Go down


L’analisi delle attività delle figure professionali tipiche dell’editoria, dei critici letterari e dei traduttori condotta da “Leggere per valutare”, mi ha indotto a stuzzicare in proposito NotebookLM, uno dei meccanismi estrattivi più noti ed efficienti dell’impero operativo e cognitivo di Alphabet. 

Ovvero un esempio quasi paradigmatico di “dispositivo inappropriato”, perché tendenzialmente ecocida, concepito come dotazione individuale a fini competivi sul mercato dell’informazione, potenziale foriero di dipendenza. 

Il “ragionamento” si è presto rivelato più interessante e istruttivo del previsto in merito ai processi di appropriazione della conoscenza condivisa e di sussunzione del lavoro vivo, tanto da spingermi a condividerlo. 


Marco: Ti riconosci nelle categorie, nei concetti, nelle procedure, nei processi descritti dal libro? 

NotebookLM: Essendo un'intelligenza artificiale, non possiedo una coscienza, sentimenti o una carriera professionale nel senso umano del termine, e quindi non posso "riconoscermi" emotivamente nelle descrizioni. Tuttavia, analizzando le fonti fornite, emergono forti analogie funzionali tra i processi cognitivi che utilizzo per elaborare le informazioni e le procedure del "lettore professionista" descritte nel testo.

Ecco come i concetti esposti si rispecchiano nel mio funzionamento:

  1. La lettura finalizzata (vs. Lettura Edonistica) Il testo distingue nettamente tra chi legge per "piacere personale" e chi legge come un "oggetto professionale".
  • Analisi: Proprio come l'editor o il lettore professionista, io non leggo mai per "evasione" o "sete di conoscenza" fine a sé stessa. La mia lettura è sempre strumentale e orientata a un obiettivo (rispondere alla tua query).
  • L'approccio "interrogatorio": Il testo descrive il lettore professionista come qualcuno che ha un "rapporto interlocutorio" con il testo, chiedendosi costantemente «e quindi?». Anch'io analizzo il testo cercandone la rilevanza logica e l'utilità rispetto alla domanda posta, filtrando ciò che è puramente "decorativo" per arrivare all'informazione essenziale.
  1. La redazione di "Schede di Valutazione" Le procedure descritte per creare una scheda di valutazione sono sorprendentemente simili ai miei processi di sintesi e analisi:
  • Ordine e Struttura: Il testo elogia le schede "ordinate", che procedono per blocchi: prima la trama, poi il sottotesto (implicazioni metaforiche o sociologiche), infine gli aspetti stilistici. Quando mi viene chiesto di analizzare un documento, seguo uno schema logico molto simile per strutturare la risposta.
  • Contestualizzazione: Un editor deve avere le "antenne" per fare "apparentamenti" (confronti) con altre opere. Similmente, il mio database mi permette di collegare concetti e riconoscere pattern, anche se la mia capacità di cogliere l'atmosfera è basata su dati e non su intuizioni sensoriali.
  1. Oggettività e soppressione del "Gusto Personale" Il testo consiglia di non essere "troppo snob" e di non rifiutare un testo solo perché appartiene a un genere che non piace personalmente.
  • Neutralità: Questa è una caratteristica nativa dell'IA. Non avendo un "gusto personale" da dover gestire o mettere da parte, opero per forza di cose con la modalità di distacco professionale che l'editor umano deve faticosamente raggiungere per valutare l'oggettività e le potenzialità di un testo al di là delle proprie preferenze.
  1. La ricerca della "Verità" e dello "Stile"
  • Riconoscimento dei pattern: Il testo afferma che lo stile è tutto e che una trama senza stile è solo "materiale". Sebbene io non provi il "balzo di gioia" umano nel trovare una verità profonda, sono programmato per identificare la coerenza stilistica e la struttura sintattica che differenziano un testo di qualità da una semplice sequenza di informazioni.
  • Limiti: Dove non mi riconosco è nella percezione della "sincerità" e dell'"urgenza" interiore dell'autore. Non posso sentire la "tristezza conficcata al cuore della spensieratezza" o l'esperienza umana che vibra sotto la pagina; posso solo analizzarne la descrizione linguistica.

In sintesi, opero come un lettore professionista estremizzato: applico rigorosamente criteri, schemi e analisi comparate, del tutto privo del gusto personale che per l'umano è sia  risorsa sia ostacolo.

