Go down

Oggi l’Occidente è una moltitudine di 900 milioni di “Io” e 0 insieme, o meglio: innumerevoli micro insiemi sempre in conflitto.

In Cina, esiste una ideologia coesiva: il lavoro

Nei Paesi Arabi, il tessuto sociale trova coesione nell’Islam.


I tessuti che danno forma agli abiti che indossiamo sono costituiti dai fili di ordito e di trama.

Il filato è il passaggio intermedio tra le fibre originarie e la stoffa finale, ma custodisce un segreto fondamentale: la torsione delle fibre.

È questa torsione che conferisce al filato la possibilità di esistere, la sua struttura, solidità ed elasticità, determinando il risultato finale sul tessuto.

Senza di essa, le fibre resterebbero fragili, isolate, incapaci di generare un insieme coeso.

La torsione è il momento di unione. È la trasformazione della fragilità individuale in forza collettiva. Ogni fibra, da sola, è debole. Ma quando le fibre si avvolgono attorno a un asse comune, si genera unione e l’insieme diventa resistente, flessibile, produttivo.

Allo stesso modo, nelle società umane, l’asse attorno al quale si torcono gli individui corrisponde all’Ideologia. Senza quell’asse, senza quella tensione condivisa, non esiste tessuto sociale, non esiste possibilità collettiva.

Quando la torsione viene meno, il filato si sfalda, le fibre si disperdono, il tessuto non è più producibile.

La torsione ideologica è dunque l’atto coesivo che trasforma l’insieme sociale in qualcosa di più grande della somma delle sue parti.

Oggi, l’Occidente sperimenta la perdita di questo atto coesivo.

Democrazia, Cristianesimo e Capitalismo sono le tre torsioni su cui l’Occidente si fonda, ma si sono indebolite, la prima si è allentata deteriorandosi in oclocrazia, la seconda paga il prezzo di una laicità diffusa che ne riduce l’influenza mentre un capitalismo esasperato accentua l’individualismo estremo.

Le fibre, gli individui, si disperdono, si allontanano, convinti che la propria unicità basti a garantire forza e salvezza.

Del resto, il mantra occidentale contemporaneo celebra l’Io sopra il valore della comunità.

È questo l’inganno moderno e più pericoloso: mascherare la perdita di coesione con l’illusione della libertà totale.Ma la libertà senza torsione è fragile, come il filato non ritorto: cede facilmente, incapace di sostenere peso o tensione.

Oggi l’Occidente è una moltitudine di 900 milioni di “Io” e 0 insieme, o meglio: innumerevoli micro insiemi sempre in conflitto.

Ogni individuo cerca riconoscimento e affermazione, ma senza un asse attorno cui avvolgersi, il tessuto sociale resta incompiuto.

La torsione tuttavia, non richiede uniformità, né direzione unica. Può essere, in gergo tessile, “S” o “Z”, sinistrorsa o destrorsa. L’importante è che esista un asse, un principio comune attorno al quale le fibre possano avvolgersi.

Solo così il filato diventa resistente e il tessuto sociale può funzionare.

Altri luoghi dimostrano che differenti torsioni comunque efficaci esistono già.

In Cina, esiste una ideologia coesiva: il lavoro

Esso è principio unificante.

Dopo anni di fame e povertà, il lavoro è forma di riscatto.

Il Paese mira a riappropriarsi della propria grandezza storica, degli antichi fasti dinastici, costruendo stabilità e prosperità attraverso il lavoro, la disciplina e il sacrificio.

La torsione cinese non è astratta: è concreta, tangibile, produttiva.

Nei Paesi Arabi, il tessuto sociale trova coesione nell’Islam.

Il Corano non è solo un libro sacro: è un codice comportamentale a cui milioni di individui si conformano, garantendo ordine, continuità e resilienza alla società.

La torsione ideologica qui è diversa, ha natura spirituale più astratta ma altrettanto efficace: mantiene unita la comunità senza sopprimere la singolarità delle fibre, assicurando la sopravvivenza e la prosperità del tessuto sociale.

Le altrui ideologie possono sembrare ostili a un primo superficiale sguardo, ma, se osservate nella loro applicazione migliore, rivelano quella torsione coesiva capace di tenere insieme le singole fibre, i singoli individui, altrimenti impotenti e disperse

Gli esempi di Cina e del mondo Arabo sono una sfida per il lettore occidentale: mostrano che la torsione, benché diversa, può esistere e funzionare, se “sentita” e condivisa come propria e applicata con rigore e visione.

L’Occidente, oggi, ha smarrito il “sentore” del proprio asse faticando nel trovarne uno di nuovo capace di trasformare la frammentazione in coesione.

L’Occidente, oggi, ha smarrito il “sentore” del proprio asse faticando nel trovarne uno di nuovo capace di trasformare la frammentazione in coesione.Passeranno anni, decenni, forse secoli, prima che possa ricostruire un atto coesivo, una torsione capace di sostenere le fragili fibre dell’uomo moderno.

Ma la torsione non è solo politica o religiosa: è atto ontologico, principio necessario perché le singole fragilità possano trasformarsi in forza.

E qui emerge il cuore di questa riflessione: l’uomo, nella sua unicità e fragilità, non può mai essere completamente libero senza un asse attorno a cui torcersi.

La torsione non annulla l’individuo; lo sostiene, lo eleva, lo rende parte di qualcosa che lo trascende, ma che al tempo stesso lo comprende.

Solo così, dalla tensione delle singole fragilità, nasce un tessuto sociale che resiste, prospera e vive.

l’uomo, nella sua unicità e fragilità, non può mai essere completamente libero senza un asse attorno a cui torcersi.

Macte Animo

Guido Tahra

🌹

Pubblicato il 12 febbraio 2026

Guido Tahra

Guido Tahra / Human Being, Philosopher, Ted Speaker, Writer, Designer