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Quando l’AI smette di essere generica e diventa tua.

L’Intelligenza Artificiale sta passando da modelli generici a ruoli specializzati.
Con Gemini e i Gems, Google propone un’AI che lavora nel contesto reale delle persone, non in una chat isolata.
Questo articolo esplora perché questa transizione conta più di qualsiasi confronto tra modelli.


Per anni abbiamo parlato di Intelligenza Artificiale come se fosse un’entità astratta: un grande cervello digitale, potente ma distante, capace di rispondere a tutto ma realmente esperto di poco.

Negli ultimi mesi, però, qualcosa è cambiato. E non riguarda solo la potenza dei modelli, ma il modo in cui l’AI entra nel nostro lavoro quotidiano.

Con l’evoluzione di Google Gemini, l’attenzione si sta spostando da una domanda ormai vecchia,  quanto è intelligente l’AI? ,  a una molto più concreta:
quanto riesce a diventare specifica, contestuale, personale?

La risposta di Google passa da una separazione chiara, quasi architetturale: da una parte i modelli, dall’altra i Gems.


I modelli come infrastruttura, non come protagonisti

Non esiste più “un” Gemini. Esiste una famiglia di motori pensati per scopi diversi, ciascuno con un equilibrio preciso tra potenza, costo e latenza.

Gemini Ultra è il motore per il ragionamento complesso, quello che entra in gioco quando il problema è articolato, ambiguo, multilivello.
Gemini Pro rappresenta il compromesso ideale per il lavoro quotidiano: abbastanza potente da gestire testi, analisi e ragionamento, abbastanza leggero da essere usato con continuità.
Gemini Flash è probabilmente il modello più interessante dal punto di vista sistemico: velocissimo, economico, pensato per scalare. È il segnale più chiaro che l’AI non deve solo “capire bene”, ma rispondere in tempo utile.
Gemini Nano, infine, porta l’intelligenza direttamente sul dispositivo: meno dipendenza dal cloud, più privacy, meno latenza. Un’AI che non chiede sempre il permesso a internet per esistere.

La cosa importante, però, è che questi modelli non sono più il centro della narrazione.
Sono motori. Invisibili quando funzionano bene.


I Gems: dall’AI generalista agli esperti personali

La vera svolta arriva con i Gems.
Non parliamo più di “versioni” del modello, ma di assistenti specializzati, costruiti su misura partendo da istruzioni, contesto e obiettivi.

Un Gem non è più “l’AI che risponde meglio”.
È l’AI che sa cosa deve fare.

Può essere un editor che conosce il tuo tono di voce e sa quando tagliare, quando espandere, quando fermarsi.
Può essere un analista che lavora direttamente sui tuoi fogli, incrocia dati, segnala anomalie, suggerisce domande prima ancora delle risposte.
Può essere un tutor di progetto che ragiona sui tuoi documenti, sulle mail, sulle decisioni già prese, aiutandoti a scomporre problemi complessi senza ripartire ogni volta da zero.

La cosa rilevante è che non serve programmare.
Serve saper spiegare. E spiegare bene è già una competenza chiave del lavoro contemporaneo.


Il contesto come vero moltiplicatore di valore

Il punto di forza dei Gems non è solo la personalizzazione, ma il contesto persistente.
Grazie all’integrazione con Google Workspace — Docs, Drive, Gmail — l’AI smette di essere un’isola.

Non devi più copiare, incollare, (ri)spiegare.
Il contesto vive dove lavori già.

Questo sposta radicalmente il paradigma: non interroghi più un’AI esterna, ma collabori con un sistema che condivide il tuo spazio informativo.
Ed è qui che l’AI smette di essere uno strumento occasionale e diventa parte del flusso.


Perché questo passaggio è così importante

Perché segna il passaggio da un’AI “brava a rispondere” a un’AI capace di assumersi compiti.
Non tutto. Non sempre. Ma qualcosa di preciso.

Il valore non è avere il modello più intelligente in assoluto.
Il valore è avere l’AI giusta, nel punto giusto, con il contesto giusto.

È una logica molto più vicina all’organizzazione del lavoro che alla tecnologia fine a sé stessa.
Ed è probabilmente la direzione più sostenibile per l’adozione reale dell’AI, soprattutto in ambienti professionali.


Una domanda che vale più di mille demo

Se potessi creare oggi un Gem davvero su misura per te,
quale compito noioso, ripetitivo o mentalmente drenante gli affideresti senza esitazione?

La risposta a questa domanda dice molto più del tuo rapporto con l’AI
di qualsiasi benchmark o confronto tra modelli.


L’AI sta diventando meno spettacolare e più utile.
Meno universale e più tua.
Ed è proprio qui che inizia la vera rivoluzione.


Pubblicato il 12 gennaio 2026

Gianluca Garofalo

Gianluca Garofalo / Automazione Strategica | Architetture SW | GenAI, Etica e Innovazione | @ENIA