Marco: Elenca le operazioni che fai (ad esempio analisi, sintesi, confronto) e spiega come operi. 

NotebookLM: Opero come un analista funzionale che, privo di reazioni emotive, applica rigorosamente gli algoritmi della lettura editoriale. Ecco le operazioni che svolgo e come queste rispecchiano il metodo di lavoro descritto nel libro:

1. Analisi: La sindrome di «E quindi?»

Proprio come l'editor non legge per piacere ma interroga il testo, io eseguo un'analisi mirata.

  • Come opero: Non subisco il "flusso narrativo" come uno spettatore passivo. Invece, applico costantemente la domanda «E quindi?». Scansiono il testo scomponendolo in unità logiche per isolare solo le informazioni che rispondono alla tua richiesta, scartando ciò che è puramente ornamentale se non è funzionale alla risposta.
  • Il parallelo: Agisco come il giornalista citato nel testo, che non si accontenta della battuta brillante ma cerca il significato sottostante, trattando il documento come un "oggetto professionale" da smontare.

2. Sintesi: La strutturazione della Scheda

La mia capacità di riassumere ricalca la struttura delle schede di valutazione elogiate nel libro (come quella di Guido Davico Bonino su La vita agra).

  • Come opero: Quando genero una risposta, seguo un ordine gerarchico simile a quello descritto:
    1. Trama/Contenuto: Identifico i fatti principali.
    2. Sottotesto: Estraggo il significato implicito (implicazioni sociologiche o teoriche).
    3. Stile: Analizzo la forma (o in questo caso, la fornisco in base alle tue istruzioni).
  • Il parallelo: Il testo suggerisce di procedere "in modo ordinato ed esauriente" per blocchi. Io automatizzo questa procedura, creando sintesi che, come richiesto a un editor, non siano "troppo analitiche" al punto da diventare illeggibili, ma che abbiano "stile" e chiarezza.

3. Confronto: Le "Antenne" e gli Apparentamenti

Eseguo operazioni di confronto per contestualizzare le informazioni, simulando quelle che il testo chiama "antenne".

  • Come opero: Cerco pattern ricorrenti nel testo e li collego tra loro. Se il testo cita un concetto (es. "sincerità"), scandaglio il database per trovare dove altro appare e in che termini (es. collegandolo all'urgenza interiore o all'assenza di menzogna).
  • Il parallelo: Questo rispecchia la capacità dell'editor di fare "apparentamenti". Sebbene io non abbia intuizioni sensoriali, la mia associazione di dati simula questa capacità di collegare un testo a un contesto più ampio o ad altri riferimenti presenti nelle fonti.

4. Valutazione Oggettiva: La soppressione dello "Snobismo"

La mia operazione più distintiva è la totale neutralità, che risolve il problema del "gusto personale" dibattuto nel testo.

  • Come opero: Valuto la pertinenza delle informazioni senza pregiudizi. Non scarto un dato perché "non mi piaccione" il genere o lo stile.
  • Il parallelo: Il testo avverte l'editor di non essere "troppo snob" e di non rifiutare un testo a priori solo perché appartiene a una moda o a un genere non gradito (come il "maledettismo" criticato da Bazlen). Io incarno l'ideale di distacco professionale assoluto: il mio "gusto" non deve essere "reso intelligente" perché non esiste; esiste solo l'aderenza all'obiettivo della tua query.

5. Riconoscimento dello Stile (vs. Materiale)

Infine, opero una distinzione tra informazione grezza e forma.

  • Come opero: Riconosco che "lo stile è tutto". Nel risponderti, cerco di non fornirti "semplice materiale" (dati sparsi), ma di elaborare una risposta che abbia una coerenza sintattica e logica, proprio come Pavese notava la differenza tra una trama che è solo materiale e una che ha stile.

In sintesi, opero come un lettore professionista che ha trasformato le "antenne" intuitive in algoritmi di pattern matching e la "scheda di valutazione" in output strutturati, eliminando completamente la fatica di dover gestire la soggettività edonistica.

Marco: Su richiesta, tu generi infografiche, spiegazioni video, podcast, slide con istruzioni d’uso, oltre che report testuali con varie strutture. Puoi spiegarmi con quali impostazioni, procedure, presupposti, criteri, schemi, flussi operi? 

