Testi
La tecnica e il proprio corpo. La via di Alan Turing e l'opposta via di Marcel Mauss
In tempi di macchine potenti ed autonome, è auspicabile recuperare la sensazione del momento iniziale, quando, a mani nude, disponendo solo del proprio corpo, l'essere umano intuisce, scopre, inventa, crea, costruisce. Ripartendo ogni volta da sé stesso l'essere umano si mantiene vivo nel presente e garantisce speranze di vita futura a sé stesso ed ai posteri. Questo è il semplice ed efficace antidoto alla tendenza che la cultura digitale ci impone: costruire ed usare macchine per simulare, imitare e sostituire ciò che il nostro corpo e la nostra mente sapevano, e in fondo sanno ancora fare.
Tornare a leggere Gustav Jung
Non siamo macchine che eseguono un programma. Siamo esseri umani che accettano di rivolgere lo sguardo alle ombre, che sondano le zone oscure.
E' giusto essere luddisti?
La parola "luddista" continua a essere applicata con disprezzo a chiunque abbia dubbi sulla tecnologia. I luddisti di oggi non hanno più a che fare con proprietari di fabbriche umani e macchine vulnerabili. Dovremmo tutti stare tranquilli e lasciare che le cose continuino, anche se, a causa della rivoluzione dei dati, diventa ogni giorno meno possibile ingannare chiunque in qualsiasi momento. Se il nostro mondo sopravvive, la prossima grande sfida a cui stare attenti arriverà quando le curve di ricerca e sviluppo nell'intelligenza artificiale, nella biologia molecolare e nella robotica convergeranno tutte.