Di cosa stai parlando quando parli di AI?

Frequento il discorso sull'intelligenza artificiale da un po'. Lo frequento per lavoro, per interesse, per una forma di inquietudine che non si è ancora trasformata in abitudine. Leggo, ascolto, partecipo a convegni, seguo i dibattiti su LinkedIn, che è il luogo dove il discorso sull'AI raggiunge la sua forma più pura di rumore. E ho una sensazione che non riesco a togliermi di dosso: che stiamo parlando della stessa cosa senza parlare della stessa cosa.

Salpare umani nell’oceano delle macchine

Per un Umanesimo Digitale come co-evoluzione. La plausibilità non implica esposizione, e senza esposizione non c’è responsabilità. La produzione può essere automatizzata; la deliberazione implica perdita, direzione, irreversibilità. Delegare non significa solo trasferire un compito: significa spostare una soglia. L’AI non sta sostituendo il pensiero umano, lo sta alleggerendo e proprio in questo alleggerimento si gioca la partita decisiva. Un saggio sull’illusione del pensiero delegato, sulla soglia non delegabile della decisione e sulla necessità di un Umanesimo Digitale capace di abitare l’oceano delle macchine senza perdere il peso del timone.