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La codardia e il servilismo dell’Europa di questi tempi sono vergognosi. Il fastidio maggiore è determinato dal silenzio di leader europei e vertici delle istituzioni che non fanno alcuna dichiarazione sulle violazioni del diritto internazionale e si allineano, genuflessi e in silenzio, a sostegno di una nuova guerra illegale e irresponsabile. Il silenzio è tanto più rumoroso quanto più è evidente l’assenza di qualsiasi strategia dietro le scelte del presidente americano, probabilmente più interessato a mettere a tacere i media sul caso Epstein che a risolvere realmente i problemi del Medio Oriente.


Con l’eccezione del premier spagnolo Pedro Sánchez, i leader europei non sembrano in grado di elaborare alcuna critica agli Stati Uniti e a Israele. Il tutto in un contesto che permetterebbe di condannare il regime criminale di Iran ma al tempo stesso anche un intervento militare ingiustificato e pericoloso per il mondo e per l’umanità tutta, fuori da ogni forma di legalità internazionale. Il silenzio rende l’Europa ininfluente, inesistente, genuflessa. Genuflessa lo è in particolare la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, a seguire tutti gi altri.

Ciò che sta succedendo in questi giorni mi ha ricordato il libro del filosofo tedesco Peter Sloterdijk, Il continente senza qualità. Segnalibri nel romanzo d'Europa, pubblicato da Meltemi nel 2025.  Un libro nel quale l’autore parla di Europa come un romanzo incompiuto, forse mai scritto, eternamente in bozza, privo di una trama definitiva. Il titolo richiama esplicitamente Musil. Come l'Ulrich de L'uomo senza qualità, l'Europa è caratterizzata da possibilismo infinito e paralisi effettiva.

L'Europa sembra avere perso la capacità di narrarsi. Sembra non avere più un progetto, una direzione, una forma riconoscibile. È diventata un continente senza qualità, nel senso musiliano di essere pervasa da un relativismo onnivoro che dissolve ogni identità definita in una molteplicità di possibilità mai realizzate. Sloterdijk nel suo libro articola questa diagnosi attraverso quella che chiama segnalibri, momenti chiave, figure emblematiche, turning points del romanzo europeo, a partire dall'Illuminismo alla costruzione dell'Unione, dalle utopie socialiste alla tecnocrazia brussellese, dal progetto cosmopolita kantiano alla fortezza anti-migranti.

Per Sloterdijk l'Europa è come palazzo di cristallo, uno spazio interno climatizzato, protetto, assicurato. L'Europa ha costruito il più sofisticato sistema di welfare, sicurezza sociale, tutele giuridiche mai esistito. Ha creato un'architettura istituzionale che dovrebbe garantire pace, prosperità, diritti. Ma questo palazzo sembra essere diventata una prigione dorata. L'Europa si è rinchiusa in un sistema di comfort che la separa dalla realtà esterna (il Sud globale, le crisi ecologiche, le guerre) e la paralizza dall'interno. Il welfare non è più emancipazione ma infantilizzazione con cittadini ridotti a consumatori di diritti, incapaci di assumere responsabilità, di affrontare conflitti, di prendere posizione, di difendere la propria identità e particolarità nel mondo, di trasformarsi.

L’Europa ha perso da tempo la dimensione dell'animo umano legata all'orgoglio, al coraggio, allo spirito agonistico, alla capacità di indignarsi e lottare, ha sistematicamente represso e atrofizzato questa dimensione. Senza thymos, non c'è passione politica, non c'è capacità di difendere valori, non c'è energia trasformativa. Con il risultato che L’europa è diventata un continente che reagisce (burocraticamente, lentamente, difensivamente) ma non agisce. Non è più nemmeno capace di costruire ed elaborare un proprio progetto narrativo. Prevale la gestione tecnica e burocratica, manca il coraggio, difettano le leaderchip, manca ogni telos condiviso, manca ogni visione, è venuta meno ogni senso della possibilità, senza il quale ogni azione risulta annullata. Prevale un possibilismo nel quale si dibatte di tutto, si problematizza e relativizza ogni decisione, ma non si prende mai una posizione netta, non si fanno scelte e non si prendono decisioni. Con la conseguenza di fare proprie, in modo complice e servile, le scelte e le decisioni degli altri. Ne deriva una impotenza decisionale che è sotto gli occhi di tutti i cittadini europei che all’Europa ancora continuano a credere.

Essendo uno di questi cittadini europei, il silenzio di questi giorni sull’attacco all’Iran violando le leggi del diritto internazionale non ha fatto che aumentare un disagio e una lontananza crescenti da un’Europa senz’anima, senza identità, senza progetto, senza futuro. Disagio e lontananza che crescono anche per le tante crisi reali sulle quali l’Europa è afona da tempo. Crisi materiali quali le crescenti diseguaglianze, la precarizzazione del lavoro, l’erosione dello stato sociale, la cecità economico-politica, l’egoismo e la stupidità delle leadership europee che, agendo dentro un?europa progetto economico e politico non hanno mostrato alcuna capacità di muoversi nei rapporti di forza internazionali attuali.

La crisi è culturale, di identità, psicologica e collettiva, ma anche deliberativa, decisionale


Bibliografia essenziale

Opere di Peter Sloterdijk

  • Sloterdijk, P., Critica della ragion cinica (1983), Garzanti, Milano, 1992
  • Sloterdijk, P., Sfere I. Bolle (1998), Raffaello Cortina, Milano, 2009
  • Sloterdijk, P., Sfere II. Globi (1999), Raffaello Cortina, Milano, 2014
  • Sloterdijk, P., Sfere III. Schiume (2004), Raffaello Cortina, Milano, 2015
  • Sloterdijk, P., Devi cambiare la tua vita (2009), Raffaello Cortina, Milano, 2010
  • Sloterdijk, P., Il mondo dentro il capitale (2005), Meltemi, Roma, 2006
  • Sloterdijk, P., Se l'Europa si ridesta (2002), Meltemi, Roma, 2003

Pubblicato il 03 marzo 2026

Carlo Mazzucchelli

Carlo Mazzucchelli / ⛵⛵ Leggo, scrivo, viaggio, dialogo e mi ritengo fortunato nel poterlo fare – Co-fondatore di STULTIFERANAVIS

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