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IA generative e umani ormai si imitano a vicenda. Molti umani però non si rendono conto che la loro imitazione non è altro che il risultato dell'imitazione delle IA che utilizzano. Ne deriva un quadro deprimente, tragico, di persone che si credono intelligenti ma lo sono sempre meno, e di intelligenze artificiali che nel frattempo diventano (forse) più intelligenti, sicuramente sempre più brave ad imitare il comportamento e "l'intelligenza)" degli umani.

Tutto ciò, chi non condividesse la riflessione qui proposta, è chiamato a riflettere su come i prodotti elaborati dalle IA in risposta alle domande degli umani vengano riprodotti e condivisi sulle piattaforme social. L'IA ha un suo linguaggio, un suo stile, dei tic(toc) sintattici e algoritmici che stanno cambiando il linguaggio, lo stile di scrittura e le abitudini personali di moltitudini di persone.

Un lavoro di ricerca condotto da Marina Adami e pubblicato su Reuters Institute spiega molte cose, suggerisce innumerevoli spunti di riflessione, in una parola fa riflettere, insegna anche a usare con maggiore intelligenza le IA generative.


Il testo, che segnaliamo alla lettura attenta dei lettori della Stultiferanavis, è in inglese. Qui ne forniamo l'incipit in italiano unitamente al link per accedere all'intero articolo.

Approfondire, intricare, sottolineare,carruffianarsi. Queste parole inglesi stanno registrando un aumento d'uso. Potreste anche riconoscerle come tratti distintivi della prosa di ChatGPT.

Negli ultimi due anni, numerosi osservatori hanno evidenziato quelli che considerano segni rivelatori di una scrittura generata dall'intelligenza artificiale. Potrebbe trattarsi di parole in precedenza rare che sono rapidamente diventate cliché o di una struttura sintattica stereotipata utilizzata ripetutamente nello stesso testo.

Sui social media, alcuni utenti considerano l'individuazione della scrittura generata dall'intelligenza artificiale come un gioco. Nel Regno Unito, membri del parlamento e giornalisti politici hanno notato un recente aumento di discorsi parlamentari che iniziano con la frase "I rise to speak", che alcuni hanno attribuito all'uso di ChatGPT nella scrittura dei discorsi. Gli utenti di incontri online si interrogano sulla scrittura generata dall'intelligenza artificiale sui profili delle app di incontri. I commentatori evidenziano sottili differenze nella punteggiatura come segni rivelatori di intelligenza artificiale, facendo infuriare i difensori del trattino lungo (—) e i fan della poetessa del XIX secolo e prolifica utilizzatrice del trattino lungo Emily Dickinson.

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"Negli ultimi due anni, numerosi osservatori hanno evidenziato quelli che considerano segni rivelatori di una scrittura generata dall'intelligenza artificiale. Potrebbe trattarsi di parole in precedenza rare che sono rapidamente diventate cliché o di una struttura sintattica stereotipata utilizzata ripetutamente nello stesso testo."


Pubblicato il 04 gennaio 2026

Carlo Mazzucchelli

Carlo Mazzucchelli / ⛵⛵ Leggo, scrivo, viaggio, dialogo e mi ritengo fortunato nel poterlo fare – Co-fondatore di STULTIFERANAVIS

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