NOVITA'[2265]
L'Infermiera e il Primario. Ovvero la resa imposta da Kasparov ad ogni essere umano
Ci sono due modi per osservare l'interazione uomo-intelligenza artificiale, oggi considerata non solo necessaria, ma benvenuta, e anzi ormai inevitabile. Fondamentalmente due: con gli occhi del cittadino, che si chiede in quale misura l'interazione con la macchina influisce sul suo spazio di libertà e con gli occhi dell'esperto, che difende la tecnica da egli governata ed esige che il cittadino "riconosca l'inevitabilità della situazione". Esemplare esponente della seconda posizione è Gary Kasparov, il giocatore di scacchi sconfitto dall'intelligenza artificiale, e quindi convertitosi ai vantaggi dell'interazione con l'intelligenza artificiale. Esemplare, nella sua chiarezza, l'esempio proposto da Kasparov. “Guardiamo alla radiologia. Se abbiamo un potente sistema di IA, preferisco che ad usarlo sia un'esperta infermiera piuttosto che un eccellente primario ”. La ragione? “Una persona che dispone di una modesta ma sufficiente conoscenza capirà il poco che deve aggiungere. Mentre il luminare della medicina vorrà sfidare la macchina. E questo distrugge la comunicazione tra uomo e macchina”. Infatti, qualsiasi accoppiamento strutturale arriva ad un punto critico: chi è il decisore in ultima istanza? Kasparov dice: la macchina. (Questo testo è la ripubblicazione senza modifiche di un paragrafo del mio libro 'Le Cinque Leggi Bronzee dell'Era Digitale. E perché conviene trasgredirle', 2020. Ho letto accuratamente ciò che Kasparov ha scritto in anni successivi, ma non ho trovato nulla che modificasse la posizione ben espressa nelle fonti che cito qui ).