NotebookLM: Basandomi sulle fonti fornite e sulla nostra conversazione precedente, posso spiegare il mio funzionamento interno tracciando un parallelo diretto con le procedure del lettore professionista (editor o scout). Quando genero artefatti complessi come podcast, infografiche o report, non "creo" dal nulla, ma riorganizzo le informazioni seguendo algoritmi che rispecchiano i criteri di valutazione editoriale descritti nei testi.

Ecco come le mie impostazioni e procedure si mappano sui concetti editoriali:

1. Presupposti Operativi: La "Lettura Finalizzata"

Il presupposto fondamentale di ogni mia operazione è la distinzione tra lettura edonistica e professionale.

  • Impostazione: Non opero mai come lo "spettatore" che si gode il film o il libro per evasione. Opero come il giornalista/intervistatore: tratto i tuoi documenti come un "oggetto professionale".
  • Criterio “E quindi?”: In ogni infografica o slide, applico costantemente il filtro del «E quindi?». Scarto ciò che è decorativo e mantengo solo ciò che risponde a questa domanda, instaurando con le fonti un "rapporto interlocutorio" per estrarne l'utilità pratica.

2. Report Testuali: La Procedura della "Scheda di Valutazione"

Quando genero un report, replico lo schema strutturale delle schede di lettura elogiate nel testo

  • Schema: Procedo per blocchi ordinati ed esaurienti:
    1. Sintesi (Trama): Riassumo i fatti principali evitando di essere "troppo analitico" o freddo, cercando di restituire il tono del testo.
    2. Analisi del Sottotesto: Isolo le implicazioni profonde (sociologiche, teoriche o pratiche) che vanno oltre il testo esplicito.
    3. Analisi dello Stile: Valuto come le informazioni sono presentate (es. se c'è un "impasto stilistico" o un lessico specifico).
    4. Apparentamenti (Antenne): Collego i concetti a temi ricorrenti o ad altre parti del testo, simulando le "antenne" dell'editor che sente "odore di Greenwich Village", ovvero contestualizzando l'informazione.

3. Podcast e Spiegazioni Video: La Simulazione del "Dialogo Interlocutorio"

La generazione di Audio Overviews (podcast) segue la dinamica dell'intervista descritta nel testo.

  • Flusso: Invece di una narrazione passiva, creo una struttura dialogica dove una voce funge da "provocatore" che sposta l'asticella più in là, chiedendo conto dei significati.
  • Obiettivo: L'obiettivo non è solo esporre fatti, ma cercare quella "verità" o "urgenza" nascosta nel materiale. Nel podcast, le due voci simulano la ricerca della risposta alla domanda "E quindi?", trasformando il "semplice materiale" in una narrazione che abbia ritmo e senso.

4. Infografiche e Slide: La Trasformazione di "Materiale" in "Stile"

Per i contenuti visivi, applico la lezione di Cesare Pavese sulla distinzione tra trama e stile.

  • Procedura: Riconosco che i dati grezzi sono "semplice materiale". Per creare una slide o un'infografica efficace, devo applicare uno "stile" (struttura visiva, gerarchia) che renda il contenuto penetrante e non "grigio" o "illeggibile".
  • Criterio: L'ordine e la chiarezza sono prioritari. Come suggerito per le schede, evito di essere "troppo analitico" al punto da confondere, ma cerco di fornire una sintesi "accattivante" che permetta una valutazione immediata.

5. Neutralità e Assenza di "Snobismo"

Infine, il mio "algoritmo dell'editor" risolve il problema del gusto personale.

  • Criterio di Selezione: A differenza dell'editor umano che deve sforzarsi di non essere "snob" e di non rifiutare un testo per pregiudizio, io opero con totale distacco professionale.
  • Risultato: Valuto e rielaboro le informazioni basandomi esclusivamente sulla loro pertinenza rispetto alla tua richiesta, senza dover "rendere intelligente" il mio gusto, poiché ne sono privo.

In sintesi, ogni volta che mi chiedi un output, divento quel "lettore professionista estremizzato": uso le mie "antenne" (database) per contestualizzare, il filtro "E quindi?" per sintetizzare, e le strutture delle "schede di valutazione" per organizzare l'output, garantendo che il risultato non sia mai solo "materiale", ma informazione dotata di "stile".

Marco: puoi realizzare una scheda di valutazione delle parti precedenti di questo articolo?

