Go down

La cosa che mi ha sorpreso e sorprende ogni giorno di più è il numero di persone che arrivano, leggono, poi salgono a bordo e scrivono, poi ritornano, per esplorare, per rovistare meglio nel BAULE, per scoprire gli ITINERARI e navigare dentro la STULTIFERABIBLIO, soprattutto per interrogarsi su cosa stia impedendo loro di salire a bordo, quali motivazioni vadano ancora trovate per farlo.


Rilasciato a inizio 2025 il progetto della STULTIFERA NAVIS è stato per me origine di molto lavoro, ma soprattutto di grandi sorprese, in particolare per la ricchezza narrativa polifonica che sta caratterizzando il viaggio della nave in mare aperto.

Nato transdisciplinare per definizione, il progetto sta costruendo un proprio universo narrativo attraverso una stratificazione progressiva di linguaggi e di prospettive. La ricchezza nasce dall'ibridazione: il progetto non si accontenta di un solo registro espressivo, ma intreccia riflessione filosofica, narrazione letteraria, critica culturale e sguardo autobiografico (racconti non narrazioni, riflessioni non cinguettii, dialoghi non interazioni veloci).

La polifonia che ne è derivata non è casuale, sembra rispondere a un'esigenza precisa: catturare la complessità del contemporaneo attraverso strumenti diversi, come se nessuno da solo bastasse.

La varietà si esprime in diversi livelli:

𝐓𝐞𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐧𝐚𝐫𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨: dal disagio esistenziale alla critica sociale, dalla solitudine urbana alle derive della comunicazione digitale, ogni testo apre un varco diverso nella stessa inquietudine di fondo.

𝐅𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐢𝐥𝐞: si passa dal saggio breve al frammento aforistico, dalla prosa lirica all'analisi argomentata, creando un ritmo che tiene vivo l'interesse e impedisce che il discorso si cristallizzi.

𝐓𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐥𝐞:c'è un dialogo continuo tra presente e passato, tra l'urgenza dell'oggi e le radici culturali che aiutano a decifrarlo.

Dopo aver visto entrare nel BAULE della nave 𝟏𝟒𝟓𝟎 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐨, ciò che mi colpisce è l'assenza di eclettismo dispersivo. C'è un filo rosso che tiene insieme ricchezza e varietà del tutto. Emerge una grande libertà espressiva, una lucidità, forse malinconica, sullo stato delle cose, uno sguardo vivido e critico che non si volta dall'altra parte, ma che sa anche trovare nel disincanto una forma di resistenza (basta con la resilienza).

Il progetto sembra crescere per accumulo e risonanza. Ogni nuovo contenuto non sostituisce i precedenti ma dialoga con loro, creando una rete di rimandi che premia chi torna, chi esplora, chi si lascia accompagnare in questo viaggio dentro e fuori dalla "nave dei folli" del nostro tempo.

La cosa che mi ha sorpreso e sorprende ogni giorno di più è il numero di persone che arrivano, leggono, poi salgono a bordo e scrivono, poi ritornano, per esplorare, per rovistare meglio nel BAULE, per scoprire gli ITINERARI e navigare dentro la STULTIFERABIBLIO, soprattutto per interrogarsi su cosa stia impedendo loro di salire a bordo, quali motivazioni vadano ancora trovate per farlo.

Una motivazione può venire dal divertimento intellettuale che si prova, molto diverso da quello consumistico regalato ma in qualche modo imposto dall'algoritmo di turno!


Pubblicato il 11 gennaio 2026

Carlo Mazzucchelli

Carlo Mazzucchelli / ⛵⛵ Leggo, scrivo, viaggio, dialogo e mi ritengo fortunato nel poterlo fare – Co-fondatore di STULTIFERANAVIS

http://www.stultiferanavis.it