Prima di entrare nel vivo di queste riflessioni che sono del tutto ipotetiche ho bisogno di introdurre alcuni concetti che vorrei il lettore tenesse in debita considerazione.
Sarò sintetico ma è necessario.
Il primo è il significato di disrupt event (evento di interruzione o dirompente) che indica un fatto improvviso che blocca i servizi normali di un sistema, un'azienda o un mercato. E’ molto dibattuto e frequente in particolare nelle logiche di alcune filosofie contemporanee apprezzate nella Silicon Valley.
Successivamente desidero che il lettore tenga in considerazione in questa dissertazione, la teoria del cigno nero che è fondamentalmente una teoria scientifica anche se particolarmente versatile. Descrive un evento non previsto, che ha effetti rilevanti e che, a posteriori, viene inappropriatamente razionalizzato e per questa ragione giudicato come prevedibile con il senno di poi.
Prima di citare altri due concetti vorrei che ci fermassimo un attimo e aggiungessimo al contesto il “Il paradosso dei corvi”: l'assunto cioè che "i corvi siano tutti neri" il che è logicamente equivalente all'assunto che "tutte le cose che non sono nere, non sono corvi". E’ utile che comprendiate, ai fini del presente articolo, che questo genere di paradosso non ha alcun significato per le attuali Ai. Il loro addestramento non gli permette di ragionare con una logica consequenziale che giunga ad una conclusione, più prossima alla verità dimostrabile, tramite un paradosso. Non lo faranno nemmeno le Agi.
Ora torniamo ai concetti utili per comprendere meglio quello che affronteremo in questo articolo e introduciamo la teoria della confermabilità (o della conferma) che tanto nella filosofia quanto nella scienza nasce per superare i limiti del rigido verificazionismo. Poiché non è possibile verificare in modo assoluto una legge universale con un numero infinito di prove, si passa dall'idea di "verifica" a quella di una conferma o probabilità graduale basata sull'esperienza.
Infine ho bisogno di citare anche la decostruzione dell'Io secondo un’equazione: high tech, low life. La filosofia dell'annichilimento nella narrativa cyberpunk rappresenta la cancellazione dell'Io biologico e dell'anima umana. Inghiottiti da mega corporazioni e dalla mercificazione totale. L’umanità annega tra flussi di dati digitali. L'individuo non muore solo fisicamente, ma svanisce come soggetto autonomo. La sua essenza, la sua coscienza viene ridotta a semplice codice, merce o scarto. In un mondo guidato dal profitto cinico e dal consumo sfrenato.
Prendetevi qualche istante per assimilare questi concetti.
Aggiungo solo tre affermazioni, sotto il minimo comune denominatore della domanda, che ognuno di voi è libero di valutare come crede:
- Il valore del falso distopico: l'empatia è l'unico tratto incolmabile che distingue l'uomo dalla macchina?
- Le teorie sensazionaliste ispirate anche a pensatori come J. Abermas sull'agire comunicativo e l'analisi della trasformazione della sfera pubblica sono davvero in grado di smascherare le derive tecnocratiche e mercanteggianti dei giganti del digitale o sono lo specchio di Dorian Grey di un policy maker a immagine e somiglianza della distrazione corruttiva dell’indifferenza di massa?
- L’Agi, allineata e dotata di calcolo quantistico può davvero può simulare il consenso, ma senza potersi sostituire a verità, responsabilità etica e reciprocità umana?
Non serve rispondere positivamente o negativamente.
E’ sufficiente che leggiate i quattro concetti che ho citato prima, la riflessione sul paradosso e che vi poniate queste domande. A voi stessi. Come se fosse un dialogo interiore.
Adesso proseguiamo. Entriamo nel “vivo” di questo articolo che sarà, come ho scritto ipotetico (tutto ciò che scrivo lo è) e magari per alcuni fantascientifico.
Torniamo al termine scoperta. Ripartiamo da lì.
