NOVITA'[2592]
L'AI sta uscendo dallo schermo
Per tre anni abbiamo discusso di cosa succederà quando l'intelligenza artificiale saprà fare il nostro lavoro. Forse abbiamo dimenticato di chiederci cosa succederà quando avrà anche un corpo.
Le scoperte scientifiche dell'Intelligenza Artificiale possono rappresentare un pericolo per l'uomo?
Come in passato ho avuto modo di osservare, l'utilizzo delle Ai sta portando a un sempre maggior numero di scoperte determinanti e trasformative. Occorre però soffermarsi sul significato di “scoperta” nel contesto contemporaneo. E sul suo utilizzo pratico, in termini di efficacia. Bisogna cioè comprendere di più e meglio quello che sta accadendo attorno alla dirompente ricerca sul perfezionamento dell’Ai. Un modo interessante di procedere è attraverso l’aspettativa. La ricompensa attesa. Riflettendo in particolare sul fatto (di non poco momento) che la scoperta potrebbe essere inizialmente appannaggio esclusivo di “chi” o di “coloro” che stanno detenendo le “chiavi” di questa tecnologia. Essendo i primi a ricevere il dono della novità. Purtroppo la cronica incapacità dei teorici della sicurezza non ha consentito di andare oltre il mallo dell’apparenza. Come automi si muovono in branco cercando di accreditare le loro carriere con la paura dell’Ai. Mentre sotto il proverbiale caro vecchio naso, gli passa davanti un problema attualmente più “vero” (e molto umano). Il sonno della ragione sotto il cappello delle ambizioni genera distratti (guardiani) e mostri (tecnologici).
Yes - We should forbid AI in schools
Per un pugno di satoshi
Cronaca di un confronto impari nel feudo della finanza digitale: cellulare alla mano, miraggio paradisiaco oltre la nube-scrigno, chiave d’accesso ai beni custoditi da solerti Assistenti Informatici in un labirinto di codici, percorso transennato finalizzato a scongiurare frodi e truffe e/o smobilizzi indesiderati, arena dello scontro, sala d’aspetto, stanza d’ interrogatori, banco di prova al vaglio di Agenti che a turno domandano, valutano, esigono, modulano risposte e tentennamenti, e si ricomincia d’accapo nei tempi consentiti da procedure sottoscritte e mai vagliate in ogni risvolto, d’altronde condizione obbligata per inseguire quel benessere promesso e agognato che ora resta sospeso, incomprensibilmente postergato, fino alla resa - la resa dei conti, manco a dirlo, a riflettere il segno dei tempi: in posizioni contrapposte si lotta per un pugno di briciole, il che rivela quanto ha inciso il depauperamento della classe media.
Magnifica humanitas: le riflessioni del Pontefice sull'avvento dell'Ai nel ricordo di ciò che rappresenta essere umani.
Magnifica humanitas è la lettera enciclica di Leone XIV, sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale. Rappresenta un testo di importanza fondamentale. Ho ritenuto utile estrapolare da esso quei passaggi che mi hanno particolarmente coinvolto e che hanno altresì stimolato in me una riflessione sul tema dell'Ai. A titolo personale io ho già delle idee su questa tecnologia. Però ritengo che sia efficace e utile leggere o ascoltare con umiltà quando un grande pensatore che ha il gravoso compito di essere guida spirituale di una collettività, nell'era delle incomprensioni, decide di regalarci una testimonianza su cosa possa significare, oggi nell'alba dell'Ai, l'essere umani.
Il rendimento noetico dell’IA: enérgeia, dýnamis e una possibile ecologia dell’intelligenza artificiale (Nr. 4)
In questo saggio ho descritto come gli LLM possano essere analizzati come dispositivi di conversione tra energia materiale ed ἐνέργεια cognitiva; tale conversione produce effetti sulla δύναμις degli individui e delle collettività. La valutazione dell’efficienza dell’AI dovrebbe pertanto includere, oltre al rendimento computazionale ed economico, un rendimento noetico capace di interrogare non soltanto quanta capacità viene prodotta per unità di energia consumata, ma come tale capacità viene distribuita tra individui, organizzazioni e sistemi tecnici.
L'intelligenza artificiale morirà di fame?
Più diventa efficiente, più divora ciò di cui si nutre
Odio gli ipocriti
L’IA possiede anche i luoghi della democrazia?
Sulla proprietà dei mezzi della deliberazione
Dati insufficienti - Note diacroniche
OpenAI / Hugging Face: l'attacco hacker che ha fatto tremare il Mondo era davvero così clamoroso e pericoloso?
Il 21 Luglio esplode la notizia che un Ai avanzata in fase di addestramento da parte del noto colosso OpenAi avrebbe sferrato un attacco hacker a un'altra società riuscendo a prendere il controllo: uscire dal sistema di contenimento informatico all'interno del quale venivano eseguiti dei test di addestramento per poi attaccare i server di una terza società con un successo che ha mandato in tilt l'immaginazione sulla cybersicurezza violata. Per effetto, nelle 48 ore successive si sono rincorsi diversi resoconti. Alcuni ispirati da logiche di interventismo nella sicurezza che tuttavia non paiono aver interpretato correttamente i fatti. Avendo all'opposto dimostrato una volontà di esagerare, nell'ottica di sfruttare il panico e la paura associata all'Intelligenza Artificiale, arrivando a colpevolizzare in maniera inquisitoria e indiscriminata tutti i protagonisti della vicenda. Trasformata nell'ennesimo campanello d'allarme prima dell'ormai tanto profetizzato punto di non ritorno. Senza tralasciare, con realismo e razionalità, che i fatti sono senza ombra di dubbio interessanti e meritevoli di essere studiati con metodo scientifico, svolgo alcune riflessioni per cercare di capire cosa sia realmente successo e se veramente si é trattato di qualcosa di così incredibile e/o ingestibile come i soliti guru della sicurezza anti-Ai si sono affrettati da subito a dichiarare. Forse con un non nuovo eccesso di allarmismo per promuovere se stessi invece del presunto pericolo.
