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Il Gruppo della Rosa Bianca (Die Weiße Rose) è stato uno dei più importanti movimenti di resistenza non violenta alla Germania nazista durante la Seconda Guerra Mondiale.

I componenti del gruppo agivano politicamente e da cittadini denunciando i crimini del regime nazista, chiamando alla resistenza passiva, facendo appello alla coscienza morale dei tedeschi, citando Goethe, Schiller, Aristotele, la Bibbia.


Il 18 febbraio 1943 due ragazzi tedeschi vennero bloccati da un bidello nazista perché sorpresi a lasciare volantini all'interno dell'università di Monaco di Baviera. Poi furono arrestati dalla Gestapo. 

Dopo un interrogatorio martellante e un processo farsa il 22 febbraio vennero condannati a morte. 

Sophie Scholl aveva 21 anni, suo fratello Hans 24.

Avevano fondato un piccolo gruppo antinazista e non violento di ispirazione cristiana "Die Weiße Rose" (La rosa bianca). Con loro venne ucciso anche Christopher Probst, 23 anni, sposato e padre di tre figli, di cui l'ultimo in arrivo. 

Poco tempo dopo altri partecipanti del gruppo saranno assassinati o incarcerati. Qualcuno sopravviverà (1).

Il giorno prima di essere arrestati lei aveva ascoltato a lungo musica di Schubert e aveva scritto le sue impressioni ad un'amica di infanzia, Lisa. 

Forse oggi noi non ci rendiamo conto del coraggio inaudito di distribuire volantini contro Hitler e il nazismo in piena guerra. 

L'esecuzione venne appena menzionata nella stampa tedesca e presentata come "alto tradimento" . Dal 1933 in poi Hitler aveva fatto sterminare gli oppositori politici tedeschi che erano moltissimi: socialdemocratici, socialisti, comunisti, liberali, cattolici. 

Nell'aprile del 1943 uscì un articolo su The New York Times sui ragazzi di Monaco. 

A giugno Thomas Mann parlò di loro in un programma della BBC, il che ebbe una grande risonanza. 

Da dieci anni i maggiori scrittori tedeschi avevano lasciato il paese: Thomas Mann, il fratello Heinrich, il figlio Klaus, Erich Maria Remarque, Ludwig Renn, Anna Seghers, Bertolt Brecht, Ernst Toller, gli austriaci Stefan Zweig e Joseph Roth - solo per nominare i più celebri. 

Come la Germania potesse essere caduta in una dittatura feroce come quella di Hitler è stato ampiamente descritto da William L. Shirer, ottimo storico americano, nel suo fondamentale saggio "Storia del Terzo Reich".

La storia di Sophie e Hans Scholl non è solo un esempio e un monito in tempi in cui il fascismo e il rischio di una guerra riemergono drammaticamente ma anche qualcosa che tocca il cuore. 

La loro madre, Magdalena Müller, detta Lena, nata nel 1881, era una donna affabile e premurosa, molto cristiana. Era una diaconessa, parola che deriva dal greco e che in varie chiese protestanti indicava una donna che si occupava dei malati o dei poveri facendo voto di povertà e rimanendo nubile. Durante la Prima guerra mondiale, infermiera in un ospedale, si era innamorata di Robert Scholl, un pacifista liberale, agnostico, che aveva dieci anni di meno di lei, e si erano sposati. 

C'era in Germania (ma non solo) un clima esasperaramente guerrafondaio e nazionalista che lo scrittore Erich Maria Remarque avrebbe ben descritto in "Niente di nuovo sul fronte occidentale" (1929) nella scena in cui l'insegnante convince (quasi costringe) Paul e gli altri ragazzi a partire per il fronte.

Robert Scholl fu sindaco in una cittadina e poi consulente finanziario a Ulm nel Baden-Württemberg, nel sud della Germania.

Entrambi erano antinazisti e nel 1942 Robert Scholl venne condannato a quattro mesi di carcere per aver definito Hitler pubblicamente "il flagello di Dio". Nel 1943, dopo solo cinque giorni dalla morte dei due figli, venne condannato a un anno e mezzo di carcere per aver ascoltato una trasmissione radiofonica straniera. 

Nel 1933 i nazisti erano andati al potere per varie ragioni tra le quali il sostegno di alcuni potenti industriali e militari.

Il nazismo controllava la vita della gente e aveva organizzato una martellante propaganda rivolta all'infanzia e alla gioventù (2).

I fratelli Scholl aderirono alle organizzazioni giovanili basate su campeggi, esercitazioni militari, idee deliranti, letture di brani pagani. Era obbligatorio. 