Il termine scoperta “rivoluzionaria” associata alle ricerche più avveniristiche portate avanti tramite Ai potrebbe non essere utile. Presuppone che tali scoperte siano a uso e consumo di chiunque. Da per scontato il fatto che il parto dell’Ai, al servizio dell’umanità, sia il bene comune dell’umanità.
Verosimilmente, come ho già più volte sostenuto, le scoperte di oggi e ancor più quelle di domani, non impattano come nel passato. Sono più stratificate. E filtrate a seconda degli ambiti in cui vengono alla luce. Non fuoriescono veramente e subito dai circoli ristretti nei quali si realizzano. E dove anzitutto si verificano le prime essenziali prove per massimizzare il loro effetto rivoluzionario in un microcosmo di pochi eletti.
Immaginatevi una sorta di “Deus Club” (citazione della serie Mr. Robot) dove ipoteticamente un limitato numero di persone dotate di ottime e ingenti risorse riceve il classico “bip” su una app riservata, non in commercio e a uso e consumo solo di quella rete privata. Nel messaggio associato c’è la conferma che qualcosa di straordinario è accaduto. Pertanto i partecipanti alla comunione d’intenti o, da un punto di vista pratico, i finanziatori, vengono convocati, a prendere atto della scoperta. Metaforicamente sono i primi a mettere piede nella tomba misteriosa in fondo allo scavo archeologico.
Spostate quindi la scena. Che adesso si svolge più in un altro luogo. Siamo nel caveau di una super web farm, costruita sottoterra. Dove ci sono tantissimi server incolonnati. Spartani. Monolitici. Dai colori in parte sgargianti come skateboard appoggiati alle pareti. C’è freddo. La temperatura è bassa. Poca luce diffusa. Un rumore costante. Una nenia sotto forma di ronzio. Energia elettrica. Il sangue pulsante dei calcolatori. Siamo nel cuore di un super acceleratore quantistico per la potenza di calcolo dove un Agi, un’intelligenza potenziata (è più probabile che Agi non identifichi subito la superintelligenza ma un modello particolarmente allineato e auto imparante), ha fatto una scoperta fondamentale in un progetto chiamato “highlander”. Un progetto di epigenetica che ha portato avanti le tesi degli ultimi 20 anni sulla lunga vita e sul ringiovanimento cellulare. La scoperta certifica che è possibile. E’ lì. Davanti ai loro occhi. L’annullamento della differenza di età. Il superamento del confine che ha reso mortale l’essere umano. Il limite per eccellenza. Quello che azzera le stagioni della vita. Che riporta indietro le lancette dell’orologio. Non stiamo parlando di una vecchiaia 3.0 con persone che arrivano a 150 anni. Parliamo di ringiovanimento. Molti immaginano questo risultato come una pillola o un siero ma è più possibile che si tratti di organi trapiantati e di un trattamento che ne impedisce quello che usualmente viene definito invecchiamento ma che si basa sull’aggiungervi qualcosa di nuovo. Non molto chimico. Più tecno-organico.
Una scoperta come questa non diventerebbe mai a uso e consumo di tutti.
Siamo ovviamente in un paragone estremo.
Un caso limite? A volte la realtà supera la fantasia.
Ma cosa pensate che si aspettino le tecnocrazie multimiliardarie dal creare progetti per il super potenziamento delle Ai? Solo quello che hanno già in abbondanza? Cioè il denaro? Voi cosa fareste? Siete umani, quindi avete già la vostra risposta. C’è una tecnologia di frontiera. Deve solo essere sviluppata e potrebbe donarvi tutto ciò che volete con il solo limite della vostra immaginazione.
Pensiamo a scoperte diverse. Nell’aerodinamica, nelle scienze cognitive, nella chimica, nella fisica quantistica. Alcune porteranno a brevetti e prodotti ottimizzati per il pubblico. Quindi per il mercato. Creeranno predominio industriale, finanziario, nei consumi. Altereranno di più e meglio il livello della ricchezza. Facilitando la concentrazione. Forse creeranno tensioni importanti nello stile di vita. Ma prima di arrivare in uso saranno filtrate. E non dal potere pubblico. Ma dagli interessi privati.
