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Viviamo in tempi in cui la 'democrazia' appare un concetto astratto. Assente sulla scena politica ed economica. Privo di qualsiasi presa sulla realtà che viviamo quotidianamente.
Sembra assente ogni democrazia nelle decisioni dei governanti.
Sembra assente ogni 'democrazia' nella rete di relazioni che oggi disciplina i corpi e crea discorsi.
Per scoprire spazi oggi praticabili nel complesso terreno sul quale oggi si esercita il potere, serve tornare a ricordare la storia delle idee e delle pratiche moderne riguardanti la libertà è l'azione civica.
Jean-Jaques Rousseau, il conte Mirabeau, Wilhelm von Humboldt, John Stuart Mill, Percy Bysshe Shelley, Henry David Thoreau, Walt Whitman, Ralph Waldo Emerson ci accompagnano nel tentar di capire come non soccombere al dominio dei nuovi tiranni e delle oppressive macchine digitali.


Rousseau, tranquillo nella casa di Françoise-Louise de Warens, legge Grozio e Locke. La posizione dei giusnaturalisti gli appare presto inaccettabile: la società umana non si fonda su un patto consapevole e razionale, stipulato da uomini adulti. Hobbes sbaglia proiettando a ritroso sull’uomo di natura la malvagità dell’uomo corrotto dalla civiltà. L’uomo è in origine un essere sociale.

Nel 1755 Rousseau pubblica il Discorso sull'origine e i fondamenti della diseguaglianza tra gli uomini.1 Nel 1762 il Contratto Sociale.2L'uomo è nato libero e ovunque si trova in catene”3: l’incipit del Contratto Sociale è denuncia chiarissima dei modelli di sviluppo e delle forma dello Stato dell’Europa di allora. Rousseau non è tanto ingenuo da proporre un ritorno all’état de nature, “uno stato che non esiste più, che forse non è mai esistito, che probabilmente non esisterà mai”. Propone invece di dotarsi degli strumenti per “giudicare bene del nostro stato presente”.4 In risposta ai problemi di una civiltà vanamente fondata sul "diritto del più forte" Rousseau propone di “trovare una forma di associazione che protegga, mediante tutta la forza comune, la persona e i beni di ciascun associato e per mezzo della quale ognuno, unendosi a tutti, non obbedisca tuttavia che a sé stesso e rimanga libero come prima”.

Sul ruolo dello Stato si dibatte agli albori della Rivoluzione Francese. Mirabeau parla all'Assemblea Costituente (1789) a proposito dell'éducation publique. Importante "se mettre en garde contre la fureur de gouverner, la plus funeste maladie des gouvernements modernes".5 La frase è ripresa l'anno dopo da Wilhelm von Humboldt nel suo Saggio sui limiti dell'azione dello Stato.6 "Lo Stato deve limitarsi esclusivamente alla protezione degli individui". C'è innanzitutto l'essere umano, che deve guardarsi dal "perdere le proprie caratteristiche distintive". Dato questo punto di partenza, potrà giovare agli esseri umani associarsi fra loro, "per perdere l'isolamento esclusivo". "Ciò che ognuno possiede come proprio, lo deve confrontare con quello che riceve dagli altri".

John Stuart Mill, liberal-radicale inglese, nel tempo in cui l'Inghilterra esercitava dominio imperiale sul pianeta, con il saggio On Liberty, 18597, pone al centro dell'attenzione la struggle -lotta, conflitto- tra autorità e libertà. La società nella sua turbolenta infanzia non ha potuto fare altro che assoggettarsi a regole dettate "da un maestro", da un indiscusso potere. Ma via via che l'umanità progredisce le persone giungono a governarsi da sole.

Sono posti così al centro dell'attenzione il “self-government,” ed il “power of the people over themselves”.

“The sole end for which mankind are warranted, individually or collectively, in interfering with the liberty of action of any of their number, is self-protection”. “That the only purpose for which power can be rightfully exercised over any member of a civilized community, against his will, is to prevent harm to others”.8

Si tratta fin qui di un pensiero europeo. Un pensiero che sembra però trovare conferma e attuazione in America. Risulta qui evidente un passaggio di testimone: la descrizione più piena di questa società libertaria andrà cercata nell'opera di pensatori americani.

