NOVITA'[2592]
Great resignation, big quit o rassegnazione?
Rinunciare al lavoro, prendersi una pausa è come tirare il freno a mano di emergenza, è sintomatico di qualcosa di importante che va oltre il gesto in sé, anche per la sua valenza globale. Non comunica soltanto la scelta di nuovi stili di vita o di lentezza (che barba la filosofia della lentezza) ma anche una reazione, in particolare nelle nuove generazioni, decelerezionista e antagonista. Non riguarda solo il lavoro ma una percezione diffusa di vivere tempi di crisi nelle quali il futuro fa paura, si diffonde il disincanto e aumenta la rassegnazione determinata dalla percezione di non potere fare nulla per cambiare, perché in realtà, in particolare in Italia, nulla mai cambia.
Alcune parole per il 2024
Considerando il 2023 un anno nefasto, avevo deciso di non cimentarmi negli usuali auguri di fine anno. Poi però hanno prevalso la gentilezza e la generosità, oltre alla voglia di continuare a fare il grillo parlante che è in me. La gentilezza è rivolta a tutti, ma in particolare a coloro che continuano a leggermi e forse a trovare interessanti gli spunti che offro in queste attività su Linkedin. Un grazie particolare va a chi interagisce fornendo un feedback. Un grazie anche a coloro che, pur sempre tentati, non si cancellano dalla mia newsletter, magari in attesa di qualcosa di meglio che forse non arriva mai.