienziato cognitivo statunitense, noto per le sue teorie innovative su coscienza e intelligenza. Professore alla Tufts University e allievo di Gilbert Ryle, Dennett ha contribuito a traghettare la filosofia anglo-americana verso una maggiore collaborazione con le scienze cognitive ed evolutive. Dennett ha sfidato idee tradizionali come i qualia e il dualismo cartesiano, sostenendo che la mente e la coscienza siano fenomeni naturali emergenti da processi fisici ed evolutivi. Celebre anche per il concetto di “meme” applicato alla trasmissione culturale, Dennett ha proposto una visione darwiniana della cultura e persino del libero arbitrio. Scettico verso l’idea di una AI forte pienamente cosciente, ha spesso sostenuto che le attuali macchine “pensanti” simulino l’intelligenza senza veramente comprendere, una forma di “competenza senza comprensione”, come l’ha definita. In questa “Intervista Impossibile”, con la sua arguzia provocatoria, Dennett commenta gli ultimi sviluppi dell’intelligenza artificiale, i rischi percepiti, e le connessioni tra le menti artificiali e la coscienza umana.
Un disperato sperare. A trent’anni dalla scomparsa di Sergio Quinzio
Il pensiero di Quinzio può contribuire alla lettura della crisi radicale del nostro tempo, alla luce di una capacità di esporsi al rischio, resistendo tenacemente al non-senso, e accogliendo la possibilità del fallimento della redenzione. Assumere il ritardo della salvezza significa vivere la fragilità umana restando consegnati all’attesa, sforzandoci di non smettere di tentare, nella speranza, a dare un senso al mondo.
L'AI che si mangia da sola
Ogni intelligenza vive di ciò che osserva. Se l’AI smette di guardare il mondo e comincia a nutrirsi delle proprie simulazioni, ciò che perde non è precisione, ma realtà.
Complessità e conflitto: un dialogo aperto su mio libro "Basta essere umani"
Questo testo nasce come risposta dialogante alla recensione “Riconnettersi per resistere” del mio libro "Basta essere umani. Guida pratica per non estinguersi" pubblicata su Stultifera Navis e firmata da Carlo Mazzucchelli
Prendersi cura
La tecnologia sta cercando di imporre le sue regole, che i suoi teologi tendono a codificare in comportamenti etici, come se fossero scientifiche e, come tali, universali, trasmissibili e valide per tutti. L’etica della cura è fuori da queste regole prescrittive e definite, si deve confrontare sempre con comportamenti che cambiano, contesti in continua mutazione, circostanze mutevoli ed eventi imprevedibili. La cura ha origine da una scelta etica fondata sulla saggezza che aiuta a distinguere il bene dal male. Avere cura è agire per il bene, è una scelta opportuna, oggi sempre più necessaria. Un testo tratto dal mio ultimo libro 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐎𝐕𝐄𝐑𝐒𝐎 -𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐌𝐞𝐭𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨.
Coscienza, mente e intelligenza artificiale (POV #19)
Riccardo Manzotti e David Chalmers: due teorie per capire l’umano e il post-umano Che cos’è la coscienza? È un’illusione generata da complessi calcoli neuronali o l’essenza stessa del mondo che percepiamo? Dove finisce la mente e inizia il mondo? La nostra esperienza è tutta “dentro” il cervello o si estende fuori di noi? Possiamo costruire una macchina cosciente? E, se sì, quali responsabilità morali ed etiche comporterebbe l’avvento di un’IA consapevole? Nel dibattito contemporaneo sulla coscienza si distinguono due autori originali, il filosofo australiano David Chalmers, noto per aver formulato il celebre “problema difficile” della coscienza, e il filosofo italiano Riccardo Manzotti, che propone una ridefinizione radicale del rapporto tra mente, corpo e mondo. Entrambi mettono in discussione l’eredità classica del dualismo mente-corpo, ma lo fanno spingendo il pensiero in direzioni opposte, da un lato interrogando i limiti esplicativi della scienza contemporanea, dall’altro smontando alla radice l’idea stessa di una mente separata dalla realtà che esperisce.
Riconnettersi per resistere
Recensione critica di "Basta essere umani. Guida pratica per non estinguerci" di Susanna Di Vincenzo Susanna Di Vincenzo, Basta essere umani. Guida pratica per non estinguerci, All Around Edizioni, novembre 2025
Coltivare l’attenzione
La tecnologia che ha cambiato il nostro mondo presente sarà con noi anche nel futuro prossimo venturo. Recuperata l’attenzione rubata e il tempo da essa sottratto, ci si potrà impegnare da cittadini attivi nella difesa della nostra attenzione, cercando di portare le tecnologie dell’attenzione dalla nostra parte, contribuendo alla definizione dei valori di cui dovrebbero farsi portatrici, in un mondo futuro nel quale la tecnologia è posta al servizio del Nostroverso. Nella consapevolezza che un’altra tecnologia è ancora possibile. - Un testo tratto dal mio ultimo libro 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐎𝐕𝐄𝐑𝐒𝐎 -𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐌𝐞𝐭𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨.
La Democrazia del Divieto e il Naufragio della Ragione
Ogni divieto statale è una confessione di fallimento pedagogico. In questo manifesto, Jorge Charlin esplora come le democrazie moderne si siano trasformate in 'Leviatani Balia', sostituendo la Sovranità individuale con la sicurezza della proibizione. Un'analisi impietosa che va dal sequestro degli smartphone nelle scuole alla criminalizzazione dell'homeschooling, denunciando la 'Zoocosi' di una società che preferisce le sbarre alla libertà di pensiero. Benvenuti nel naufragio della ragione.
Due chiacchiere con l’IA
10 Domande a OpenAI su ChatGPT Health
Queste non sono domande di chi è «contro la tecnologia». Sono domande di chi prende sul serio ciò che voi stessi affermate: che 230 milioni di persone ogni settimana si affidano a ChatGPT per questioni di salute.
La responsabilità senza firma
L’AI non sta solo cambiando il modo in cui decidiamo, ma il modo in cui attribuiamo le decisioni. In questo testo esploriamo come la responsabilità si stia lentamente dissolvendo dentro i sistemi intelligenti.
The Impostable: Infrastructural Anti-Intellectualism
LinkedIn introduces a fresh chapter in the American suspicion of intellectual life. A tradition Richard Hofstadter traced through pamphlets and sermons now travels through computational procedures that determine what circulates. Posts that match engagement profiles the ranking routines identify gain immediate distribution, and the visibility they receive generates interaction the model expects.
Estar siendo: L’imperativo dell’agire nel pensiero di Miguel Benasayag
Per Benasayag, l’azione non è la manifestazione esteriore di un’essenza interiore già costituita. È al contrario il processo stesso attraverso cui ci costituiamo come soggetti. Questa inversione è radicale. Noi non agiamo perché siamo qualcosa, ma siamo qualcosa perché agiamo. Questa posizione filosofica ha immediate conseguenze esistenziali e politiche. Significa che non possiamo delegare la nostra esistenza a un’identità precostituita, sia essa nazionale, ideologica o professionale. Significa che ogni momento, ogni situazione, ogni evento richiede una scelta, un posizionamento, un’assunzione di responsabilità. Siamo condannati, ma anche liberati, dall’imperativo dell’azione.