Chi sono oggi i tiranni, non è troppo difficile dirlo. Basta osservare la scena sulla quale si muovono imprenditori che sono allo stesso tempo speculatori finanziari, governanti, e anche tecnoscienzati costruttori di piattaforme e di cosiddette 'intelligenze artificiali'.

Ma contro i tiranni, contro i costruttori di macchine deprivanti e contro il dominio delle macchine stesse, possiamo far conto sul nostro essere persone dal carattere forte e dal genio felice.

Thoreau

Possiamo cogliere il passaggio -dal romanticismo inglese al trascendentalismo americano- nel modo in cui Henry David Thoreau, filosofo, naturalista, poeta, nato a Concord, Massachusetts, riprende e trasforma l'indignazione civile di Percy Bysshe Shelley, poeta nato Field Place, Sussex.

Tutto risale ad un evento. Ottantamila persone sono riunite il 16 agosto 1819 a St Peter's Field, Manchester, per chiedere la riforma della rappresentanza parlamentare. Nessuno dei manifestanti è armato. La cavalleria attacca la folla. Nessuno reagisce. E' un inno alla disobbedienza civile. Si ricorderà l'evento come massacro di Peterloo, ironico richiamo alla battaglia di Waterloo, che aveva avuto luogo quattro anni prima. Shelley, raggiunto in Italia dalla notizia, scrive di getto The Masque of Anarchy.9 Versi che resteranno inediti fino alla sua precoce morte. "Let a great assembly be, of the fearless, of the free". "Lasciate che ci sia una grande assemblea, senza paura della libertà". Se si traducono in violenza contro i cittadini, "the old laws of England" sono inutili e dannose. Il governo, se si mostra in questa maniera, è inutile e dannoso. La libertà dei cittadini consiste nell'opporsi al governo. Consiste nella Resistance to Civil Government. Consiste nel liberarsi dall'aspettativi di obbedienza. Consiste nella disobbedienza civile.

"What is Freedom?/ Shake your chains to earth like dew/ Which in sleep had fallen on you:/ Ye are many - they are few!". "Cos'è la libertà?/ Scuoti le tue catene sulla terra come rugiada/ Che nel sonno ti era caduto addosso:/ Voi siete molti: loro sono pochi!".

Thoreau riprende in Resistance to Civil Government10 il filo del discorso di Mirabeau e di Mills e di Shelley e lo porta all'estremo - un estremo impensabile in Europa. "Accetto di tutto cuore l'affermazione: 'Il governo migliore è quello che governa di meno'". "Questa affermazione porta infine a quest'altra affermazione, alla quale pure credo: 'Il miglior governo è quello che non governa affatto'". Quindi, con Shelley, considera le virtù della disobbedienza. "Law never made men a whit more just". "La legge non ha mai reso gli uomini più giusti". Certo, disobbedire non è facile. Anche "i più liberi dei miei vicini non possono fare a meno della protezione del governo, e temono le conseguenze di un'eventuale disobbedienza". Ma è proprio qui che entra in gioco individuality, self government, self protection. La scelta non può che essere personale. "I should not like to think that I ever rely on the protection of the State". "Per quanto riguarda me, non mi piace pensare di dover fare affidamento sulla protezione dello Stato". "The only obligation which I have a right to assume is to do at any time what I think right". "L'unico obbligo che io ho il diritto di assumere è il fare in qualsiasi momento ciò che penso giusto".

Thoreau sceglie quindi di sperimentare, in senso fisico e simbolico, l'allontanamento dal mondo governato. "I went to the woods because I wished to live deliberately, to front only the essential facts of life, and see if I could not learn what it had to teach, and not, when I came to die, discover that I had not lived".11 "Sono andato nei boschi perché volevo vivere deliberatamente, facendo fronte solo ai fatti essenziali della vita, e vedendo se ero capace di imparare quello che c'era da imparare, in modo da non scoprire, quando sarei morto, che non avevo vissuto".

