NOVITA'[2254]
Kasparov, l'Eroe della Classe Egemone
Kasparov piace a Computer Scientist e di Ingegneri dell'Interfaccia Uomo Macchina perché sancisce un assetto sociale dove, essendo l'essere umano obbligatoriamente connesso alla macchina, loro, Computer Scientist e di Ingegneri dell'Interfaccia Uomo Macchina, i Sorveglianti della Connessione uomo-macchina, sono la classe egemone.
Valzer, lambrusco e libertà
“Valzer, Lambrusco e Libertà” è un evento progettato insieme all’Assessora alla Cultura del Comune di Castelvetro di Modena, all’interno della rassegna “Sguardi dell’Emilia”, promossa insieme ai Comuni di Spilamberto e Castelnuovo Rangone. Svoltosi il 18 aprile 2026. Questo piccolo momento di riflessione ci ha per qualche istante liberato dalle cupezze della guerra e da un futuro nel quale ci sembra di essere dei burattini manipolati da altri.
[Libertà]
Dante associa 'libertà' e 'volontà': della libertà furono e sono dotate solo le creature intelligenti, gli uomini. Sta agli uomini usare questo dono: la libertà discende da un esercizio di volontà. Il poeta ci impegna a cercare la libertà, più che a definirla. La stessa idea di libertà ci chiama a non ridurre la libertà a un percorso, a una scuola di pensiero. Noi umani, quale che sia la situazione in cui ci troviamo, non abbiamo alibi: siamo chiamati a difendere, e tradurre in pratica quotidiana, il gran dono che ci è stato offerto.
"Habeas mentem, habeas faciem" Un manifesto contro la manipolazione digitale
"Habeas mentem, habeas faciem" Per una democrazia libera dalla manipolazione digitale. Un manifesto firmato da 20 intellettuali e professori contro lo strapotere degli algoritmi nelle piattaforme social. «La guerra ibrida passa anche dalla disinformazione»
Libertà è partecipazione
Non c’è nulla di più importante della Libertà e su questo credo che possiamo essere tutti d’accordo, ma è fondamentale comprenderne il vero senso e capire che quando si parla di Libertà s’intende qualcosa che deve appartenere a tutti indistintamente e, per questo motivo, è ovvio che, pure se può sembrare una contraddizione, non può esistere vera Libertà senza il rispetto delle regole.
La questione di fondo
La questione di fondo non è democrazia versus sistema monopartitico, voto popolare o sua assenza, libertà di stampa o censura.
Io dico NO! I say NO! Io voto NO!
Un testo ispirato dai Mauna Loa, un gruppo rock che nel luglio 2025 hanno rilasciato la loro canzone "Io Dico No", un brano potente e attuale che affronta il tema del divario generazionale e della comunicazione interrotta tra mondi che si sfiorano senza comprendersi veramente. Io ho piegato il NO ad altre necessità.
La lezione di Sant'Agostino
Una lezione sulla verità. La verità a cui si riferisce Sant’Agostino non è legata strettamente ai fatti, non è la maschera del qui e ora: essa è oltre la prigione dello scetticismo e del sospetto, non si lascia confondere dalla polemica, dai ricatti e dalle minacce. È una verità ontologica, intima e ulteriore che, pur essendo nell’interiorità dell’uomo, non è tutto l’uomo: «Se troverai mutevole la tua natura, trascendi te stesso»
Siamo precipitati in un chiasmo, nella tana di Bianconiglio
Questa riflessione nasce da un disagio profondo, reale, credo condiviso da molti. Il malessere nasce dalla percezione di vivere in un mondo al contrario, di stare tutti su una nave scagliata verso gli scogli da venti fortissimi e da mani ormai da tutti riconoscibilissime. Ci sentiamo tutti semplici sopravvissuti, naufraghi in cerca di canotti e di salvataggi, sempre più incerti e insicuri sulla nostra capacità di farcela, di scamparcela, di ritornare a casa. Il tutto risulta complicato dal fatto che sono venute meno le categorie semantiche delle parole che usiamo per comprendere e raccontarci il mondo. La difficoltà è ancora maggiore se collocata dentro quella che numerosi studiosi ormai presentano come la disfatta dell’Occidente. Una disfatta fattasi opinione pubblica a cui si sta reagendo con meno democrazia e libertà, con false verità e meno Verità, con diffusa opacità e rara trasparenza, con tanto individualismo, poco solidarismo e ancor meno compassione, soprattutto con una retorica malata, manipolatoria e sbagliata di quello che si definisce progresso ma che in realtà progresso non è più. Su tutto questo ho provato a riflettere a partire dalla parola CHIASMO!
