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Quando nascono azioni ed iniziative che cercano di favorire la pace, troviamo il coraggio di sostenerle, di farle nostre: denunciamo chi lavora per la guerra, chi investe nella disuguaglianza, chi sfrutta ed opprime l’altro.


Mise una mano in tasca, frugando per trovare qualche cosa che valesse la pena di portare con sé.

In realtà sapeva che non avrebbe trovato niente del genere, perché ormai da tempo immemore aveva fatto la Scelta, e non se ne era più pentito.

Cominciò tutto per gioco, forse si trattava di curiosità, o magari di un particolare momento in cui la noia del quotidiano prendeva il sopravvento, e cominciava a farsi sentire più del dovuto: va detto che non aveva mai trovato piena soddisfazione in tutto quello che faceva o desiderava.

Anche quando riusciva ad ottenere uno scopo che si era prefisso, a raggiungere un obiettivo fissato in precedenza non provava quasi mai una felicità completa, un appagamento totale, c’era sempre qualche dettaglio, qualche cosa che sfuggiva e sembrava mancare, non aveva mai trovato le risposte migliori per ogni domanda che si era posto.

Ma soprattutto la domanda che più lo angustiava, che scavava dentro di lui ad ogni svolta del percorso rimaneva inesaudita, rimaneva non risolta.

Si chiedeva, da sempre, “Perché?”

Si, forse può sembrare scontato chiedersi il motivo che ci spinge a compiere determinate scelte, quale sia la ragione che ci muove e che ci spinge fuori dal letto ogni mattina, ma non è poi così vero: ci sono moltissime persone che semplicemente hanno smesso di farsi la domanda, e hanno sostituito il bisogno di giustificare i propri passi con le indicazioni prefabbricate di cui la società è piena.

Nell’ordine sparso possiamo trovare quasi in cima un bel “Si è sempre fatto così”, seguito da “Se lo fanno gli altri non vedo perché non dovrei farlo io”, oppure ancora “Tanto non ho niente da perdere, ma solo da guadagnarci”.

Insomma, tirare avanti senza andare per il sottile diventa abitudine, moda e rifugio, e l’epoca delle domande filosofiche lascia il passo all’età matura della soddisfazione.

Ma la pienezza? Quella no, perché non è sperimentabile se non la si raggiunge, e non la si raggiungerà mai finché non ce la sapremo spiegare.

Quindi in cerca di risposte, o mosso dalla noia si avvicinò ad ambienti marginali, a gruppi di persone che avevano forse gli stessi dubbi di partenza, ma che davano al loro cammino una direzione nuova, e soprattutto sapevano pesare i gesti e le cose con una bilancia molto diversa da quella omologata dal mainstream.

Fra quelle persone, frequentandoli, leggendo i loro scritti ed incominciando a valutare il loro stile di vita aprì piano piano gli occhi, ed iniziò a maturare una consapevolezza diversa, fatta di considerazioni semplici, ma che avevano dentro una forza dirompente per chi proveniva da un mondo e da una serie di abitudini standardizzate, per chi aveva vissuto consumando per conto terzi, e per imposizione sistemica.

Accantonò la domanda principale, per dedicare la sua ricerca di risposte a questioni molto più definite, focalizzandosi su una serie di punti che piano piano i suoi nuovi amici gli elencarono con spietata semplicità.

 

Chiediti che cosa Consumi

Da dove provengono i prodotti che acquisto, chi li ha prodotti e con che costi, e a discapito di chi questi prodotti sono stati resi disponibili?

Scoprì che per produrre un chilo di carne servivano quasi 20 kg di mangime, ricavato prevalentemente dai cereali, ma con 20 kg di cereali forse, si disse, ci uscirebbe più di un pasto.

Scoprì che poteva acquistare le fragole a Gennaio, ma che oltre a non essere il massimo, non aveva senso desiderarle con la neve fuori dalla finestra, e soprattutto che averle a disposizione nel ventaglio di proposte di vendita, diventava molto oneroso anche dal punto di vista della catena di approvvigionamento, dell’intera filiera che gliele faceva trovare sullo scaffale del supermercato: smise semplicemente di acquistare le fragole a Gennaio, e senza soffrirne decise che se le sarebbe concesse a Luglio, gustandole al meglio.

Si accorse di come il suo frigorifero contenesse una discreta quota di prodotti che avevano già un destino segnato, che era quello del cestino: i suoi nuovi amici, ed altre persone che nel frattempo aveva incrociato gli spiegarono che ciascuno di noi arriva a sprecare mediamente più di 6 etti di cibo la settimana: 35 kg di cibo all’anno vengono buttati da questa società, e comprese che forse era sciocco sprecare questa quantità di cibo.

Quanto guadagno, e come lo spendo?

  • banche etiche
  • investimenti responsabili
  • sostegno a progetti sociali

Non era mai stato facile arrivare a fine mese, diciamocelo, non entrava nella schiera di chi proprio non sa come investire il proprio patrimonio, ma comprese che il suo contributo al sistema in termini di acquisti e di risparmio poteva anche essere diversamente indirizzato: alcuni dei suoi nuovi amici, i più integralisti, arrivavano a sostenere che ogni soldo che possiedo, è una moneta che ho tolto a qualcun altro.