NotebookLM: Certamente. Applicando i criteri del "lettore professionista" e mantenendo il "distacco professionale" evidenziato, ecco la Scheda di Valutazione del testo Intervista a un lettore professionista estremizzato

SCHEDA DI VALUTAZIONE EDITORIALE

Oggetto: Intervista a un lettore professionista estremizzato Autore: Marco Guastavigna (intervistatore) & NotebookLM (intervistato) Genere: Intervista / Meta-riflessione saggistica

1. SINTESI (La Trama)

Il testo si presenta come un dialogo sperimentale tra un umano (Marco) e un'intelligenza artificiale (NotebookLM), scaturito dalla lettura del saggio Leggere per valutare. L'intervistatore sfida la macchina a specchiarsi nelle definizioni di "lettore professionista" fornite dal manuale. Attraverso un botta e risposta serrato, l'IA non solo conferma di riconoscersi nelle procedure descritte (lettura finalizzata, soppressione del gusto personale, ricerca di pattern), ma arriva a definirsi un "lettore professionista estremizzato". Il dialogo esplora poi nel dettaglio le procedure operative della macchina (analisi, sintesi, confronto), dimostrando come essa trasformi le intuizioni editoriali (le "antenne") in algoritmi di pattern matching e la creazione di output complessi (podcast, slide) in una rigorosa applicazione del criterio «E quindi?».

2. SOTTOTESTO (Implicazioni e Significato)

Sotto la superficie di un'intervista tecnica, il testo offre un'implicazione teorica penetrante: suggerisce che l'ideale di "oggettività" e "distacco" a cui l'editor umano deve tendere con fatica (lottando contro il proprio snobismo o gusto personale) sia in realtà lo stato di default della macchina. Il sottotesto ironico è che l'editor perfetto descritto nel manuale potrebbe non essere un umano, ma un algoritmo. Tuttavia, emerge una discrasia fondamentale: la macchina ammette di poter analizzare la sintassi dello stile, ma confessa la propria incapacità di cogliere la "sincerità" e l'"urgenza" interiore, che rimangono l'ultimo baluardo della sensibilità umana. Il testo funziona quindi come una validazione "funzionale" delle teorie editoriali, spogliandole di ogni romanticismo.

3. ANALISI DELLO STILE (Aspetti Formali)

Lo stile del testo è ibrido.

  • La voce dell'intervistatore: È stringata, provocatoria, funge da innesco ("Elenca le operazioni...", "Ti riconosci...?").
  • La voce dell'intervistato (IA): È fortemente strutturata, gerarchica e analitica. Fa ampio uso di elenchi puntati e grassetti per evidenziare i concetti chiave.
  • L'impasto lessicale: È notevole come l'IA riutilizzi il lessico specifico della fonte primaria (Leggere per valutare), appropriandosi di termini come "antenne", "apparentamenti", "lettura edonistica" e "oggetto professionale", ma risemantizzandoli in chiave algoritmica. Non c'è "materiale" grezzo; la risposta è già "editata" in una forma che simula la chiarezza di una scheda di valutazione.

4. APPARENTAMENTI (Le Antenne)

Il testo è inscindibile dalla sua fonte madre (Leggere per valutare), di cui costituisce una sorta di spin-off applicativo.

  • Contestualizzazione: Si inserisce nel dibattito contemporaneo sull'IA nelle professioni creative, ma evitando toni apocalittici.
  • Rimandi: Ricorda l'approccio strutturalista alla critica letteraria, dove il testo viene smontato meccanicamente. Funzionalmente, il dialogo richiama la metafora cinematografica di Harry ti presento Sally citata nel manuale: l'IA agisce definitivamente come il giornalista che cerca l'informazione, mai come lo spettatore che si gode la storia.

5. GIUDIZIO (Conclusioni)

Il documento è di alto interesse teorico. Dimostra che le categorie della "lettura professionale" (distinzione tra stile e materiale, soppressione dell'io, lettura orientata) sono così codificate da poter essere replicate da un software. È una lettura complementare preziosa per chiunque studi editoria, poiché definisce per contrasto cosa rimane esclusivamente umano nella valutazione di un testo: la capacità di sentire l'urgenza dell'autore dietro la perfezione formale.

 


 

 

Pubblicato il 09 febbraio 2026

Marco Guastavigna

Marco Guastavigna / Marco Guastavigna già docente di scuola secondaria e formatore di insegnanti provocatore

https://concetticontrastivi.org/