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La vita e le opere della pittrice messicana Frida Kahlo continuano ad esercitare un grandissimo fascino artistico e un forte impatto emotivo. Molto probabilmente questa donna coraggiosa sarà ricordata nei tempi a venire come la più grande pittrice del Novecento. Visse appena 47 anni in uno dei paesi più belli, il Messico, e la sua passione fu la politica: comunista prese parte a tutte le lotte pacifiche e i fermenti a difesa dei molti oppressi e poveri della grande nazione centroamericana. Suo padre, Wilhelm Kahlo, al quale fu molto legata affettivamente, era un ungherese, ebreo, amante della letteratura e della musica. Molto bello è il ritratto del padre che Frida dipinse nel 1951 e la scritta che si legge in alto: una dichiarazione di grande affetto.


Nato nel 1872 a Baden Baden, località di villeggiatura a quei tempi di gran moda, a 19 anni aveva lasciato la Germania, in cui viveva, per il Messico. Non era ricco ed esercitò vari mestieri, tra cui il commesso in una libreria, con alterna fortuna, poi divenne un fotografo di talento e probabilmente ispirò alla figlia Frida un certo modo di "inquadrare" l'immagine. Sua madre, Matilde Calderon y Gonzales, figlia di una messicana e di un indios, era nata a Oaxaca, antichissima città azteca. 
 
Appena giunto in Messico, Wilhelm Kahlo cambiò il suo nome in Guillermo e dopo un primo matrimonio da cui restò vedovo si sposò con Matilde nel 1898. I due sposi ebbero quattro figli e Frida (il cui nome originario era Frieda, un nome assai usuale in Germania che discende dalla parola Fried che significa pace e che lei, da adulta, cambiò in Frida per opposizione al regime nazista) fu la figlia più vivace e ribelle dei quattro. 
Nata il 6 luglio 1907 Magdalena Carmen Frieda Kahlo y Calderon fu una bambina intraprendente. Quando aveva solo quattro anni vi fu la rivoluzione di Emiliano Zapata che poi nel 1919 sarebbe stato tradito da alcuni compagni ed ucciso. Il popolo disse: "Zapata è fuggito con il suo cavallo bianco ed è andato a vivere in Arabia". 
 
A sei anni Frida si ammalò di poliomelite e questa malattia, per cui allora non esisteva il vaccino, le diede problemi al piede destro. A 15 anni si innamorò di uno studente, Alejandro Gomez Aria. Erano insieme il tragico e funesto giorno in cui Frida, diciassettenne, si trovò su un autobus che si scontrò con un trenino. La sicurezza stradale in quel tempo a Città del Messico era molto poca e l'incidente, che ebbe una dinamica terrificante, provocò alcuni morti e molti feriti di cui la più grave fu Frida. Alejandro uscì illeso ma chiaramente sconvolto. Per mesi Frida restò in ospedale tra la vita e la morte e il suo unico conforto era scrivergli bellissime lettere. 
Le conseguenze di questo incidente tormentarono Frida per tutta la vita, subì una ventina di operazioni e provò sofferenze indicibili. Nonostante questo amò appassionatamente la vita e seppe trovare la sua strada: la pittura.
Il primo quadro che dipinse, molto bello, fu un autoritratto che donò ad Alejandro. Il loro amore era finito ma l'amicizia restò per tutta la vita. 
 
Una foto di famiglia la ritrae abbigliata come un ragazzo, con i capelli neri cortissimi e un'aria scanzonata. 
Frida era bella: nei suoi tratti si mescolavano quelli slavi del padre e quelli indios della madre, aveva una dolcezza intensa e si ritrasse nei quadri meno bella di quanto appare nelle fotografie. Alla fine degli anni Venti si innamorò del famoso pittore Diego Rivera e si sposarono nel 1929. Rivera era un uomo alto, grasso, imponente, che andava in giro con dei vecchi pantaloni, una camicia stinta, un cappello acquistato chissà dove. Era un temperamento allegro, irruento, famoso per essere un casanova. Frida fece amicizia con molti artisti ed intellettuali, amici di Diego, tra cui Tina Modotti, nata a Udine, attrice in piccoli ruoli a Hollywood, che diventerà una famosa fotografa. 
 
Frida seppe esprimere nelle sue opere il dolore, la morte, temi spesso evitati e rimossi dalla società, con uno stile singolare e unico. I Surrealisti capeggiati da André Breton la scambiarono per una di loro ma Frida non apparteneva a nessuna scuola e come Giordano Bruno, il filosofo cinquecentesco, avrebbe potuto definirsi "Accademico di nulla Accademia". 

"Feet, what do I need you for when I have wings to fly?" (Frida Kahlo).

