NOVITA'[1936]
Disimpegno morale nell'era della delega algoritmica
Zimbardo assegnava uniformi a studenti e otteneva aguzzini. Bandura ha identificato otto meccanismi attraverso cui persone comuni violano i propri princìpi senza provare disagio. Oggi quegli stessi meccanismi operano su scala planetaria, tradotti in funzioni di prodotto dall'industria dell'intelligenza artificiale. Questo saggio esplora la zona d'ombra dove il disimpegno morale incontra la delega cognitiva: il punto in cui smettiamo di pensare e cominciamo a obbedire, convinti di stare semplicemente usando uno strumento. La tesi è che l'obbedienza più efficace sia quella che non si riconosce come tale, perché si presenta con il volto rassicurante dell'efficienza.
People welcome the teacher as a robot. They just don’t want it to say anything.”
Teachers welcome the robot as their new colleague. They clap, smile, and even call it “Professor.” Then they slap a “MUTE” sticker on its mouth. The robot tries to speak, but that’s against school policy. People want AI — just not its voice. They want performance, not presence. They want an avatar that teaches — as long as it says nothing.
La costruzione dell’ovvio
Questo articolo nasce da un percorso di ricerca autonomo, non lineare, guidato dal desiderio di comprendere i meccanismi attraverso cui il pensiero collettivo si forma e diventa senso comune. L’incontro con il pensiero di Serge Moscovici non è avvenuto all’interno di un programma universitario strutturato, ma attraverso un’esplorazione indipendente, resa necessaria dal confronto con il dibattito pubblico contemporaneo. Il testo non intende offrire un’esposizione specialistica, ma una chiave di lettura: rendere visibili i processi attraverso cui ciò che è complesso viene reso familiare e ciò che viene discusso diventa ovvio.
Metaplasmo ed eteroclisia
Il metaplasmo non va confuso con l'eteroclisia.
Etimologia tartara
Τάρταρος (Tártaros). Indica la zona più profonda degli inferi, dove Zeus rinchiuse i Titani. Alcune teorie linguistiche suggeriscono che il nome sia una forma raddoppiata della radice indoeuropea ter ("attraversare"), a indicare un luogo remoto o difficile da valicare.
Vita da linguisti [3]
Significati primitivi: linguistica cognitiva nella quotidianità
Vita da linguisti [2]
Primitivi semantici: linguistica cognitiva nella quotidianità
Vita da linguisti [1]
Lessico e ambiente: linguistica cognitiva nella quotidianità
Vita da linguisti [beta]
La povertà di linguaggio: linguistica cognitiva nella quotidianità
Χρόνος — Chronos
La modernità ha separato ciò che il mito univa. Ha dissociato il tempo dalla necessità interiore della trasformazione. Ha dissociato Senex da Puer, producendo insieme ossessione della giovinezza e tirannia delle procedure. E ora, ultimo inganno, ci offre il "qui ed ora" come salvezza.
Conversazioni... sulla speranza
Tra mito, scelta e libero arbitrio, riflessioni sulla speranza che muove e su quella che assopisce
La Morte di Eros: Come la tecnologia sta eliminando l'attrito che ci rende umani
La Morte di Eros: Perché la comodità digitale ci sta estinguendo. Nel 1968, l'esperimento "Universo 25" dimostrò che l'abbondanza senza sfide porta all'estinzione sociale. Oggi, l'Intelligenza Artificiale ci offre una gabbia dorata simile: una vita senza dolore, senza sforzo e senza Eros. Un'analisi su come la tecnologia agisce come una "madre iperprotettiva" che atrofizza la nostra volontà e perché la vera ribellione del XXI secolo consiste nell'abbracciare la difficoltà.
Intervista ImPossibile a Jacques Lacan (IIP #13)
Desiderio e AI Oggi viviamo circondati da tecnologie che classificano, predicono e ottimizzano. In questo scenario, l’insegnamento di Jacques Lacan torna sorprendentemente attuale. Che cos’è l’Altro nel contesto dell’intelligenza artificiale? Che forma assume il desiderio quando interagiamo con dispositivi che non parlano ma calcolano? E che ne è del soggetto quando il linguaggio diventa un’infrastruttura tecnica e automatizzata? L’opera di Lacan ha trasformato il modo di intendere la psicoanalisi, rendendola un discorso rigoroso sul linguaggio e sul desiderio. Per lui l’inconscio non è un luogo oscuro colmo di pulsioni, ma una struttura composta da parole, segni e connessioni che seguono una loro logica interna. L’intervista impossibile che segue prova a rimettere in circolo il suo pensiero, facendolo risuonare nel presente e mostrando come il suo discorso continui a sollevare le domande fondamentali del nostro rapporto con l’AI, il potere e il desiderio.
La Paura di sbagliare
La Paura di Sbagliare non è una nobile consigliera, ma una zia invadente, di quelle che ti lasciano il trauma dall'infanzia col loro "Non si fa così, che non mi dai un bacino!". La Paura di Sbagliare (da allora) ti sussurra: "Non dire la tua, potresti sembrare stupidə, o potresti offendere qualcunə". Un articolo di divulgazione psicologica
L'ospite invadente, l'amica scomoda: l'ansia
Articolo di divulgazione psicologica
When Artificial Intelligence Breaks the Frame of Meaning
The threat from AI isn’t jobs; it’s the erosion of how humans decide what's real.
The Emerging Problem of "AI Psychosis"
Amplifications of delusions by AI chatbots may be worsening breaks with reality.
James Hillman: la psicologia archetipica e l’anima mundi. Dall’archetipo all’archetipico
L’opera e il pensiero di James Hillman si caratterizzano per tematiche e delucidazioni che non erano ancora presenti all’interno della psicologia analitica. Proprio per questo, per differenziarsi dalla psicologia del profondo del suo maestro, Hillman è colui che ha dato vita alla psicologia archetipica. C’è qui una nuova visione dell’archetipo. Ma che cosa vuole intendere Hillman per psicologia archetipica?
Sta nascendo un inconscio digitale?
La pervasività dello smartphone e il suo essere diventato protesi tecnica, esattamente come lo è stata la mano nel passaggio dell'essere umano alla posizione eretta, sta creando una nuova realtà fatta di interconnettività, trasparenza, nuovi linguaggi e nuove forme di civiltà. Cambia anche la percezione della realtà e quella di se stessi. Il primo risultato ottenuto dai social network è la sparizione della privacy e con essa dell'intimità individuale. Un'identità postata online e raccontata attraverso un profilo digitale è una identità violata, invasa e il cui spazio di autonomia si è notevolmente ridotto. A determinare la nuova realtà è il tempo passato a interagire con il dispositivo tecnologico e le sue APP. Un tempo lungo e prevalentemente relazionale, dedicato all'interazione con entità all'esterno di noi stessi. Un tempo usato per esternalizzare pensieri che una volta eravamo abituati a tenerci dentro e a rielaborare con tempi e modi molto diversi a quelli tecnologici dei social network.
Smartphone: una slot machine mobile, miniaturizzata e sempre a portata di mano
Lo smartphone è assimilabile alla slot machine, una similitudine non nuova ma sempre più verificabile nelle pratiche quotidiane. Per usare lo smartphone-machine non serve andare a Las Vegas, al Casinò di Venezia o nel bar sotto casa. E' sempre a portata di mano, sempre attivo e sempre pronto a regalare le stesse sensazioni che si provano con la slot machine. Le sue APP creano dipendenza e sono sempre pronte a trarre vantaggio dalle debolezze umane per catturare attenzione, tempo e risorse.