“Defending against AI is like using butterfly nets against ballistic missiles.”

Today’s conservative guardians of “eternal values” won’t outrun AI, not even if they sprint. Trying to hide from it is like raising a paper umbrella during a barrage of ballistic missiles. The shockwave is already forming, and most people still pretend it’s just a passing breeze. Their moral fortresses crumble the moment the algorithm enters the room. What they call protection is nothing more than ritualised denial dressed up as principle. And the unsettling truth is that the real storm hasn’t even begun to gather. We’re standing at the edge of the blast zone, insisting it’s sunrise.

Sophie und Hans Scholl, der Mut, Nein zu sagen

Die Weiße Rose war eine der wichtigsten gewaltlosen Widerstandsbewegungen gegen Nazi-Deutschland während des Zweiten Weltkriegs. Die Mitglieder der Gruppe agierten politisch und als Bürger, indem sie die Verbrechen des NS-Regimes anprangerten, zum passiven Widerstand aufriefen, an das moralische Gewissen der Deutschen appellierten und Goethe, Schiller, Aristoteles und die Bibel zitierten.

Sophie e Hans Scholl, il coraggio di dire no

Il Gruppo della Rosa Bianca (Die Weiße Rose) è stato uno dei più importanti movimenti di resistenza non violenta alla Germania nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. I componenti del gruppo agivano politicamente e da cittadini denunciando i crimini del regime nazista, chiamando alla resistenza passiva, facendo appello alla coscienza morale dei tedeschi, citando Goethe, Schiller, Aristotele, la Bibbia.

Io chi sono?

La domanda "chi sono" non è solo domanda privata, è domanda politica, storica, collettiva, è resistenza. In un'epoca che ha perso le coordinate, che corre senza sapere dove, che brucia senza illuminare e uccide senza sacrificare, chiedersi chi siamo è già un atto di rivolta.

Una Lettura Critica di "The Art of Misuse" di Jon Ippolito

"The Art of Misuse" di Jon Ippolito rappresenta un contributo teorico fondamentale alla comprensione dell'arte tecnologica. La sua forza risiede nella capacità di articolare un principio operativo, la misuse deliberata e intelligente, che attraversa decenni di pratica artistica e che continua a essere rilevante nell'era dell'intelligenza artificiale e delle piattaforme digitali. Il saggio offre una lente critica per distinguere tra diverse modalità di relazione con la tecnologia (management, mismanagement, mistificazione, misuse) e sottolinea la dimensione intrinsecamente politica dell'intervento artistico sui dispositivi tecnici. La tecnologia, nel pensiero e nelle pratiche artistiche di Ippolito, non è mai neutrale: incorpora sempre specifiche visioni del mondo, relazioni di potere e concezioni dell'agency umana.