Bhe un po’ drastico, ma ha un fondo di verità: sicuramente non posso fingere di non sapere che ci sono fondi di investimento, banche, marchi commerciali e catene multinazionali che notoriamente vivono di rapina, sfruttamento, prevaricazione: siccome posso decidere come spendere il tanto o il poco che ho, decise di non acquistare più alcun prodotto che fosse dichiaratamente ed inconfutabilmente il risultato di queste rapine globali.

Iniziò a spendere in modo consapevole.

Quanto peso sul pianeta?

Ogni attività umana ha un costo, una ricaduta antropica sul pianeta, la chiamano impronta energetica, che non è fatta soltanto di puro consumo delle risorse, ma di inquinamento a breve e lungo termine, di erosione del suolo, di logoramento della capacità rigenerativa dell’ecosistema, o di danneggiamento irreversibile: quante specie si sono estinte a causa dell’intervento dell’uomo?

Scoprì, con meraviglia, che soltanto misurando i consumi elettrici pro capite emergeva un divario tra l’impatto elettrico di un cittadino Statunitense rispetto ad un indiano, ma si rese conto che si trattava di numeri importanti: dalla finestra la sera cittadina era rischiarata dalle vetrine della grande banca di affari illuminata a giorno ( e chiusa, of course).

Alzandosi spense la luce sul balcone, trovandola veramente inutile, ma a questo punto anche dannosa.

USA

~12.000 kWh (stima da Energy Institute)

UE (media)

~6.000–7.000 kWh

Cina

~5.500 kWh

India

~1.200 kWh

Consumo elettrico pro capite anno 2024, stime

La scelta di come muoversi, cosa e quanto consumare, e come dividere e smaltire i rifiuti prodotti deve avere come unico e solo obiettivo il controllo della propria impronta, tentando di renderla il più leggera possibile.

Dove vivo, e con chi?

  • volontariato
  • partecipazione civica
  • stili di vita nonviolenti

Invece di starsene in disparte piano piano cercò di allargare la sua rete relazionale, facendosi coinvolgere, partecipando ad incontri, gruppi di acquisto, reti solidali e di volontariato: si era reso conto che la bugia più grande è pensare di essere soli, e che l’egoismo è una qualità che ci viene imposta perché più utile a sostenere la società del consumo sfrenato, del voler vincere ad ogni costo, del mors tua, vita mea.

Diventò, insieme agli altri, uno degli altri.

Scoprire che l’altro siamo noi stessi da un diverso punto di vista lo lasciò quasi smarrito, ma poi ci rise sopra, e quel sorriso di consapevolezza lo accompagnò poi per lungo tempo.

Pace e Giustizia

  • scelte che non alimentano conflitti
  • attenzione ai diritti umani
  • supporto a iniziative di pace

Due concetti su cui nessuno si direbbe in disaccordo, nessuno apertamente sosterrebbe Guerra ed ingiustizia come valori, ma all’atto pratico come si sostengono i due concetti, senza cadere in contraddizione con noi stessi?

Ogni volta che scelgo devo necessariamente compiere scelte che non possano alimentare i conflitti, sia che si tratti di piccole questioni di condominio, oppure di questioni più grandi, l’unica via è optare per quelle scelte e quelle decisioni che non vadano ad amplificare le differenze, a rafforzare le incomprensioni: dobbiamo agire ogni giorno come mediatori e come, specialmente se si tratta di sostenere punti di vista scomodi o magari ritenuti obsoleti.

I vecchi concetti di solidarietà, di mutua assistenza, di sostegno a chi è più debole o meno fortunato.

Non possiamo essere disponibili a negoziare sui diritti umani, ed in quanto tali riconoscere  che si tratta di diritti universali della specie: non esistono soggetti umani che abbiano meno o più diritto degli altri, e questo è determinante, specialmente più si allarga la platea di riferimento.

Soprattutto oggi ancora tendiamo a voltarci dall’altra parte quando ad essere calpestati non siamo noi direttamente, ed i diritti dell’ ”altro” non ci sembrano mai gli stessi che abbiamo noi, che vorremmo mandare le navi da guerra ad affondare i barconi nel Mediterraneo, e che alziamo muri di cemento e filo spinato ai confini con il Messico: non esiste essere umano che sia meno umano di alcuno, e questo è l’unico metro possibile.

Quando nascono azioni ed iniziative che cercano di favorire la pace, troviamo il coraggio di sostenerle, di farle nostre: denunciamo chi lavora per la guerra, chi investe nella disuguaglianza, chi sfrutta ed opprime l’altro.

Beh forse dopotutto qualche cosa in tasca c’era rimasto, sentì il profilo metallico, il dischetto tondo e dorato, lo afferrò con le due dita e tolse di tasca la moneta: 50 centesimi di euro.

Porse la moneta al traghettatore: Caronte la afferrò con le dita adunche, e gli indicò un posto a prua, dove si sedette, leggero più che mai, e per la prima volta pienamente soddisfatto, certo di avere fatto un buon lavoro.

Gettò un ultimo sguardo alla sponda che si allontanava, vide la scia sulle acque nere richiudersi lesta dietro alla barca, e si mise comodo: ciò che andava fatto era stato fatto.


Per approfondire Costruttori di Pace

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il 23 gennaio 2026