Mito della caverna e salto in alto. La rivoluzione platonica di fosbury

Il 20 ottobre 1968, il futuro ingegnere Dick Fosbury originario di Portland, Oregon, riscrive la storia di una delle specialità più classiche dell’atletica: il salto in alto. Lo fa, e questo inevitabilmente aiuterà le fortune della nuova tecnica, vincendo la medaglia d’oro con 2 metri e 24 centimetri. Da allora, in pedana, nulla sarà più come prima. Il nuovo modo di saltare, dando le spalle all’asticella, conquista lentamente, ma inesorabilmente tutto il mondo. Il ventrale, allora il verbo incontrastato della specialità, va in pensione nonostante qualche ostinata eccezione (come quella l’ucraino Volodja Yaschenko nella seconda metà degli anni ‘70) provi a tenerlo miracolosamente in vita.