NOVITA'[2481]
Genealogia di un incontro. Verso il 25 Giugno
Un testo che ripercorre le ragioni dell'incontro online che si terrà il 25 giugno 2026, a proposito di Michel Foucault. Non come celebrazione ma come verifica critica della tenuta del suo pensiero nel presente. Dal contesto italiano delle polemiche ministeriali alle architetture algoritmiche dei social media e dell'intelligenza artificiale: il metodo genealogico come pratica di libertà e strumento per leggere una contemporaneità che Foucault non ha conosciuto, ma per cui sembra aver costruito le domande giuste.
Perché scriviamo? Per abitare, per lasciare?
Due concezioni radicalmente diverse della scrittura: la scrittura come dimora — il luogo altro che l'autore costruisce per abitarci, come in Proust — e la scrittura come abbandono, come gesto di trasformazione e affidamento, come in Foucault. Attraverso la lettura dell'intervista con Duccio Trombadori, emerge una concezione dell'opera filosofica in cui scrivere non significa depositare un pensiero già formato, ma attraversarlo fino a consumarlo — lasciandolo al mondo perché il mondo lo custodisca, liberi chi ha scritto di procedere altrove.
Intervista ImPossibile a Michel Foucault (IIP #06)
AI e il potere del sapere Michel Foucault (1926–1984), filosofo e storico delle idee, ha esplorato come la conoscenza e il potere si intreccino nei dispositivi che organizzano la vita sociale: il manicomio (Storia della follia), la clinica (Nascita della clinica), la prigione (Sorvegliare e punire), la sessualità (La volontà di sapere), l’economia e la sicurezza (Nascita della biopolitica). Nei suoi studi - da Le parole e le cose a L’archeologia del sapere, fino a Il pensiero del fuori - Foucault ha mostrato come ogni epoca costruisca la propria “verità” attraverso sistemi di classificazione, di esclusione e di controllo. Che cosa accade quando le forme del sapere si automatizzano? Chi controlla il sapere che ci controlla?