La rete Γ¨ uno strumento di manipolazione della realtΓ , una realtΓ  simulata

π”π§πš 𝐒𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐒𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐒𝐚π₯𝐨𝐠𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧 π’π­πžπŸπšπ§π’πš 𝐂𝐒𝐫𝐒π₯π₯𝐨. - Bisogna spostare il fulcro dell’attenzione su ciΓ² che succede in rete a prescindere dall’uso personale. I dati personali, i cookies, i pop-up, tutti strumenti a favore del grande marketing, utilizzati per creare desideri, per invogliarci a comprare. Per questo insisto sul legiferare l’algoritmo, dare il proprio consenso quando ci si iscrive in un sito, non basta. La maggior parte delle persone acconsente ignara del contratto che sottoscrive. - 𝑼𝒏𝒂 π’Šπ’π’•π’†π’“π’—π’Šπ’”π’•π’‚ 𝒅𝒂𝒕𝒂𝒕𝒂 (π’‘π’–π’ƒπ’ƒπ’π’Šπ’„π’‚π’•π’‚ 𝒔𝒖 𝑺𝒐𝒍𝒐𝑻𝒂𝒃𝒍𝒆𝒕 𝒏𝒆𝒍 2020) π’Žπ’‚ 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 π’•π’†π’Žπ’‘π’.

Siamo in un’epoca in cui rischiamo di trovarci tutti isolati benchΓ© connessi

L’antropologia, specialmente quella della mente, puΓ² fornire un contributo interpretativo dei tempi che stiamo vivendo, in una prospettiva a lungo termine. Parlare, invece, di antropologia digitale mi sembra senza senso, a meno che non si intenda riferirsi alla necessitΓ  di utilizzare la tecnologia, in tutte le sue applicazioni, per studiare i comportamenti umani e la mente che ne Γ¨ l’origine.

Figure del progetto #1 – Intelligenza sprecata

Nel lavoro quotidiano β€” tra riunioni interminabili, gerarchie immobili e parole come β€œcollaborazione” svuotate di senso β€” l’intelligenza delle persone non manca: viene sprecata. Non per ignoranza, ma per paura. Non per carenza di idee, ma per eccesso di controllo. In questo articolo ho scelto di confrontarmi con Giuseppe Conte, professionista che da trent’anni riflette sulle trasformazioni del lavoro e della tecnologia con un approccio critico e filosofico. Ne Γ¨ nata una conversazione che tocca temi come la fiducia, la delega, l’ascolto e la fatica del decidere. Il risultato Γ¨ un’intervista narrativa, composta da quattro domande e da risposte dense, nate dall’esperienza diretta. Una riflessione per chi fatica a farsi ascoltare, per chi ha smesso di proporre, per chi sente che il proprio pensiero β€” quando non Γ¨ omologato β€” viene trattato come un problema. Ma anche per chi ha ancora il coraggio di fidarsi.