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Una lettura in chiave storico-evoluzionista dei sistemi di cura non è assolutamente in grado di spiegare la sopravvivenza di tutte quelle pratiche (religiose, magiche, esoteriche) che attraversano il tema della malattia e che continuano a elaborare ancora oggi in parallelo valori, rituali di guarigione e di sollievo al dolore che costituiscono un patrimonio condiviso in seno a vasti settori della società.


Che si tratti di maghi, guaritori, sciamani o sacerdoti di vari culti, si tratta sempre di figure che non avrebbero più alcun senso di esistere e sopravvivere nelle loro funzioni se adottassimo una visione acritica del mondo che ruota attorno alla scientificizzazione della salute hashtMM qualcosa che non riguarda solamente le culture diverse dalla nostra, ma anche la nostra, con figure che sovrintendono al benessere della persona e che coesistono insieme a quelle del mondo sanitario ufficiale, spesso non in antitesi a esse, rielaborando quella relazione antichissima fra religione e medicina, o fra saperi metafisici e saperi scientifici che provano magari a cooperare insieme in favore della salute corporale e spirituale di chi a esse si rivolge senza per forza concepirle come elementi separati.

E se provassimo a rielaborare la relazione antichissima fra religione e medicina, o fra saperi metafisici e saperi scientifici?

Le richieste di un miracolo di guarigione da una malattia scientificamente diagnosticata, e quindi il potere di intercessione del divino, incontrano le attese di salute di una persona che ovviamente si dichiara “credente” esattamente come le cure prescritte dalla medicina ufficiale, e diventano quindi per alcuni una garanzia magari ulteriore della possibilità di guarigione, mentre a livello popolare talvolta il ricorso a guaritori, maghi e majare continua a mescolare soprattutto in vari paesi del sud scienza medica con antiche pratiche ricadenti nell’ambito magico-sciamanico (riti, liturgie segrete, preghiere che richiamano a loro volta la sfera del sacro, toccature e imposizione di mani, ecc.).

Anche senza scomodare new-age e sette o sopravvivenze di rituali magici popolari che provano a resistere alle concezioni scientifiche, che dire di fenomeni globali, proprio in termini di estensione mondiale, come quelli di Lourdes, Fatima o S. Giovanni Rotondo? Che posto hanno nella concezione salvifica delle persone la Vergine o figure carismatiche come Padre Pio nella salvazione del corpo? Che cosa significano per i malati che quotidianamente si affollano nei santuari chiedendo il miracolo della salute quando magari la scienza ha decretato l’impossibilità di conseguirla con le sue cure?

Forse, nonostante tutti i progressi scientifici anche in campo biomedico, il mondo ha ancora bisogno di aggrapparsi a una metafisica irrazionale, credere in un sovrannaturale migliore della realtà fattuale, in grado di fornire risposte a domande che rimangono inevase sul piano personale e sociale.


Pubblicato il 26 marzo 2025