NOVITA'[2119]
Perché scriviamo? Per abitare, per lasciare?
Due concezioni radicalmente diverse della scrittura: la scrittura come dimora — il luogo altro che l'autore costruisce per abitarci, come in Proust — e la scrittura come abbandono, come gesto di trasformazione e affidamento, come in Foucault. Attraverso la lettura dell'intervista con Duccio Trombadori, emerge una concezione dell'opera filosofica in cui scrivere non significa depositare un pensiero già formato, ma attraversarlo fino a consumarlo — lasciandolo al mondo perché il mondo lo custodisca, liberi chi ha scritto di procedere altrove.
Intervista ImPossibile a Michel Foucault (IIP #06)
AI e il potere del sapere Michel Foucault (1926–1984), filosofo e storico delle idee, ha esplorato come la conoscenza e il potere si intreccino nei dispositivi che organizzano la vita sociale: il manicomio (Storia della follia), la clinica (Nascita della clinica), la prigione (Sorvegliare e punire), la sessualità (La volontà di sapere), l’economia e la sicurezza (Nascita della biopolitica). Nei suoi studi - da Le parole e le cose a L’archeologia del sapere, fino a Il pensiero del fuori - Foucault ha mostrato come ogni epoca costruisca la propria “verità” attraverso sistemi di classificazione, di esclusione e di controllo. Che cosa accade quando le forme del sapere si automatizzano? Chi controlla il sapere che ci controlla?