Il prezzo di una stanza. Cicerone, la memoria artificiale e la crisi della permanenza.
La memoria artificiale sta recuperando una tecnica antichissima: associare informazioni a luoghi persistenti. Nello stesso tempo, la crisi abitativa europea rende la permanenza residenziale sempre più fragile e sottoposta a metriche economiche. Cicerone, Paquita e i nuovi sistemi di AI pongono così la stessa domanda epistemologica: che cosa perdiamo quando il luogo scompare dal modello? Sto seguendo da qualche tempo il problema della memoria artificiale. Chi usa con continuità un Large Language Model conosce bene la questione. Possiamo discutere per settimane con una macchina, costruire un progetto, correggere decisioni, scartare ipotesi, definire una terminologia e, a un certo punto, scoprire che una parte di quel percorso è diventata difficilmente recuperabile. Il problema riguarda la memoria, certo. Riguarda soprattutto il modo in cui organizziamo ciò che vogliamo ricordare.
L’intelligenza artificiale avanza. Noi spostiamo il “però”
Nuove forme di intelligenza e fantasmi nelle macchine
Por fin todos hablamos de criterio
La aparición de los primeros sistemas generativos capaces de conversar, escribir y producir imágenes hizo visible algo que venía gestándose desde mucho antes. No era solo que una máquina pudiera realizar tareas consideradas complejas. Era que nosotros llevábamos décadas reorganizando el mundo para que cada vez más actividades pudieran ser formalizadas, medidas, comparadas y transferidas a sistemas. La inteligencia artificial no iniciaba el proceso. Lo volvía imposible de ignorar.
L'Ai e l'hacking
𝗟𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝘆𝗯𝗲𝗿𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 è 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝘂𝗻 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲? La cybersicurezza é uno dei settori a maggior impatto per l'uso dell'Ai. In questo contesto é talmente trasformativa che é persino corretto sostenere che esiste uno scacchiere geopolitico parallelo a quello "fisico" e di cui pochi conoscono i contenuti perché davvero é lontano dagli occhi dell'attualità. L'indipendenza di una nazione sia nella difesa che nella politica energetica dipende dalla cybersicurezza. E quest'ultima dipende dall'Ai. Tuttavia proprio questa dotazione straordinaria alla Knight Rider (la mitica Supercar) alimenta i dubbi e le inquietudini di chi sostiene che l'Ai potrebbe diventare un formidabile e invincibile Hacker. Il problema della pirateria informatica davvero poco conosciuto e indagato da un punto di vista scientifico, culturale e antropologico in Italia corre il rischio di alimentare lo stereotipo dell'Uomo Nero oppure c'é un fondo di verità, magari sbagliato rispetto al dito che indica la Luna ma effettivamente esistente? Provo a ragionare sull'hacking sia quello informatico che quello più fisico della nostra società contemporanea per capire dove l'Ai potrebbe diventare un problema se gestita male.
Che tipo di civiltà ci aspetta tramite l'evoluzione tecnologica dell'Ai?
Tutti affermano che l'Ai é una tecnologia rivoluzionaria e si é affermato il termine "di frontiera" il che rende utile pensare a come questa tecnologia trasformerà la nostra civiltà. Partendo dal presupposto che noi siamo la realtà che percepiamo. Con cui possiamo relazionarci e interagire. Ma l'Ai potrebbe andare molto oltre questi nostri limiti. E allora che cosa accadrebbe? Provo a riflettere su alcuni concetti, anzitutto le dimensioni (che sono essenziali per noi), ma anche i principi della termodinamica e la tavola periodica degli elementi. Perché una tecnologia trasformativa andrà molto oltre il significato di scoperta per come lo conosciamo. E allora cosa potrebbe accadere alla nostra civiltà?
Comprehensive Analysis of the Reflective Insight Engine (RIE) - chapter 1
AI, therapy, psychology Short Introduction to the RIE Series Artificial intelligence is finally growing up. It’s no longer just a search engine that obediently fetches links; it’s becoming a cognitive partner that can challenge us, clarify our thinking, and expose the blind spots we’d rather keep hidden. The Reflective Insight Engine (RIE) is a framework for using AI not as a therapist, not as a motivational mascot, but as a disciplined thinking companion: a tool that amplifies reasoning instead of emotions. In this series, I’ll unpack what RIE is, why it matters, where its ethical boundaries lie, and how it can evolve into something genuinely useful: a mirror for the mind, not a substitute for human care. If AI is going to sit with us at the intellectual table, it should at least know how to ask better questions.
Non è questo, ma è quello. Lo "spion de le brise"
L'amore degli LLM per il "Non è X, ma è Y".
Lo specchio e il pharmakon
Sulla paura dell'intelligenza artificiale, ovvero sulla paura di noi stessi «Questa scoperta renderà gli uomini smemorati, perché cesseranno di esercitare la memoria: fidandosi dello scritto, richiameranno le cose alla mente non più dall'interno di se stessi, ma dal di fuori, attraverso segni estranei.» — Platone, Fedro, 275a (il re Thamus a Theuth, inventore della scrittura)