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Tre mie poesie del 2026

Imprevisti

E un giorno un astronauta perfetto,

eccellente preparazione, 

nella navicella spaziale 

fu colto da uno strano, sconosciuto

sentimento.

Non capiva cosa diavolo fosse

ma si era annidato nel suo costato,

faceva venire le lacrime agli occhi.

Egli si guardò intorno e vide il cielo nero silente dello spazio

ed improvvisamente vide quel vialetto

colmo di rose

quegli alberi verdeggianti

dietro a cui i bambini giocavano a nascondino,

quella ragazza sconosciuta appena intravista su un pullman un chiaro mattino: aveva una camicia verde azzurra scolorita.

E siccome egli aveva una certa impostazione scientifica cercò un nome per quell’emozione che si allargava sempre più nel costato, come se l'anima gli avesse parlato

ma non poteva farci nulla:

l’intelligenza artificiale non aveva risposte. 

Vide un campo di fragole,

ne poteva sentire il profumo,

udì una voce dimenticata 

Forse un poeta l’avrebbe chiamata “nostalgia della Terra”.

Vita

Un ragazzo, avrà sedici anni,

sta nel vento a guardare i treni passare

sulle rotaie colme di sassi -

Non ha un centesimo per comprare il biglietto. 

Vede la gente chiacchierare mentre attendono sui binari alla luce flebile dei lampioni in un tardo pomeriggio di aprile. 

Una ragazza scrive un diario una notte d'inverno, assai fredda - 

si ferma un attimo a pensare, 

poi riprende a scrivere una storia vera, con la sua calligrafia semplice da scolara, 

la storia di un disinganno:

di un amore che aveva due livelli disuguali: il suo cuore innamorato e quello dell'altro, disinteressato. 

Un bambino ha la tosse, 

gioca con delle macchinette, 

costruisce una pista

con carta stagnola. 

Sorride assorto 

mentre qualcuno prepara la cena. 

Che al bimbo passi la tosse, 

che il ragazzo prenda il treno, 

che la ragazza trovi conforto

nella pagina scritta. 

Queste sono le cose importanti della vita. 

Pare strano ma… 

Pare strano ma ogni presente

diventa ricordo,

si dissolve nella mente,

si incammina nei labirinti incerti 

della memoria,

resta nell'anima,

si cela nell'inconscio,

si tramuta, a volte, in nostalgia.

Ci sono strade che abbiamo percorso

di corsa nei giorni quando l'inarrestabile forza della vita ci trascinava avanti

e ci sono giorni che avremmo volentieri non vissuto,

Ma anche momenti delicati,

tenui tessuti accuratamente filati

e note di violino suonate con un archetto profumato di pece (quasi un incenso)

nei pomeriggi d'estate.


StultiferaBiblio

Pubblicato il 10 marzo 2026

Lavinia Capogna

Lavinia Capogna / Scrittrice, poeta e regista disabile

https://laviniacapogna.blogspot.com/