NOVITA'[1936]
Salvaguardare la democrazia
La scelta
La Storia non entra più nelle case con quella violenza. Entra piano, quasi senza farsi notare. Entra, per esempio, quando c’è un referendum.
No. E le iperboli non bastano a cambiar risposta
Un'analisi dell'abuso di iperboli lessicali nella campagna per il Sì al referendum sulla giustizia. Il testo mostra come la sproporzione tra il linguaggio usato e la sostanza degli argomenti non sia un accidente stilistico, ma un sintomo: quando le ragioni non reggono, si amplifica il tono emotivo. Riconoscere questo meccanismo è una forma di igiene intellettuale, necessaria soprattutto quando si discute di modifiche costituzionali permanenti.
1890 La vera riforma della giustizia (quasi dimenticata): il Codice Zanardelli
Storicamente una delle trasformazioni più profonde del diritto penale italiano è molto più antica: il Codice Zanardelli, promosso da Giuseppe Zanardelli, approvato nel 1889 ed entrato in vigore nel 1890. No pena di morte? Diritto di Sciopero? Diritti degli accusati? Li dobbiamo non alla costituzione, ma ad un ministro di fine 800.
Magico e liberatorio NO
Serve una coscienza collettiva, dei votanti e dei governanti
Il futuro di una nazione non si misura solo nel voto, ma nella coscienza che lo guida…
Elogio all'ignoranza
L’astensionismo crescente nelle democrazie occidentali è sempre più spesso la risposta razionale di chi si interessa abbastanza da capire che l’offerta disponibile non gli appartiene.
Intervista (possibile) con Paola: 1933
E’ surreale! In tante parti del mondo milioni di persone sono serrate nella morsa di guerre disumane, decise da umani ma gestite da algoritmi che non conoscono la vergogna, l’empatia e l’umana pietà. In questo tempo minaccioso e sospeso a noi, abitanti di una fortunata ( per ora) penisola felice, viene chiesto di esprimere il nostro parere su un quesito astruso, quesito che sembra nascondere dietro una sintassi complicata un confuso progetto di vendetta contro regole democratiche ormai mal sopportate. Per esprimere il mio personale NO a questo progetto, sono andata a cercare sostegno nella memoria di coloro che hanno vissuto tempi terribili, e che di quei tempi rimangono ormai ultimi testimoni
Una riforma come le altre? NO.
C'è una domanda che questa riforma costituzionale non vuole che tu faccia. Non è una domanda difficile. È anzi la più semplice possibile, quella che qualunque persona ragionevole farebbe davanti a qualunque proposta di cambiamento: chi ci guadagna? Non chi guadagna in astratto, non il sistema, non i cittadini, non la democrazia. Chi, concretamente, con nome e cognome e fascicolo aperto sul tavolo di qualche procura italiana, guadagna dal fatto che i magistrati abbiano meno potere. Rispondere a questa domanda non richiede competenze giuridiche. Richiede solo la volontà di guardare dove la riforma indica di non guardare.
Non è una riforma tecnica. È una questione di potere.
Un’analisi critica del referendum sulla riforma della magistratura e delle sue implicazioni costituzionali. La separazione delle carriere e il nuovo assetto degli organi di autogoverno rischiano di alterare l’equilibrio tra i poteri dello Stato, aprendo la strada a una progressiva concentrazione del potere politico. Una riflessione sul rapporto tra giustizia, democrazia e tutela dello Stato di diritto.
Referendum e ideologia
Questo mondo manca di profondità, l’ha persa. Chiunque si sente legittimato a sparare qualsiasi boiata, a credere che quella boiata sia una verità assoluta e a incazzarsi pure quando qualcun altro ribalta quella boiata, normalmente con un’altra simile. Questa processione di opinioni verso il santuario della riconosciuta popolarità è francamente insopportabile. Si è passati dal pensiero debole alla debolezza senza pensiero. Non sono contrario alla libertà di parola, anzi. Tutti hanno il diritto e il dovere di esprimersi. Sono contrario alle parole in libertà, quelle che non sono state veramente pensate e perciò rimangono superficiali. Vogliamo parlare poi del linguaggio? Io me ne intendo di linguaggio, è il mio lavoro. Il linguaggio non serve più a comunicare ma piuttosto a scomunicare. Scomunicare tutti quelli che non la pensano come quelli dell’ideologia dominante o di quella di turno oppure che dicono parole o frasi che potrebbero offendere qualcuno.
Referendum sulla giustizia: la verità che nessuno vuole raccontarci perché nessuno vuole sentire
Il referendum per la riforma della Giustizia agita il dibattito con toni e modi fuorvianti. Crea contrapposizione inutile in un clima di (voluta) disinformazione?
Io dico NO! I say NO! Io voto NO!
Un testo ispirato dai Mauna Loa, un gruppo rock che nel luglio 2025 hanno rilasciato la loro canzone "Io Dico No", un brano potente e attuale che affronta il tema del divario generazionale e della comunicazione interrotta tra mondi che si sfiorano senza comprendersi veramente. Io ho piegato il NO ad altre necessità.
Consapevolezza
Non sono una costituzionalista. Non ho le competenze tecniche per valutare nel dettaglio ogni singola modifica proposta, ma riconosco quando il dibattito pubblico degenera. Riconosco quando mi viene chiesto di votare sulla base dell'emozione e non della ragione, dell'appartenenza e non del merito. Per questo al referendum costituzionale voterò NO.