Praticare il dubbio e la libertà di scelta
Un testo tratto dal mio ultimo libro 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐎𝐕𝐄𝐑𝐒𝐎 -𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐌𝐞𝐭𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨. - Il contesto in cui esercitare la nostra libertà di scelta è sempre più quello virtuale. In esso abbiamo trasferito armi e bagagli, menti e azioni, le nostre intere esistenze, creando dei nostri doppioni nella forma di account o profili digitali. Con l’obiettivo di eliminare dubbi e incertezze, la libertà di scelta è oggi di fatto sostituita con semplici algoritmi, a cui siamo invitati a credere, da protocolli fatti di codice straniero, pensato per cambiare la mente e il mondo, da programmi progettati per suggerire e guidare le nostre azioni, scelte e decisioni.
La Nave degli Sciocchi: Quando mettere in dubbio l'efficienza ti rende un maniaco
La nostra vera libertà e il nostro peso impongono di rischiare il giudizio, nominare ciò che conta, decidere esplicitamente quali valori dovrebbero prevalere, invece di seguire ciecamente ovunque portino la "crescita del PIL" o la decantata "libertà personale". La sfida etica definitiva rimane: non se avere valori, ma quali e in quale ordine.
Politica dell’AI (POV #12)
Shoshana Zuboff e Peter Thiel: due visioni inconciliabili sul futuro del digitale. Chi controlla l’intelligenza artificiale e la sua diffusione in ogni ambito della vita sociale? Nel dibattito pubblico convivono due narrazioni opposte. Da un lato c’è chi vede la tecnologia come una forza inevitabile, capace di migliorare il mondo liberandoci da costi, errori e intermediazioni. Dall’altro, chi interpreta la nuova infrastruttura digitale come un sistema di sorveglianza capillare e di estrazione del valore, guidato da pochi attori privati con un’influenza senza precedenti. In questo nuovo articolo di POV metto a confronto due figure centrali nel dibattito sull’AI. Shoshana Zuboff, sociologa di Harvard, ha analizzato per oltre un decennio la logica del “capitalismo della sorveglianza”, un modello economico che trasforma ogni gesto, emozione o relazione in dati da monetizzare. All’estremo opposto c’è Peter Thiel, imprenditore e investitore della Silicon Valley, simbolo dell’ideologia libertaria della tecnologia, l’idea che l’innovazione sia di per sé un destino, e che le regole democratiche non possano e non debbano rallentare la corsa al futuro. Mettere queste due prospettive una accanto all’altra significa interrogarsi su la sovranità individuale, il ruolo delle istituzioni democratiche e la capacità delle società di mantenere controllo e responsabilità sulle tecnologie che le governano. Chi decide cosa vediamo? Chi raccoglie i nostri dati? Chi può prevedere e orientare i nostri comportamenti? Come possiamo difendere libertà e diritti in un mondo dove le decisioni vengono sempre più spesso delegate ad algoritmi e piattaforme private? Zuboff e Thiel, pur partendo da visioni opposte, ci aiutino a comprendere quale forma di potere stiamo consegnando al digitale.
Intervista ImPossibile a Aaron Swartz (IIP #10)
Se la conoscenza può essere manipolata o generata da sistemi di AI che non controlliamo, che cosa resta davvero della libertà di accedere all’informazione? Aaron Swartz (1986–2013) è stato programmatore, attivista, teorico dell’accesso libero alla conoscenza. Coautore delle licenze Creative Commons, creatore dell’RSS, fondatore di Reddit e di Demand Progress, ha trasformato la rete in un contesto politico, un laboratorio di giustizia e partecipazione, non di profitto. Nel 2008, nel monastero di un eremo italiano, scrisse il Guerrilla Open Access Manifesto, un testo breve, militante, un appello per “liberare” la conoscenza scientifica dalle regole del copyright. Oggi, nell’epoca in cui l’intelligenza artificiale rielabora e ridefinisce miliardi di dati - molti dei quali prodotti, condivisi o pagati da cittadini, ricercatori e comunità - chi controlla i dati controlla la realtà; chi controlla gli algoritmi controlla la sua interpretazione.
Cosa significano le manifestazioni di piazza
Cosa significano le manifestazioni di piazza. Fiumi di parole sui giornali, ma tutto era già stato detto dal poeta Percy Shelley duecento anni fa.
