Cybernetics appare per la prima volta nel 1948, sulla copertina di un libro. E' il titolo scelto da Norbert Wiener per l'opera con la quale pone le basi di un nuovo approccio interdisciplinare. Matematica, biologia, ingegneria, scienze sociali vengono usate per affrontare -come recita il sottotitolo- il tema del "controllo e della comunicazione nell'animale e nella macchina".
La cibernetica si propone come 'scienza esatta della mente'. Quali sono i meccanismi che sottostanno ai processi del pensiero? Come tradurli in un linguaggio matematico esplicito? Come riprodurre 'artificialmente' il funzionamento dell'intelligenza umana?
Da questo approccio discende la realizzazione pratica dei primi elaboratori elettronici. E discendono anche alcuni dei più innovativi filoni di ricerca affermatisi negli ultimi cinquant’anni: neuroscienze, scienza della cognizione, 'ecologia della mente'.
Cybernetics trae origine dal greco kybernetiké. Che descrive una téchnē, un'arte o mestiere: l''arte di pilotare' (da kybernan, verbo di etimologia incerta che sta per 'governare la nave').
La cibernetica rimanda quindi alla figura del 'timoniere' o skipper: essi mantengono la rotta tramite correzioni successive. La cibernetica ci appare così anche come metafora di una modalità particolarmente attuale di condurre un'impresa. Mutevole e turbolento è il contesto nel quale si muove il manager, così come turbolente e mutevoli sono le condizioni metereologiche con le quali si confronta il navigatore. Per entrambi la téchnē, l'abilità necessaria, è proprio 'l'arte del pilotare'.
La metafora della navigazione, o forse più precisamente del surfing (il 'volare' con leggerezza sulla cresta dell'onda) sta alla base di un più recente uso della stessa radice greca. Il Cyberspace esce nel 1984 dalla penna di William Gibson, autore di fantascienza. Il ciberspazio è l'universo parallelo creato e alimentato dalle reti globali di comunicazione via computer. Ogni computer connesso può entrarvi, da ogni luogo, senza limiti, da un grattacielo di New York o da uno scantinato di Calcutta o da una barca ai Caraibi o dalla stanza nella quale sto scrivendo.
Cibernetica e ciberspazio sono dunque risposte alle domande poste da un mondo nel quale non esistono rotte certe e tranquille. L'arte sta in fondo nel mutare rapidamente rotta, e nel 'navigare a vista'.