Filoponìa, una proposta di economia politica.

Nel suo saggio del 1933, “National Self-Sufficiency”, John Maynard Keynes espresse una critica profonda al capitalismo, affermando: «Il capitalismo non è intelligente, non è bello, non è giusto, non è virtuoso e non mantiene le promesse. In breve, non ci piace e stiamo cominciando a disprezzarlo. Ma quando ci chiediamo cosa mettere al suo posto, restiamo estremamente perplessi.» Da allora, il panorama globale ha subito notevoli trasformazioni, con l’evoluzione delle tecnologie, l’impatto delle guerre, la metamorfosi delle forme di lavoro e la ridefinizione stessa del concetto di denaro. Andrea Surbone ha individuato un fattore comune a queste dinamiche, denominandolo “accumulazione”. Egli adotta un approccio metodologico analogo a quello di uno studioso di archeologia, che indaga gli strati geologici per svelarne i segreti. Il suo metodo di ricerca si basa sull’analisi approfondita, o “scavo”, volto a individuare il denominatore comune che sottende i due principali problemi della nostra epoca: la disuguaglianza sociale e il degrado ambientale. Proprio l’accumulazione è il fattore determinante alla base di queste problematiche.

La produttività e suoi sinonimi. Stagnazione salariale italiana: una lettura di psicologia del lavoro e di analisi organizzativa

In Italia i salari reali sono fermi da una generazione, fenomeno discusso a livello di policy ma raramente di lessico. Questo articolo sposta lo sguardo dal fenomeno alla parola che lo nomina: produttività, oggi nel discorso pubblico italiano un dispositivo di attribuzione asimmetrica che cade quasi sempre addosso ai lavoratori, quasi mai al capitale e a chi prende le decisioni di investimento. Attraverso un'analisi che intreccia teoria organizzativa (Argyris e Schön, Pfeffer, Mintzberg, Weick) e teoria critica del capitalismo contemporaneo (Boltanski e Chiapello, Crouch, Fleming, Fraser, Standing, Streeck), il contributo mostra come la traduzione manageriale e formativa del problema della produttività funzioni da dispositivo di neutralizzazione del conflitto e di psicologizzazione di nodi strutturali. Vengono discussi lo scarto tra teorie dichiarate e teorie d'uso nel governo d'impresa, la dimensione redistributiva (sistematicamente elusa nel discorso people), il ruolo dell'industria della consulenza nell'autoriproduzione del meccanismo. La tesi: la stagnazione salariale italiana non è un problema irrisolto, è un problema malposto. Il lessico con cui ne parliamo da trent'anni serve a non dover decidere chi paga; restituirgli simmetria non basta a risolvere il problema, ma è la condizione perché torni a essere discutibile.

Meno capitale, più visione

Come sta cambiando il modo di costruire startup (e perché l’Italia può giocare un ruolo chiave). C’è un cambiamento nell’aria della Silicon Valley. Non lo si percepisce nei titoli dei giornali o nei megadeal miliardari, ma nei dettagli più sottili: nei pitch meno enfatici, nelle slide più essenziali, nelle parole dei founder che iniziano a parlare meno di fundraising e più di prodotto. È come se qualcosa si fosse rotto — o forse si fosse semplicemente concluso. Un ciclo si è chiuso, e un altro si sta aprendo. E come spesso accade, tutto parte dai corridoi di Y Combinator.