Dietro al nazismo c'era anche un confuso background ottocentesco di autori razzisti ed antisemiti (3). 

Nel 1935, a 17 anni, Hans Scholl tornò deluso da un congresso giovanile nazista. 

Attraverso brani di loro lettere, diari e biografie si può comprendere qualcosa di questi due giovani straordinari. Sophie emerge come una ragazza intelligente, vivace, introspettiva, disegnava, suonava il piano, il flauto, leggeva molto, amava la natura, pensava di studiare biologia e filosofia. 

Hans era un bel ragazzo, appassionato di poesia e sport, tennis, nuoto e scherma. 

Adorava i versi di Rainer Maria Rilke. Studiava con passione medicina. 

A 19 anni subì un processo e venne brevemente incarcerato. Solo dopo il 1998 e il decesso della sorella maggiore, Inge Scholl, si è fatta interamente luce su questa vicenda in parte sconosciuta. 

Nel 1937 tutta la famiglia e altri ragazzi di Ulm erano stati arrestati. Erano accusati di "attività sovversiva" anche se ciò non era vero perché Hans aveva fondato un'associazione giovanile non gradita dai vertici. 

Lui era anche accusato di "oscenità", ciò si riferiva ad una storia d'amore tra lui e un coetaneo, Ernst Reden. Non c'era in quella storia nessuna oscenità ma soltanto un sincero sentimento.

Hans e Reden vennero condannati secondo il Paragraph 175, una legge contro gli omosessuali che esisteva fin dalla seconda metà del 1800 nel paese ma che era stata aggravata durante il regime. 

Lena e Robert Scholl sostennero molto il figlio, cosa ammirevole e non usuale. 

Hans prese la responsabilità su di sé ma il giudice fu più severo con Reden. 

Lui venne incarcerato circa venti giorni, Reden alcuni mesi. 

Questa vicenda scosse Hans ma fu con l'invasione della Polonia nel 1939 e lo scoppio della Seconda guerra mondiale che entrambi i fratelli incominciarono a comprendere la situazione politica. 

Sophie aveva una grande amicizia con un ragazzo, Fritz Hartnagel, militare di carriera. Lui aveva quattro anni più di lei. Egli diventò il suo confidente, si scambiavano libri, fecero alcuni brevi viaggi insieme e la loro amicizia si trasformò in un amore anche se soprattutto a distanza. 

Con lui, che si trovava al fronte, per quanto possibile nelle lettere che erano spiate, Sophie si poneva delle domande etiche importanti. Spesso erano in disaccordo. 

Ella raccontò anche a Fritz un sogno premonitore: "Recentemente ho sognato di trovarmi in una cella, incarcerata (...). Avevo un pesante anello di ferro intorno al collo: quella era la parte più brutta del sogno". 

I fratelli Scholl sarebbero stati ghigliottinati.

Hans, che invece venne mandato in Francia, parlava francese, lesse Victor Hugo, André Gide i cui libri erano stati bruciati insieme a quelli di Marcel Proust, Franz Kafka, Arthur Schnitzler, Kurt Tucholsky ma anche Sigmund Freud, Albert Einstein e altri autori a Berlino nel 1933. 

Egli scriveva in una lettera: "Tengo un bocciolo di rosa nel taschino della giacca. Ho bisogno di quel piccolo fiore perché rappresenta l'altra faccia della medaglia, lontana dalla vita militare ma non in contrasto con la mentalità militare. Dovresti sempre portare con te un piccolo segreto, specialmente quando sei con compagni come i miei".

Egli notò anche che uno dei più importanti medici francesi si era suicidato perché non voleva vivere sotto l'occupazione. 

Tornato dal fronte fu colto da un'inquietudine, di giorno continuava a nuotare e cavalcare, ad alternare lo studio universitario della medicina ai doveri militari ma di notte leggeva spesso autori proibiti come Remarque e Joyce in vecchie edizioni. 

Ebbe qualche simpatia sentimentale per ragazze e ragazzi, spesso platonici. 

Nel 1941 incontrò in un teatro la bella studentessa ventiduenne Traute Lafrenz. Lei seguiva le idee dell'Antroposofia del filosofo mistico Rudolf Steiner ed era contro il regime. Nacque tra di loro una relazione sentimentale, lei aderirà al gruppo fondato da Hans e sarà l'unica persona non di famiglia che parteciperà al funerale di lui e Sophia.

Hans mandato sul fronte russo rimase profondamente turbato dalla guerra e dallo sterminio degli ebrei polacchi. 

