Zombie
Ignari ma non vittime
ignoranti e rincoglioniti
la realtà vi scivola addosso;
rimbalza sulla gomma
di indolente apatia.
La verità ritiktokkata
benda gli occhi,
occlude il sangue al cervello
mentre intorno
crollano i palazzi
volano gli spari
crepano i costituenti ideali.
Non fate nulla,
vi fate di nulla
per evitare crisi di astinenza
da Instagrammabili inganni,
senza più sapere mettere in fila
parole di una frase logica.
Amate la vita da dietro
intanto che la vita davanti scorre
piena e vera,
mancando ogni coincidenza
con i treni della libera indipendenza.
Interrati in Internet
Meta verso
e metà tic
di imbarazzante assuefazione,
sfuggite alle incombenze del dolore
attraverso scorciatoie rotatorie
per evitare gli ardui incroci della crescita
e dimenticare la lezione:
il trauma più grande è non averne.
Dislessici emotivi
saltate le lettere della concretezza
nel palo in frasca
della pericolosa inconsistenza,
dove gli altri sono stimati
dalla direzione di un pollice.
Virtuale non è virtuoso:
abbottonati nella masturbazione cognitiva
il seme non feconda,
sterilizza invece i sensi
privi di corrispondenza.