Sull’equinozio e sull’arte dimenticata di attraversare le soglie

Oggi abbiamo perso il senso delle soglie che ci ricordano la nostra collocazione nel cosmo. Tecnicamente avanzatissimo e ritualmente analfabeta, l'uomo occidentale cambia continuamente posizione restando, nel profondo, fermo. Eppure l'esigenza non è scomparsa: è parte costitutiva del nostro essere-umani. L'equinozio è un'offerta che ci fa l'universo. Serve soltanto lasciarsi attraversare da tre domande: da cosa mi sto separando? Verso cosa mi sto muovendo? Sono disposto a stare nel mezzo il tempo necessario? L'equinozio di primavera come metafora per riflettere sul significato dei riti di passaggio, sulla perdita del senso delle soglie nella cultura occidentale e sull'esigenza, mai scomparsa, di sincronizzare il ritmo individuale con qualcosa di più grande

Purpose? Telos

Negli ultimi anni, nel mondo aziendale, così affascinante quanto perturbante, abbiamo assistito a un passaggio significativo, espresso dal linguaggio in termini di “mission” e di “purpose”: quando ogni dipendente si era abituato a parlare di mission, di vision, attraverso una allocuzione più o meno dichiarata, il purpose aziendale ha preso il sopravvento. Da dichiarazione d’intenti il termine ha preso possesso del valore di principio guida, che può orientare l’azione dell’azienda, definirne la sua cultura e influire sui risultati economici. Ha senso, però, escludere uno o più termini di questa triade linguistico-concettuale?