Non più vivere la vita ripetendo comportamenti già sperimentati, eseguendo programmi già scritti, limitandosi a rispettare, senza chiedersi perché, leggi e regole. Al contrario, una vita libera, dove le regole che l'uomo si impone sono dettate dalla natura, dal contesto, dalla immediata necessità.

Whitman

Ritroviamo la libertà individuale, e la responsabilità individuale, cantate a piena voce, nelle Leaves of Grass di Walt Whitman.12

"One’s-self I sing, a simple separate person,/.../ The Female equally with the Male I sing.// Of Life immense in passion, pulse, and power,/ Cheerful, for freest action form’d under the laws divine,/ The Modern Man I sing". "Io canto l'individuo, la semplice singola persona,/.../ Io canto la Femmina tanto quanto il Maschio.// La Vita immensa in passione, impulso, potenza,/ piena di gioia, per le più libere azioni che si svolgono/ sotto le leggi divine,/ L'Uomo Moderno, io canto".

Come in Thoreau, non c'è astrazione o generalizzazione. C'è semmai autobiografia. L'uomo sono io, impegnato a cercare la mia libertà. "I celebrate myself, and sing myself".13 "Canto me stesso, e celebro me stesso". Cercando la mia libertà "I project the history of the future".14 Solo perseguendo il mio personale progetto di liberazione da catene e fili spinati potrò mostrare agli altri un cammino. "Stop this day and night with me and you shall possess the origin of all poems". "Fermati questo giorno e questa notte con me e e ti impossesserai dell'origine di tutta la poesia". "You shall no longer take things at second or third hand, nor look through the eyes of the dead, nor feed on the spectres in books,/ You shall not look through my eyes either, nor take things from me,/ You shall listen to all sides and filter them from your self".15 "Non dovrai più prendere le cose in seconda o terza mano, né guardare attraverso gli occhi dei morti, né nutrirti di fantasmi libreschi,/ E neppure vedrai attraverso i miei occhi o prenderai le cose da me,/ Ascolterai cose da ogni parte e le filtrerai da solo".

Emerson

Ralph Waldo Emerson nasce a Boston in una famiglia religiosa. Suo padre è ministro del culto unitariano. Gli unitariani pongono in dubbio la trinità cristiana. Non c'è Spirito Santo, non c'è distinzione tra Dio e Cristo. Gesù Cristo è Dio. La sua efficacia salvifica e redentrice non sta nella sua morte sacrificale, ma nel suo insegnamento ed esempio. Anche Ralph in giovane età sarà pastore unitariano. Ma il ruolo di pastore stava stretto al pensatore, e comportava la dipendenza da una istituzione. Vincoli che contrastavano con il suo desiderio di libertà.

Il padre muore quando Ralph ha otto anni. E' cresciuto dalla mamma e dalla zia. Nonostante le modeste condizioni economiche, studia all'Harvard College. Abbandonato il servizio religioso, a trent'anni viaggia in Europa. A Roma incontra John Stuart Mill, che lo introduce presso Carlyle, con il quale resterà in relazione lungo tutta la vita.

In due testi, poco più che trentenne, Emerson afferma nel modo più lirico, e potremmo anche dire ingenuo, il proprio pensiero. Un pensiero che conosciamo come trascendentalismo, quasi una religione laica, appassionata affermazione del Self, fiducia in se stesso, ricerca della felicità per una via -una via americana- che Mill non avrebbe mai potuto percorrere. Nature e The American Scholar.

Il primo, Nature, è scritto nel 1836.16 Nell'Inghilterra di Mill la natura è risorsa, materia prima per la Rivoluzione Industriale. Lo sviluppo economico presume la recinzione delle terre, il taglio dei boschi, l'estrazione di fossili e minerali, la stessa aria inquinata di Londra è segno di progresso.

