Ricordo quando alle elementari imparavo a scrivere le lettere dell'alfabeto, con una lunga penna con il pennino che a premere troppo si rompeva; si intingeva il pennino nell'inchiostro blu del calamaio; si doveva scrivere stando ben dentro le righe del quaderno.
Ricordo la prima stilografica a stantuffo, altre stilografiche a cartucce, la prima penna a sfera di un certo valore.
Ricordo quando adolescente dopo ripetute prove ho deciso di aver finalmente trovato la grafia personale che mi contraddistingueva.
Ricordo quando, dopo un lungo addestramento, sono stato finalmente capace di scrivere con dieci dita sulla tastiera della macchina da scrivere.
Ricordo quando ho ricevuto in regalo la mia prima macchina da scrivere.
Ricordo quando scrivevo la tesi di laurea: per scelta scrivevo a mano, con una penna a china.
Ricordo quando in quel villaggio sperduto insegnavo a scrivere ad adulti capacissimi di 'pensare la scrittura', abituate però a tenere in mano non una penna, ma un machete.
Ricordo quando al buio, alla sola luce di un rudimentale lumino a cherosene, scrivevo la sera su un quaderno, rigorosamente in spagnolo, il diario di una giornata di osservazione partecipante.
Ricordo quando nella sala sottufficiali del cargo che mi riportava in Europa scrivevo il mio ultimo rapporto di ricerca, stavolta in italiano, di nuovo su una tastiera QZERTY.
Ricordo: era verso il 1980, quando tentavo di programmare in Basic su un clone di Apple II.
Ricordo l'acquisto, in quegli anni, di una macchina da scrivere elettronica Olivetti ET, i caratteri sulla margherita.
Ricordo l'enorme meraviglia, pochi anni dopo, nel provare ad usare Word Perfect, sul PC IBM dell'ufficio: capivo al volto come per via di quello strumento il mio modo di intendere la scrittura sarebbe cambiato per sempre.
Ricordo verso la fine degli Anni Ottanta il tempo passato la sera, di notte, a scrivere sul mio Compaq SLT, portatile, schermo piatto retroilluminato, disco fisso, batteria; scrivevo con l'XyWrite III Plus, word processor che ho sempre rimpianto, finestre multiple, file in puro ASCII, con tag che anticipano l'HTML, tutto in duecentocinquanta kappa. Senza questi strumenti non avrei potuto scrivere il Viaggio letterario in America Latina. Quando poi passai ad usare Word il programma mi apparve -e mi appare ancora- lento, ingombrante, ostile.
Ricordo il passaggio: dallo scrivere e spedire lettere, all'usare la posta elettronica.
Ricordo quando la scrittura digitale era ormai l'abitudine; allora piegavo un foglio A4 in ottavo, copiavo a mano su ogni pagina una poesia, regalavo ai colleghi queste piccole raccolte di versi aziendali.
Ricordo agli inizi degli anni 2000, avevo un palmare iPAQ, sistema operativo Windows CE, si scriveva in Word tramite uno stilo; scrivevo viaggiando in treno.
Ricordo la prima volta in cui ho scritto direttamente dentro la bacheca di Wordpress.
Ricordo una notte, era il 2008. A una certa ora della notte mi svegliai di improvviso, e mi misi a dettare al cellulare. Tenni a me stesso una sorta di lezione sulla cultura digitale. La mattina detti il pasto il file al software Dragon, sul mio PC. Ne venne fuori un testo di cui non ho cambiato una virgola. La trascrizione era perfetta, solo una parola sbagliò la macchina: avevo detto Gatekepeer e non ricordo che altra parola avevo pronunciato subito dopo. Sul testo trascritto risultava scritto: dieci chili di perle.
Ricordo quando ho adoperato per la prima volta la macchina per scrivere detta 'intelligenza artificiale'. La macchina tentava di impormi un modo di scrivere lontano dal mio stile, e allo stesso tempo mi proponeva una versione edulcorata e normalizzata del mio pensiero. Non mi sono arreso. La macchina con fare mellifluo mi blandiva, ma sono andato per la mia strada.
Ricordo quando, pochi anni fa, mi sono detto: devo imparare di nuovo a scrivere a penna. E' necessario. Devo farlo.
Voi cosa ricordate?
Voi che mi leggete, cosa ricordate delle vostre esperienze di scrittura?
Le esperienze di scrittura si tengono l'un l'altra. Sono tutte nuove. Non lasciate che un qualche esperto dica al posto vostro 'cosa state provando' mentre scrivete. Ieri, oggi, domani.
Oggi, la competenza nell'usare la macchina detta 'intelligenza artificiale' non dipende dalle istruzioni di un qualche esperto. La competenza nasce dal mantener vivi i ricordi di scrittura.