Nel 1942 grazie ad Alexander Schmorell, un ragazzo russo (di padre tedesco), ortodosso, dall'aria intelligente conobbe un professore con il quale studiò i testi di Sant'Agostino, Blaise Pascal, Jacques Maritain. Prima si era interessato prevalentemente di filosofia ma divenne religioso in un modo non convenzionale. 

Anche Sophie stava vivendo un periodo di ricerca di sé stessa come emerge dalle intense lettere che scriveva all'amica Lisa. 

Nel 1942 Hans fondò il gruppo "Die Weiße Rose". Essi scrissero alcuni volantini dove in modo molto chiaro, citando anche poeti tedeschi, invitavano il popolo a ribellarsi, a ritrovare umanità e dignità. 

Diffusero segretamente moltissimi volantini stampati con un ciclostile. Un lavoro immenso. 

Questa azione che a noi può sembrare semplice era invece punita con la morte. 

La Germania e l'Europa erano semidistrutte dalla guerra, una guerra che sarebbe costata 50 milioni di morti, milioni di feriti e sofferenze inaudite. 

Nel novembre 1946 Else Gabel, una prigioniera politica che era stata costretta a lavorare nella sede della Gestapo, compagna di cella di Sophie descrisse quei pochi giorni di prigionia in una lettera a Inge Scholl (4).

Raccontava che Sophie nonostante il pressante interrogatorio (5) era tranquilla, gentile e che aveva "un'aria dolce" e un viso "infantile ed innocente". 

Il funzionario della Gestapo che la interrogava le propose di non condannarla a morte come era stato deciso per il fratello se avesse rivelato i nomi degli altri ragazzi. 

lei si rifiutò. 

Nel 1989 vennero ritrovati nella Repubblica Democratica tedesca i verbali degli interrogatori del '43 che si credevano perduti. 

Hans scrisse sul muro della sua cella un verso di una poesia di Goethe sulla libertà. 

Molto brevemente Sophie, Hans e Christoph Probst poterono vedere i genitori e condividere una sigaretta prima di essere ghigliottinati. 

Due anni dopo il loro fratello Werner, 22 anni, scomparve sul fronte russo dove venne dato per disperso. 


Note

1) Otl Aicher, Willi Graf, Eugen Grimminger, Theodor Hacker, Falk Harnack, Hans Hirzel, Susanne Hirzel, Kurt Huber, Marie-Luise Jahn, Traute Lafrenz, Hans Conrad Leipelt, Franz Josef Müller, Christoph Probst,, Lilo Ramdohr, Alexander Schmorell, Hans and Sophie Scholl. 

Questa è la lista dei partecipanti del gruppo La Rosa Bianca ma potrebbe essere non completa.

2) Erika Mann, figlia di Thomas Mann, la descrisse accuratamente nel saggio "La scuola dei barbari".

3) Come si legge nel libro di William L. Shirer e del sociologo György Lukács in "Die Zerstörung der Vernunft" (La distruzione della ragione). 

Per una analisi psicologica vedere Wilhelm Reich "Psicologia di massa del fascismo ("Die Massenpsychologie des Faschismus" 1933) e alcuni testi di Erich Fromm. 

Per un'analisi sociale e culturale: Klaus Mann "Das Wunder von Madrid. Aufsätze, Reden, Kritiken 1936-1938" e "Zweimal Deutschland. Aufsätze, Reden, Kritiken 1938-1942".

4) Inge Scholl La Rosa Bianca 1942/1943 (prima ed. 1954)

5) L'interrogatorio è stato fedelmente raccontato nel bel film "La Rosa Bianca - Sophie Scholl (Sophie Scholl. Die letzten Tage) diretto da Marc Rothemund (2005). Sophie era ben interpretata dall'attrice Julia Dentsch. 

Tra gli altri film: "La rosa bianca" diretto da Michael Verhoeven (1982) e "Fünf letzte Tage" (1982) di Percy Adlon. In entrambi era interpretata dall'intensa Lena Stolze. 

Bibliografia: 

Barbara Beuys Sophie Scholl. Biografie. (ottima biografia in tedesco che si dovrebbe tradurre e pubblicare in italiano)

Romano Guardini La rosa bianca

At the Heart of the White Rose: Letters and Diaries of Hans and Sophie Scholl

(Non sono citati i libri già menzionati nelle note). 

Pubblicato il 28 gennaio 2026

Lavinia Capogna

Lavinia Capogna / Scrittrice, poeta e regista disabile

https://laviniacapogna.blogspot.com/