Calogero Kalos Bonasia ha servito in Aeronautica Militare tra il 1991 e il 1995, dove ha appreso che comunicare significa distinguere il segnale dal rumore, garantire continuità informativa, preservare la tracciabilità delle decisioni. Quella disciplina è diventata il suo metodo.

Trent'anni di lavoro con organizzazioni pubbliche e private—circa cento realtà diverse—gli hanno offerto una prospettiva comparativa rara: osservare come contesti differenti affrontano gli stessi problemi strutturali con soluzioni sorprendentemente diverse. Lo guida una domanda costante: cosa accade alla memoria istituzionale quando l'informazione perde materialità?

Il suo lavoro sulla governance dei progetti non è mai stato semplice competenza tecnica: è sempre stato un modo per comprendere come le organizzazioni pensano se stesse, distribuiscono responsabilità, costruiscono—o perdono—conoscenza collettiva.

Collabora con Stultifera Navis per indagare i fenomeni digitali al di fuori dei vincoli dei periodici accademici, analizzando l’influenza della mediazione tecnica sul pensiero organizzativo.

Etiam capillus unus habet umbram suam—anche un singolo capello ha la sua ombra. Ciò che appare marginale contiene spesso le informazioni più preziose sulla struttura profonda dei sistemi.


Ma tu, amico mio, sai perché stai zappando?

Ti sei mai fermato a riflettere sul significato delle tue azioni quotidiane? In questa semplice domanda si cela una profonda riflessione. Perché facciamo ciò che facciamo? Perché ci alziamo ogni mattina e affrontiamo la nostra routine? Nel mondo aziendale, frenetico e scandito da obiettivi, scadenze e riunioni, fermarsi a riflettere sembra quasi un lusso.

DevOps e la rivoluzione del “saper fare”: filosofia, tecnologia e pragmatismo

Immaginate di essere al volante di un’auto d’epoca, impeccabile e affascinante. Ogni dettaglio è curato, il motore gira come un orologio svizzero, ma ora vi trovate su una superstrada moderna, circondati da auto elettriche che sfrecciano veloci e silenziose. Questa immagine illustra perfettamente il rapporto tra i modelli tradizionali di gestione IT, come ITIL o SDLC, e le necessità del mondo attuale, dominato da velocità, agilità e imprevedibilità.

Sette modi di pensare al pensiero: una riflessione filosofica ed epistemologica

L’arte di pensare è una delle caratteristiche più distintive dell’essere umano, ma al tempo stesso una delle più complesse. Riflettere sul pensiero significa affrontare una duplice sfida: capire come formuliamo idee, decisioni e strategie, e comprendere i limiti e le distorsioni insite nel nostro modo di ragionare. Questo articolo, ispirato sia alla pratica manageriale sia alla tradizione filosofica, esplora sette elementi fondamentali del pensiero, connettendoli a riflessioni epistemologiche e filosofiche di ampia portata.

Imparando dalle piante

“Il mondo vegetale, descritto da Stefano Mancuso come una rete decentralizzata e collaborativa, si rivela essere un modello perfetto per i team Agile. In un progetto software, infatti, non c’è un’unica entità che prende tutte le decisioni: ogni membro del team, dal Product Owner agli sviluppatori, contribuisce attivamente, in una sorta di intelligenza collettiva.”