Il computer di Anarres
Come si coordina una rivoluzione senza tradirla? Gli anarchici di Anarres, nel romanzo di Ursula K. Le Guin, devono affrontare questa aporia ogni giorno. Dispongono di computer centralizzati ad Abbenay che gestiscono "l'amministrazione delle cose, la divisione del lavoro e la distribuzione dei beni". Sanno però che ogni centralizzazione costituisce una minaccia. La loro soluzione? Una vigilanza permanente accompagnata da principi di progettazione che possiamo definire "architetture della libertà".
Tecnoconsapevolezza e libertà di scelta: L’illusione della concentrazione nel mondo digitale
L’attenzione costantemente regalata a un display e alle intermittenti ma persistenti interazioni tecnologiche ha reso impossibile l’arte della concentrazione. Non è un caso che anche Hollywood e la televisione stiano realizzando telenovele brevi, da 10-15 minuti. Un tempo ritenuto ormai associato al massimo di attenzione possibile che l’utente, modificato cognitivamente dalla frequentazione di YouTube è disposto a concedere. Anche per contenuti di qualità!
Tecnoconsapevolezza e libertà di scelta: Alcune considerazioni finali
Il mio libro 𝗧𝗘𝗖𝗡𝗢𝗖𝗢𝗡𝗦𝗔𝗣𝗘𝗩𝗢𝗟𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗘 𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗧𝗔' 𝗗𝗜 𝗦𝗖𝗘𝗟𝗧𝗔 condiviso per intero sulla Stultiferanavis. La singolarità del futuro che arriverà potrà anche essere molto tecnologica ma per essere una nuova fase di evoluzione del genere umano dovrà far prevalere la sua dimensione e caratteristica umana.
Vogliamo pensare. O l'Intelligenza Artificiale come pedagogia delle masse
Non rinunciare a pensare - a pensare avendo sotto gli occhi il presente, ma senza frontiere. Reagire all'invito oggi così pressante che ci impone uno spazio angusto: limitare il pensiero dell'umano alla situazione in cui accanto a un umano sta la macchina. Questo non è pensare all'umano, è pensare alla relazione umano-macchina. Se pensiamo così, liberamente, possiamo osservare una archeologia, una genealogia. Possiamo vedere come la cultura digitale si fonda su un travisamento o un abuso della cultura giovanile degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. Da quella cultura emerse un pensiero antiautoritario, che ora è paradossalmente riciclato come legittimazione dell'autorità della macchina. La macchina sostituisce genitori assenti. Solo con un pensiero che viene prima della macchina e che va oltre la macchina e che prescinde dalla macchina si va oltre il pensiero che oggi domina.
Tecnoconsapevolezza e libertà di scelta: Addestramento alla gentilezza
Il mio libro 𝗧𝗘𝗖𝗡𝗢𝗖𝗢𝗡𝗦𝗔𝗣𝗘𝗩𝗢𝗟𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗘 𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗧𝗔' 𝗗𝗜 𝗦𝗖𝗘𝗟𝗧𝗔 condiviso per intero sulla Stultiferanavis. Riflettere criticamente è un esercizio praticato per continuare a essere umani, capaci di prefigurare futuri possibili, di immaginarli e di pensarli come realizzabili. Riflettere in autonomia e libertà è il primo passo per riuscire a farlo liberandosi dalle catene del pensiero dominante. Oggi determinato prepotentemente da realtà tecnologiche fatte di codice software, applicazioni, algoritmi e strumenti/piattaforme mediali.
Tecnoconsapevolezza e libertà di scelta: Scegliere è difficile
Il mio libro 𝗧𝗘𝗖𝗡𝗢𝗖𝗢𝗡𝗦𝗔𝗣𝗘𝗩𝗢𝗟𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗘 𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗧𝗔' 𝗗𝗜 𝗦𝗖𝗘𝗟𝗧𝗔 condiviso per intero sulla Stultiferanavis. La facilità del fare una scelta, unita alla rapidità del processo decisionale, non è esclusiva dei social network ma anche dell’iper-consumismo che caratterizza la società post-moderna e massificata attuale, frutto della rivoluzione industriale e del progresso tecnologico che ne è seguito, ma anche dell’evoluzione del marketing e della incidenza dei media tecnologici nel condizionare comportamenti umani e stili di vita. Scegliere però non è facile, anzi è in qualche modo sempre difficile, soprattutto perché e quando bisogna fare la scelta giusta. Se non si sceglie, si rimane nel limbo delle possibilità, si accettano le scelte degli altri o si compiono scelte inconsce.