La Nature appare invece al colona americano incontaminata e aperta. Emerson la assimila a

Cristo. "Floods of life stream around and through us". Lo sguardo che si posa sugli alberi, sugli uccelli, sulle albe e sui tramonti può allargarsi all'infinito. L'essere umano può proporsi di "enjoy an original relation to the universe". Questi cieli e queste terre nuove chiamano l'uomo ad andare oltre la propria storia ed oltre le proprie difensive abitudini. "Why should we grope among the dry bones of the past, or put the living generation into masquerade out of its faded wardrobe?" "There are new lands, new men, new thoughts. Let us demand our own works and laws and worship." Perché mai noi esseri umani finiamo per muoverci a tentoni tra le ossa aride del passato, perché ci riduciamo, noi generazione vivente, a nasconderci dietro maschere, dietro abiti sdruciti. Ci sono terre nuove, uomini nuovi, pensieri nuovi. Scegliamoci noi stessi le nostre leggi.

Emerson si concede di considerare accessibile quella felicità che Mill considerava chimera.

La natura -sul tema Emerson tornerà con insistenza nel corso della sua vita- è testimone di un presente possibile, è un futuro promettente. Per l'essere umano, il cercare se stesso consiste innanzitutto nell'agire "proportioned to nature". La felicità qui -ben oltre la mera, fredda opposizione pleasure vs. pain- è libertà, sintonia, appartenenza, connessione. Cammino proposto ad ogni essere umano. Ognuno a suo modo potrà essere "a person of powerful character and happy genius". "Persona dal carattere forte e dal genio felice”.

Un anno dopo, il 31 agosto 1837, Emerson tiene un discorso alla Phi Beta Kappa Society, illustre associazione studentesca cui apparteneva.17

Ammaestrato dalla natura, l'uomo può conoscere se stesso. La natura è connessione; non conosce divisioni. Whole nature. Whole society. Whole man. "Man is not a farmer, or a professor, or an engineer, but he is all. Man is priest, and scholar, and statesman, and producer, and soldier". Tutto insieme. Ma sfortunatamente questa unità originaria, questa fountain of power, è stata minutely subdivided, peddled out, spilled into drops. Minutamente suddivisa, frammentata dispersa in gocce.

The state of society è tale per cui noi esseri umani siamo stati amputati del tronco, ridotti a muoverci come mostri: dito, un collo, uno stomaco, un gomito: mai un essere umano. Ci è imposta una metamorfosi: "metamorphosed into a thing, into many things". Siamo trasformati in cose. Il commerciante cessa di attribuire valore ideale al suo lavoro: è dominato dalla routine della sua attività, la sua anima è soggiogata dal denaro. Il sacerdote diventa un rito, l'avvocato un codice, il meccanico una macchina, il marinaio una corda della nave.

Non è il rimpianto del remoto stato di natura, è una condizione che si genera nel presente, frutto di una situazione storica, economica e politica.

A questa costante deprivazione si ribella la figura ideale di Emerson, l'American Scholar. Non uno specialista che si riconosce in una singola professione, in una unica scuola, ma un libero pensatore. Non un pappagallo che ripete le idee altrui, ma un individuo attivo che usa il proprio intelletto in modo creativo.

L'avvento dei tiranni

L'America è il luogo dove, afferma Emerson, l'essere umano può scoprire, affermare se stesso.

E' un America sperata, immaginata, sognata, che va oltre la stessa America realizzata negli Stati Uniti. La posizione di Emerson è critica della stessa Dichiarazione di Indipendenza. Jefferson e gli altri padri fondatori, nel 1776, parlano di "unalienable Rights, that among these are Life, Liberty and the pursuit of Happiness". Ma considerano per questo necessario un Governo: "allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi". Certo, il Governo deriva "their just powers from the consent of the governed". E certo, "quando un lungo corteo di abusi e di usurpazioni" svela il disegno di assoggettare i cittadini ad un "duro Dispotismo", "è loro diritto, e loro dovere, di abbattere un tale Governo, e di procurarsi nuove garanzie per la loro sicurezza futura". In ciò stanno le ragioni della stessa Dichiarazione di Indipendenza: "The history of the present King of Great Britain is a history of repeated injuries and usurpations, all having in direct object the establishment of an absolute Tyranny".

