Una terribile peste dilaga a Napoli dal giorno in cui, nell'ottobre del 1943, gli eserciti alleati vi sono entrati come liberatori: una peste che corrompe non il corpo ma l'anima. Trasformata in un inferno di abiezione, la città offre visioni di un osceno, straziante orrore: la ragazza che in un tugurio, aprendo "lentamente la rosea e nera tenaglia delle gambe", lascia che i soldati, per un dollaro, verifichino la sua verginità; le "parrucche" bionde o ruggine o tizianesche di cui donne con i capelli ossigenati e la pelle bianca di cipria si coprono il pube, perché "Negroes like blondes"; i bambini seminudi e pieni di terrore che megere dal viso incrostato di belletto vendono ai soldati marocchini, dimentiche del fatto che a Napoli i bambini sono la sola cosa sacra. La peste è nella mano pietosa e fraterna dei liberatori, nella loro incapacità di scorgere le forze misteriose e oscure che a Napoli governano gli uomini e i fatti della vita, nella loro convinzione che un popolo vinto non possa che essere un popolo di colpevoli. Null'altro rimane allora se non la lotta per salvare la pelle: non l'anima, come un tempo, o l'onore, la libertà, la giustizia, ma la "schifosa pelle". E, forse, la pietà: quella che in uno dei capitoli di questo romanzo spinge Consuelo Caracciolo a denudarsi per rivestire del suo abito di raso, delle calze, degli scarpini di seta la giovane del Pallonetto morta in un bombardamento, trasformandola in Principessa delle Fate o in una statua della Madonna.
LIBRI SCELTI
- Anno:
- 2010
- Casa editrice:
- Adelphi
- Segnalato da
- Calogero Bonasia
-
Altri libri consigliati
da Calogero Bonasia
Articoli correlati
Calogero (Kàlos) Bonasia
Miseratio principis
Oggi Donald Trump ha descritto la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, come qualcuno che lo avrebbe «implorato di fare una foto» e che gli avrebbe «fatto pena». Ho riletto la notizia, ho riflettuto sulla possibilità di un errore nella traduzione dall'inglese, ma alla fine ho riconosciuto una struttura precisa: un metodo ripetuto, con gli stessi bersagli e le stesse tecniche. Difendere la Presidente del Consiglio da un attacco straniero gratuito e inverificabile è doveroso per tutti noi italiani. Si chiama dignità nazionale.