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Un racconto breve


Il teschio che  guarda col vuoto negli occhi e osceno sorriso vasetti di fiori dipinti ma finti un po’ curvi e ossequiosi e la Betty in divisa scosciata e ammiccante non batte le ciglia e guarda stupita un clone di mela artefatta ma intatta ai piedi di un bel cavaliere di ferro battuto che sembra in cammino con il suo destriero e un pugnale rivolto ai due samurai di bronzo brunito che a braccia conserte sorreggono libri invecchiati ingialliti su mensola scura di fronte a parete su cui una mucca in legno e metallo rivolge lo guardo un po’ ottuso a un fuso che fu della nonna che lascia nipoti e cestini di rafia intrecciati dai mille colori con dentro papaveri stinti ora rossi o arancioni una volta e un vecchio orologio ormai stanco di battere l’ora e ancora su un’altra parete un quadro con brocca dipinta e un telo posato sul tavolo e tratti di rami a coprire uno spicchio di cielo ingrigito.

Ma chi può giurare che è morta natura di plastica o vetro dipinta su tela o in cose scolpite che pur se di resina o a forma di teschio resistono al danno del tempo e poi ritrovate su banchi al marcato o in vecchie cantine cimeli di giorni passati?


Pubblicato il 20 luglio 2026

Mariella Piccolo

Mariella Piccolo / Psicologa specializzata in Terapia Sistemico relazionale. Attualmente psicoterapeuta in un Poliambulatorio a Modena, ma anche scrittrice