Trent'anni dopo Emerson si trova ad affermare: "The guide is a tyrant. We sought a brother, and lo, a governor". "La guida è un tiranno. Cercavamo un fratello ed ecco un governante".18 Lo stesso padre della patria può rivelarsi un tiranno. Ogni guida, ogni maestro, può rivelarsi un tiranno. Dietro ogni Costituzione approvata e stabilita può nascondersi un potere che, mentre afferma sulla carta il diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità, nei fatti lo nega.

Questo accade, potremmo dire, seguendo Emerson, con la complicità dei cittadini. Il cittadino che, vittima della paura, smette di cercare la propria libertà e la propria felicità, annulla se stesso nella folla, nella massa, nel popolo. E così cede il proprio potere ad un ente centrale. Il cittadino ridotto a mero membro di una moltitudine, ridotto a cosa, cerca un governo al quale assoggettarsi.

"The sluggish and perverted mind of the multitude, (...) having once received this book, stands upon it, and makes an outcry, if it is disparaged". "La mente pigra e perversa della moltitudine, (...) una volta che ha ricevuto questo libro, si basa su di esso e protesta se viene denigrato".

Self-Reliance

Emerson non parla di abbattere i governi, non chiama ad una azione strettamente di partito. Chiama ad una cittadinanza attiva. Chiama ad un contropotere continuamente risorgente in azioni locali ed e personali.

Fa appello all'individuo. "In self-trust, all the virtues are comprehended". Emerson tornerà con insistenza sul concetto, ribattezzato self-reliance, ma è giù tutto chiaro in Nature e nell'American Scholar. La società, la comunità, la comune cittadinanza, la solidarietà che può legare tra di loro gli esseri umani, si fondano su singoli individui capaci di coltivare -attraverso lo studio e l'azione, mai separati- la fiducia in se stessi.

"Free should the scholar be, - free and brave. Free even to the definition of freedom". L'American Scholar, esemplare figura dell'uomo americano, "dovrebbe essere libero, libero e coraggioso. Libero perfino rispetto alla definizione di libertà". E "coraggioso: perché la paura è una cosa che uno studioso, proprio per la sua funzione, si lascia alle spalle. La paura sorge sempre dall'ignoranza. E' una vergogna per lui se la sua tranquillità, in tempi pericolosi, sorge dalla presunzione di appartenere a una classe protetta".

Ralph Waldo Emerson resta il più lucido e acuto artefice del nuovo pensiero americano. Come è stato più volte ricordato, il suo messaggio può riassumersi in una breve definizione, che si trova nei suoi diari: "the infinitude of the private man".19 C'è qui l'apertura all'infinito - che possiamo intendere sia nel senso di incompleto, non ancora ben definito, non terminato in quanto progetto; sia nel senso di aperto in uno spazio e in un tempo dalle dimensioni illimitate, capace di tendersi oltre ogni confine. C'è l'idea di privato: in origine, volontario, consapevole separazione dalla massa; isolamento. C'è l'interrogarsi rispetto alla posizione dell'essere umano. "How shall I live?" Non parla di noi -noi esseri umani- ma di me stesso: ciò che mi compete e che mi aspetta. Non may, non will, ma shall: non si parla di una possibilità, né semplicemente di una forte determinazione; si parla una necessità, un dovere - che si traducono in esortazione, in sguardo verso il futuro.

Emerson propone una critica appassionata di ogni concetto che deriva l'autonomia dell'essere umano dall'appartenenza ad un complessiva gente, ad un popolo, ad una massa. "Masses! the calamity is the masses". "Leave this hypocritical prating about the masses. Masses are rude, lame, unmade, pernicious in their demands and influence, and need not to be flattered but to be scholed. I wish not to concede anything to them, but to tame, drill, divide and break them up, and draw individuals out of them. The worst of charity is that the lives you are asked to preserve are not worth preserving". "Lasciate perdere questo ciarlare ipocrita sulle masse. Le masse sono rudi, storpie, scomposte, pericolose nelle loro pretese e nella loro influenza, e non hanno bisogno di essere lusingate, ma di essere ammaestrate. Vorrei non concedere nulla a loro, ma domarle, trivellarle, dividerle, romperle e cavarne fuori individui. Il peggio della carità è che le vite che ci si chiede di proteggere non meritano di essere protette".20

"Society everywhere is in conspiracy against the manhood of every one of its members. [...] The virtue in most request is conformity. Self-reliance is its aversion. It loves not realities and creators, but names and customs."21 "La società dovunque cospira contro l'essere adulto di ognuno di suoi membri. La virtù più ricercata è il conformismo. La fiducia in se stesso è il suo opposto. Il conformismo non ama la realtà e i creatori, ma solo i nomi e le consuetudini."