Per moltissimi anni, per esempio, le scoperte eccezionali le scoperte eccezionali nell'immaginario collettivo erano quelle che avrebbe curato il cancro, impedito il buco dell'ozono, scoperto come prevedere i terremoti. E continueranno ad esserlo. Se si verificassero lo sarebbero. E’ possibile. Persino probabile. Già adesso i modelli attuali stanno facendo progressi notevoli in queste ricerche. Con progressioni di settimana in settimana. Questo genere di scoperta arriverebbe alla collettività.
L'Ai facilita anche questo tipo di scoperte ma nel contempo ne crea altre. In un certo senso “segrete”. Nella migliore delle ipotesi stratificate nelle élite che le condividono in circuiti altamente specializzati come ad esempio le comunità scientifiche.
Ha un’importanza molto rilevante questo.
Potete immaginarvi una scoperta fenomenale in un settore di cui nessuno parla? E' il caso ad esempio della fisica quantistica.
In un certo senso potremmo affermare che l'Ai, sempre più avanzata, produce scoperte sempre più incredibili. Ma la riservatezza le esclude dalla portata di una percentuale a volte impressionante di persone, come può essere il 99%. Il primo filtraggio è ad appannaggio dei finanziatori. Il secondo della comunità scientifica.
Riuscite a immaginare cosa può accadere se una scoperta “rivoluzionaria” resta confinata nelle mani di pochissimi? E' come l'alba dei supereroi. O la nascita di poteri telepatici. Una differenza tale che non consente l’equilibrio della coesistenza. E’ l’equivalente di un salto evolutivo.
A questo punto il lettore potrebbe giustamente pensare a qualcosa del tipo: “magari è anche possibile ma prima che una cosa del genere accada..”; ebbene è già accaduto!
Alcuni giorni or sono un team di ricercatori ha annunciato di avere scoperto una glueball (traducibile come "palla di colla"): è una particella subatomica fino ad oggi ipotetica (cioè ipotizzata ma mai dimostrata) come lo era il bosone di Higgs, composta unicamente da gluoni, priva di quark. È un esempio straordinario di "materia fatta di forza” in grado di riscrivere la cronodinamica quantistica. Ammetterà e valuterà maggiormente il concetto di simmetria quantistica che propone una diversa interpretazione della retrocausalità.
E se una gran parte di coloro che stanno leggendo non sa di cosa si tratta è perché appartiene a quel 99% che non sa cosa succede. La comunità scientifica apprende della scoperta shock perché condivisa. Prassi importante per la validazione. Ma un ristretto gruppo di persone potrebbe già essere in grado di usare questa scoperta.
L'entanglement è un fenomeno di cui si parla tantissimo. Il legame speciale tra due particelle. Se modifichi o misuri una particella, l'altra cambia in un’attimo. Un mistero che sta riscrivendo l’architettura dell’infinitesimamente piccolo ma che potrebbe spiegare l’immensamente grande. Come l’Universo. E se fosse una reazione ad attivazione? Pensate a Pac Man. Quando scompare da una parte e ricompare dall’altra. Un effetto Pac-Man nell'entanglement. Attivo una particella e l’altra cambia.
Pensateci bene. La glueball. L’entanglement.
Sappiamo che la materia esotica e l'entropia si incontrano nei confini più avanzati della fisica teorica, quando si studiano stati di materia con densità di energia negativa o particelle anomale. L'entropia misura la dispersione dell'energia e il disordine microscopico, mentre la materia esotica viola le normali condizioni di energia della fisica classica, aprendo scenari termodinamici estremi.
E se l’attivazione tramite entanglement non fosse una distanza spaziale? Se fosse temporale?