 
Penso che l'impatto con i quadri di Frida dal vivo debba essere assai forte emotivamente. Molte sue opere sono autoritratti. A chi le chiese perché ritraesse soprattutto se stessa rispose: "Dipingo me stessa perché trascorro molto tempo da sola e perché sono il soggetto che conosco meglio" (dalla rivista "Asì, Mexico" del 17 marzo 1945). Nel primo autoritratto, quello donato ad Alejandro, dipinto a soli 19 anni, Frida si ritrae in modo quasi rinascimentale, l'espressione dei begli occhi neri è attenta, seria, profonda e dolce, pare che si rivolga direttamente all'amato. Nell'autoritratto "Il tempo vola" del 1929 è netto il richiamo alle sue origini indios: indossa la collana pre-colombiana che ha anche in una nota fotografia che le avrebbe scattato nel 1931 Imogen Cunningham. In "Autoritratto con collana" (1933 ) Frida ha un'aria quasi sorpresa, ironicamente si dipinge con le sopracciglie folte e ravvicinate e con una lieve peluria sul labbro superiore - quasi a voler sfidare gli stereotipi della donna levigata, truccata e hollywoodiana della sua generazione. Molto sconvolgente è "Autoritratto con collana di spine" (1940), delicatissimo è invece l'Autoritratto dedicato a Lev Trozkij, che fu uno dei vari amori di Frida. In questo ritratto Frida ha in mano una struggente lettera d'amore per il leader sovietico in esilio. Infatti durante il matrimonio con Diego Rivera, il pittore fu notoriamente molto infedele nonostante amasse la moglie e anche Frida ebbe alcune relazioni, sia con uomini sia con donne. Diego non era geloso delle donne ma si dichiarava capace di sparare agli uomini che corteggiavano sua moglie, anche se ovviamente non lo fece mai !
 
Nel 1939 i due coniugi si separarono e Frida si ritrasse in "Le due Frida" in cui rappresenta due 'se stesse' che si tengono per mano. Nel '40 si ritrasse vestita da uomo con i capelli corti e le forbici in mano. Come è noto i capelli hanno una forte valenza simbolica: le donne del mondo antico e non solo spesso dovevano coprirsi i capelli e così le suore cattoliche devono tagliarli in segno di rinuncia dal mondo, perché, da sempre, considerati elemento di bellezza e di seduzione. In alto del quadro Frida scrisse con la sua chiara e bella calligrafia le parole di una canzonetta messicana: "Vedi se t'amavo era per i tuoi capelli; adesso che sei rapata non ti amo più" e sotto disegnò un pentagramma con le note musicali. Frida soffrì molto dalla separazione da Diego e nel dicembre del '39 i due si risposarono. Frida avrebbe desiderato molto avere un figlio o una figlia con Diego ma l'incidente che aveva avuto a diciassette anni le impedì di portare a termine le gravidanze, sembra che restò incinta due o tre volte ma abortì spontaneamente. Ogni volta che non portava a termine una gravidanza era un dolore. In un quadro, molto sconvolgente, rappresentò un parto. Dal '44 fu costretta a portare un busto d'acciaio e dipinse "La colonna rotta" in cui rappresentò il suo stato. Nel quadro il dolore non è solo fisico ma anche spirituale e i chiodi che le trafiggono il volto fanno immediatamente pensare ad una crocifissione. 

I never painted dreams or nightmares. I painted my own reality" (Frida Kahlo)

 
Nel '46 si ritrasse come un cerbiatto ferito, metà donna, metà cerbiatto, ispirata forse dal cerbiatto Granizo che viveva con lei e Diego nella bellissima "Casa Azzurra", costruita da Guillermo Kahlo e in cui i due coniugi abitavano. Nessuna pittrice ha saputo rappresentare con tanta grazia e pudore l'amore tra due donne come Frida nell'opera "Due nudi nel bosco" (1951) dedicata all'amica e famosa attrice messicana Dolores Del Rio. Il paesaggio è sospeso tra cielo e terra, magico e primordiale. 
 
Undici giorni prima di morire la pittrice volle recarsi, nonostante il parere contrario dei medici, ad una manifestazione contro la caduta in Guatemala del governo democratico di Jacobo Arbenz Guzman, provocata dalla Cia statunitense. Una foto la ritrae con uno sguardo intenso in mezzo a tanta gente. Il 13 luglio 1954, pochi giorni dopo aver compiuto 47 anni, Frida morì.
 
La "Casa Azzurra", meta di migliaia e migliaia di visitatori, è rimasta intatta, così come volle Diego Rivera che la lasciò al Messico. È una casa meravigliosa, con muri colorati, luce e sole, piena di vita e di forza interiore come Frida.
 

Pubblicato il 28 agosto 2025