La Self-Reliance, concetto chiave di Emerson, è resa dai traduttori italiani: con fiducia in se stessi. Meglio forse dire, seguendo la lezione di Emerson, al singolare, fiducia in se stesso, al singolare. Self: 'creato da se stesso', discende dall'indeuropeo swé, da cui anche il latino, e l'italiano, . Reliance -contiguo nel significato a trust, si dice infatti anche self-trust- riprende il latino religare, re-ligare, fissare, ancorare, assicurare. Potremmo dire: 'fare affidamento'.

Il Man Thinking, starà attento a non ridursi a bookworm, topo di biblioteca. Il vero studioso rimpiange ogni opportunità perduta di agire, come una perdita di potere. Lo studio e l'agire politico, economico, sociale si rinforzano l'uno con l'altro.

Cammineremo sulle nostre gambe; lavoreremo con le nostre mani e penseremo e parleremo con la nostra testa.

L'uomo americano, Man Thinking

Alla figura dell'American Scholar è strettamente connesso la critica dell'oggetto simbolico: il libro.

I libri, purtroppo, sono scritti da thinkers, non da un Man Thinking. "The theory of books is noble". La teoria dei libri è nobile. Inizialmente lo studioso "received into him the world around; brooded thereon; gave it the new arrangement of his own mind, and uttered it again". "Riceve dentro di sé il mondo circostante, medita su di esso, lo rielabora nella propri mente; lo esprime in forma nuova".

"It came into him, life; it went out from him, truth". La mente dello studioso riceve vita, ed offre verità". Ma qui sta il gravissimo rischio, ed anzi l'inganno.

"The sacredness which attaches to the act of creation, -the act of thought-, is transferred to the record". "La sacralità che è implicita nell'atto della creazione -nell'atto del pensiero- è trasferita alla sua registrazione".

Il poeta che cantava, nota Emerson, era sentito come uomo divino. Per questo anche il canto è divino. Lo scrittore è considerato uno spirito giusto e saggio. E così per questo si finisce per stabilire che "the book is perfect". "Come l'amore per l'eroe si corrompe nell'adorazione della sua statua", si finisce per credere che il libro, qualsiasi libro, il libro in quanto tale, il libro in quanto forma, contenitore, costituisca una approssimazione alla verità, alla conoscenza. "Instantly, the book becomes noxious".

Così il libro rivela il suo aspetto nocivo.

"Le biblioteche crescono giovani docili, convinti che sia loro dovere accettare le concezioni di Cicerone, di Locke e di Bacon, dimentichi che Cicerone, Locke e Bacon, quando scrissero questi libri, erano solo giovani in biblioteca". Il Man Thinking, quindi, starà attento a non ridursi in bookworm, topo di biblioteca; starà attento a ricordare le lezioni di uomini del passato senza per questo allontanarsi dal presente e dall'immersione nella natura.

"The true scholar grudges every opportunity of action past by, as a loss of power". "Il vero studioso rimpiange ogni opportunità perduta di agire, come una perdita di potere". Lo studio e l'agire politico, economico, sociale debbono e possono convivere, si rinforzano l'uno con l'altro. "We will walk on our own feet; we will work with our own hands; we will speak our own minds". "Cammineremo sulle nostre gambe; lavoreremo con le nostre mani e penseremo e parleremo con la nostra testa". Ecco un invito valido per ogni cittadino, per ogni essere umano anche nei tempi digitali, anche nei tempi di ogni nuova tirannia.

Chi sono oggi i tiranni, non è troppo difficile dirlo. Basta osservare la scena sulla quale si muovono imprenditori che sono allo stesso tempo speculatori finanziari, governanti, e anche tecno-scienzati costruttori di piattaforme e di cosiddette 'intelligenze artificiali'.