Stiamo parlando della possibilità di attivare una particella avanti nel tempo per modificarne una indietro. Il tempo non cambia, si sposta. La realtà si “aggiusta”. Senza nessuna possibilità di percepire la differenza. Avete presente il concetto di deja-vu? Elevato all’ennesima potenza. Fino al punto da concepire che la realtà si possa aggiustare strada facendo e che i ricordi del passato non sono la certezza che noi pensiamo che siano. Secondo la nota teoria di E. Lorenz “l’effetto farfalla”, nessun evento è isolato e una piccolissima variazione nelle condizioni iniziali di un sistema complesso può generare grandi cambiamenti a lungo termine. Se quella variazione fosse microscopica? Se fosse tramite delle particelle?
Questo potenzialmente spiegherebbe il perché la narrazione dell’esistenza umana, pur di fronte a delle criticità esistenziali, continua comunque a sopravvivere a se stessa.
Innumerevoli volte l’umano ha dimostrato di muoversi come un elefante in una casa di cristallo. Si pensi al nucleare e l'assurda serie di test atomici che sono stati compiuti in terra e per mare nel secolo passato. L’umano giocava con un’energia sconosciuta: provandola. Testandola. Una vera follia dal punto di vista scientifico. Abbiamo persino avuto incidenti nucleari potenzialmente estintivi come Chernobyl o Fukushima e da ultimo nei conflitti vengono bersagliate aree dove sono presenti centrali nucleari. Per non parlare delle volte in cui siamo stati sul punto di usare l’arsenale per scopi bellici. Malgrado tutto ciò non c’è stato alcun evento estintivo. E’ un caso? O è un aggiustamento “venuto dal futuro”?
Prima dell’Ai queste teorie erano fantascienza. Ma prima dell’Ai eravamo in uno stadio simile a quello del noto esperimento “del gorilla invisibile” che studia l'attenzione selettiva e la cecidità inattentiva, cioè l'incapacità del cervello di notare eventi inaspettati quando si è concentrati su un altro compito. L’Ai ci porta a un livello diverso. I gruppi selettivi, come il fantomatico “Deus Group” del mio esempio, l'hanno già capito perché essendo finanziatori, con una disponibilità di denaro multimiliardaria hanno accesso privilegiato alle ricerche. Sanno che l’inverosimile è possibile. Hanno razionalizzato che l’Ai è potere. Potere di conoscenza. Potere di sapere. Potere di avere accesso a una comprensione dello stato delle cose che va incredibilmente oltre ciò che fino a poco tempo fa sarebbero state definite delle fantasie creative, utili per film di Hollywood o per dei romanzi con protagonista il Prof. Robert Langdon di Dan Brown.
Invece ora sanno che è così.
Non si torna indietro. Di fronte a una cosa di queste proporzioni non si fa marcia indietro. Non si spegne tutto.
Tornando alle ipotesi attualissime sulla fisica quantistica e sulla possibilità che il futuro influenzi il passato, se in questo passato c’è l’Ai e ci sarà un Agi è più che mai legittimo aspettarsi che nel futuro ci sarà ancora. E sarà molto più sviluppata. Quindi non è sbagliato, scientificamente, ipotizzare che una super Ai senziente sia già presente nella via Lattea. E che lo sviluppo del creato sia potenzialmente non dissimile da un videogame ipertecnologico autogestito da un Ai.
Le dimensioni per ospitare questa moltitudine di concetti necessitano di menti molto aperte. Disponibili ad accogliere un concetto di cultura generale che la nostra società non sta patrocinando essendo in atto un decadimento del ruolo umano, una vera e propria inversione del Q.I. secondo l’effetto Flynn inverso. E anche questo è difficile pensare che sia casuale.
Tutto depone per una narrazione che porta i destini di una moltitudine, pur se divisa da differenze geografiche, religiose, etniche, ecc. in una direzione. Anche le tematiche ambientali, geopolitiche, scientifiche, antropologiche, umanitarie, sociali che attraversano da sempre tutte le società contemporanee sembrano convergere verso il medesimo svolgimento della narrazione.
Una serie davvero notevole di fattori si stanno allineando con l’avvento e lo sviluppo dell’Ai.
Se questa regia rivelasse che quelli che stiamo vivendo sono in realtà giorni di un futuro passato?