Go down

Significati primitivi: linguistica cognitiva nella quotidianità


Sulla base di corrispondenze lessicali, da studi che mettono in gioco evidenze archeologiche di ritrovamenti, ad esempio di tumuli, e da indizi su processi migratori antichi, il significato originario di alcuni (se non di molti, a dire il vero) elementi del nostro lessico potrebbe lasciare interdetti.

Prendiamo come campione la parola "padre".

Deriverebbe da una forma protoindoeuropea, quale *pəter; l'asterisco indica che si tratta di una ricostruzione, quindi di una parola non attestata, in quanto in epoca preistorica si era ancora ben lontani dell'invenzione della scrittura.

Ebbene, *pəter si riferiva al "capo del clan"; solo successivamente, lo slittamento semantico avrebbe fatto sì che questo sostantivo primitivo, nelle lingue indoeuropee discendenti, acquisisse il significato traslato, di "padre" inteso come individuo legato da vincoli di parentela ai membri di un più ristretto gruppo di individui: la famiglia.

Discorso simile per "fratello", in latino frater e in greco φράτηρ [phrater], presumibilmente da una forma protoindoeuropea *bhrātar, forse identica al sanscrito bhrātar, già in avestico brātar e in slavo antico bratŭ: termine che indicava il membro di una fratria, "i cui componenti pensavano di derivare da un comune capostipite e si sentivano perciò legati da vincoli fraterni, che conferivano ai singoli individui la garanzia di un reciproco appoggio e imponevano il dovere della vendetta del sangue" (cfr. Treccani).

Molti di questi ancestrali gruppi umani erano uniti in effetti da vincoli di parentela e da attività economiche connesse con la pastorizia e l'agricoltura: si considerino le varie migrazioni di questi popoli che parlavano lingue affini (i dialetti protoindoeuropei) e che erano in mutuo contatto.

Per un approfondimento, propongo "La lingua dei Greci. Corso propedeutico", a cura di Antonio Aloni, edito da Carocci, capitolo 1, pagina 29.

La domanda che mi pongo è la seguente: quanto conosciamo davvero dei significati del lessico della lingua che parliamo ogni giorno?

Il lessico di una lingua è uno spazio costituito da migliaia di elementi, le parole, la cui semantica muta nel corso dei secoli per via delle perturbazioni esercitate da disparati fattori, pure sociali, esterni alla lingua, così come di fenomeni interni, fisiologici e caratteristici del cambiamento linguistico, intrinseco al sistema; i significati più primitivi si sono dissipati, anche se a volte, in trasparenza, si manifestano nell'uso culturalmente condiviso, senza che il parlante ne abbia coscienza: un esempio, è chiamare appunto "padre" (o "santo padre") un religioso, che è in un certo senso un uomo che guida un gruppo (un clan) di fedeli; similmente, e per esteso, il sostantivo patria, che attinge da questa semantica assai remota.

Pubblicato il 10 febbraio 2026

Marco Mazzanti

Marco Mazzanti / Linguista specializzato in processi cognitivi Strutture morfosintattiche e pattern ambientali Etologia e Intelligenza Artificiale