Fare dal nulla, trarre ad esistere, dare origine. Se questo è il senso profondo dell’attività creativa, essa deve per forza essere intesa, in origine, come attributo divino. “All’inizio, Dio creò il cielo e la terra”. “Dio disse: ‘Che la luce sia’, e la luce fu.” (Genesi, 1). La creazione è dunque il supremo, l’estremo esempio di mutamento: dalle tenebre alla luce, dal nulla all’esistenza, dall’assenza alla presenza.
Parlando di creazione, si sfiora l’indicibile, e le parole si rivelano inadeguate. Nessuna parola migliore è stata trovata per definire questo passaggio radicale, eppure il significato remoto della parola non ci parla (a differenza della parola che racconta dello stato che precede la creazione, il caos) di rottura, di soluzione di continuità. Ci parla invece di un comportamento per nulla divino –ed anzi del tutto umano–, ci parla di un processo di mutamento che è per sua natura lento: la crescita.
La spiegazione (se di spiegazione si può parlare) si trova ancora in un passo difficile della Bibbia: “noi sappiamo infatti che tutta la creazione fino ad oggi soffre i travagli del parto” (Lettera ai Romani, 8, 22). La creazione non è terminata, è un faticoso mutamento continuo, rischia in ogni momento di scadere nel decadimento e nella corruzione. La sostiene però la speranza in un futuro migliore, ed è questa speranza che spinge l’uomo ad agire.
All’origine sia di creazione che di crescita sta un’unica radice europea. Kre- esprime l’idea di ‘spingere’, ‘crescere’. Da cui, per esempio, anche cereale (per via di Ceres, dea delle messi e della crescita), creolo (portoghese crioulo, spagnolo criollo, francese créole, ‘schiavo nato nella casa del padrone’) e l’inglese increase, ‘crescere, ‘aumentare’.
Eccoci dunque alla creatività, che è ‘fervore di estro e di genio’, perenne distruzione di ciò che è già stato fatto e sperimentato, capacità di dar luogo a nuove combinazioni degli elementi. Ma che è anche –quando non è solo atteggiamento infantile, fuga dalla realtà– capacità di far crescere (o lasciar crescere) le nuove idee. Da un lato non soffocandole sotto coltri di regole e di norme. Dall’altro non illudendosi che la pianta cresca spontanea. La pianta, quasi sempre, ha bisogno di essere innaffiata e potata.