Possiamo dire con Emerson che piattaforme e 'intelligenze artificiali' appaiono come i nuovo libri, sistemi chiusi imposti al cittadino. Nocivi impedimenti alla creazione ed al pensiero.

Ma contro i tiranni, contro i costruttori di macchine deprivanti e contro il dominio delle macchine stesse, possiamo far conto sulla nostra Self-Reliance, sul nostro essere "persone dal carattere forte e dal genio felice”.


Note

1Jean-Jacques Rousseau, Discours sur l'origine et les fondemens de l'inegalité parmi les hommes, chez Marc Michel Rey, Amsterdam, 1755.

2Jean-Jacques Rousseau, Du contrat social: ou principes du droit politique, chez Marc Michel Rey, Amsterdam, 1762.

3Jean-Jacques Rousseau, Du contrat social.

4Jean-Jacques Rousseau, Discours sur l'origine et les fondemens de l'inegalité, Preface.

5Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau, Travail sur l'éducation publique, trouvé dans les papiers de Mirabeau l'aîné, publié par P.-J.-G. Cabanis, docteur en médecine, etc., de l'Imprimerie nationale, Paris, 1791. (Postumo).

6Wilhelm von Humboldt, Ideen zu einem Versuch, die Gränzen der Wirksamkeit des Staats zu bestimmen, Verlag von Eduard Trewend, Breslau, 1851. (Postumo, scritto nel 1792). Trad. it. Guglielmo Humboldt, Saggio sui limiti dell'azione dello Stato, a cura di Giacomo Perticone. G. B. Paravia, Torino etc., 1924.

7John Stuart Mill, On Liberty, John W. Parker and Son, London, 1859.

8John Stuart Mill, On Liberty, Chapter 1.

9Percy Bysshe Shelley, The Masque of Anarchy, Now first published, with a Preface by Leigh Hunt, Edward Moxon, London, 1832.

10Henry David Thoreau, "Resistance to Civil Government", in Elizabeth P. Peabody (Ed.), Aesthetic Papers, The Editor, Boston, 1849.

11Henry David Thoreau, Walden, or Life in the Woods, Ticknorand Fields, Boston,1854.

12Walt Whitman, Leaves of Grass, Self Published, Brooklyn, NY, 1855.

13Walt Whitman, “Song of Myself”, 1, in Leaves of Grass, Book III.

14Walt Whitman, “To a Historian”, in Leaves of Grass, Book I.

15Walt Whitman, “Song of Myself”, 2, in Leaves of Grass, Book III.

16Ralph Waldo Emerson, Nature, James Munroe and Company, 1836. poi diversa versione in Essays: Second Series, 1884.

17Ralph Waldo Emerson, An Oration Delivered before the Phi Beta Kappa Society, at Cambridge, August 31, 1837, James Munroe and Company, Boston, 1837. Pubblicato in seguito come "The American Scholar" in Ralph Waldo Emerson, Nature. Addresses, and Lectures, James Munroe and Company, Boston, 1849.

18Ralph Waldo Emerson, An Oration Delivered ..., 1937. Pubblicato in seguito come "The American Scholar", 1849.

19Ralph Waldo Emerson, The Journals and Miscellaneous Notebooks, a cura di William H. Gilman et al., Harvard University Press, Cambridge, Ma., 1960-1982, 16 vols. Vol. 7 [1838-1842], p. 342.

20Ralph Waldo Emerson, "Consideration by the Way", in The Conduct of Life, Ticknor & Fields, Boston, 1860.

21Ralph Waldo Emerson, "Self-Reliance", in Essays, James Munroe and Company, Boston, 1841. Poi: in Essays. First Series, James Munroe and Company, 1847. Poi in Essays. First and Second Series, Houghton Mifflin, Boston, 1865. (Ralph Waldo Emerson, Essays. Second Series, James Munroe and Company, Boston, 1844).

Pubblicato il 22 gennaio 2026

Francesco Varanini

Francesco Varanini / ⛵⛵ Scrittore, consulente, formatore, ricercatore - co-fondatore di STULTIFERA NAVIS

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