NOVITA'[2372]
The Jungle Book (well… more moss, ferns, and forest) 2.0: Tales from the Social Networks
In the midst of Boubín, a new kind of jungle awakens; one ruled not by beasts, but by profiles. Mowgli of moss and data learns that likes are the new blood. Baloo sips coffee from a mug labeled “AI Governance Consultant,” trading bear wisdom for KPIs. Wolves with badges saying “AI Visionary” howl into the algorithm, hoping LinkedIn hears them. The snake Kaa slithers along a fibre cable whispering, “Prompt while someone’s still watching.” The monkey king sells a course for 4,99 USD and lights the forest with LED rings. Shere Khan no longer hunts, he monetizes fear. Bagheera quietly fixes the documentation while the rest of the film reels. And Mowgli? He learns that truth isn’t sold in this jungle — only shared. Shared, of course, in its most polished, filtered form.
Leggere Gulliver nell'era dell'eccesso di confidenza digitale
Swift smontava le false certezze. Noi le deleghiamo alle macchine Leggere Gulliver nell'era dell'eccesso di confidenza digitale Nel 1726, Jonathan Swift pubblicava "I viaggi di Gulliver" non come semplice racconto d'avventura, ma come feroce satira delle certezze umane. Attraverso giganti e nani, isole volanti e cavalli razionali, lo scrittore irlandese smontava sistematicamente ogni presunzione di superiorità, quella della scienza, della politica, della ragione stessa. Tre secoli dopo, ci troviamo in un'epoca in cui quelle stesse certezze che Swift ridicolizzava non vengono più semplicemente coltivate, ma delegate. Le affidiamo agli algoritmi, alle intelligenze artificiali, ai sistemi che promettono risposte immediate a domande complesse. L'eccesso di confidenza non è più solo umano, è diventato digitale, amplificato, indiscusso. Rileggere Gulliver oggi significa ritrovare uno sguardo critico necessario. Significa chiedersi se, nel nostro rapporto con la tecnologia, non stiamo ripetendo gli stessi errori dei lillipuziani che misuravano Gulliver con formule geometriche, convinti di poterlo comprendere e controllare. Significa interrogarsi su cosa accade quando sostituiamo il dubbio metodico con la fiducia algoritmica, quando scambiamo la capacità di elaborare dati per saggezza. La satira swiftiana ci ricorda che ogni sistema che pretende di avere tutte le risposte merita il nostro sospetto più acuto.