Babele o una città abitabile?

Si è parlato molto dell'enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV dalla sua pubblicazione, spesso riducendola a un testo sull'AI. Leggendola, ho avuto invece la sensazione che la domanda centrale fosse un'altra. Non riguarda le macchine. Riguarda noi. Come possiamo restare umani mentre la nostra potenza tecnologica cresce più velocemente della nostra maturità morale? Ho provato a mettermi in dialogo con l'enciclica perché mi ha colpito come due percorsi così diversi – uno radicato nella Dottrina sociale della Chiesa, l'altro, il mio laico, ecologista e sociologicamente orientato – arrivino a interrogarsi sugli stessi nodi: la dignità della persona, il senso del limite, il lavoro, la tecnologia, la verità, la cooperazione, la fragilità, la pace. Ne è nato un articolo che attraversa l'enciclica punto per punto, cercando di mostrare dove questi due sguardi si incontrano e dove, invece, mantengono la propria specificità. Credo che oggi abbiamo bisogno di meno contrapposizioni ideologiche e più dialoghi tra visioni diverse che condividono la stessa preoccupazione per il futuro dell'umano.

ABC

Quali sono infatti i valori (etici e non) di strumenti quali i social media o l’IA? Producono o promuovono valori? I modi in cui siamo inseriti in un mondo, reale o virtuale che sia, dovrebbero avere una carica morale ed etica perché sono parte integrante delle nostre risorse e dei nostri orizzonti d’azione, sia spaziali che temporali. Solo nella misura in cui il mondo sociale resta unito fino a un certo grado, possiamo esserne pienamente integrati, ma non è quello che sta succedendo, proprio perché tutto questo nasce senza una base valoriale.

Dal Mondo Nuovo alla Nuova Sostenibilità: Etica digitale e Inclusione in Brave New World e 1984

di Luca Sesini e Beppe Carrella La sostenibilità digitale si propone come antidoto alle derive tecnologiche contemporanee, perché non riguarda soltanto aspetti tecnici, ma investe anche dimensioni culturali e politiche. Non basta limitarsi a ridurre l’impatto ambientale dell’IT — come il consumo energetico dei data center — occorre ripensare profondamente il ruolo della tecnologia nella società. Promuovere un uso etico e consapevole degli strumenti digitali significa orientare la trasformazione digitale verso obiettivi di sviluppo sostenibile, inclusivo e responsabile. La tecnologia, in sé, non è né virtuosa né dannosa: è il modo in cui la impieghiamo a determinarne gli effetti

Il fondamento valoriale della vita

Il benessere supremo si ottiene con un approccio Zen all’esistenza, con la piena consapevolezza che, vivendo completamente nel momento presente, si scioglie ogni legame al tempo passato e futuro, si comprende che la sofferenza è indotta dall’attività mentale e che si può vivere in modo sciolto e naturale nella spontaneità dell’attimo.