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OGNI TANTO, LE PUBBLICITÀ SANNO ESSERE TRASPARENTI!

Qualche volta mi si critica per le conclusioni che traggo dalle mie analisi linguistiche (comprese le analisi che ho proposto in questa rubrica della Stultifera Navis che Carlo Mazzucchelli e Francesco Varanini mi permettono di tenere).

Mi si dice che tendo a vedere dietro ai sintagmi e alle frasi che analizzo dei significati che in realtà non esistono. Mi si dice che quello che una frase significa è tutto lì, ben visibile alla luce del sole, immediatamente percepibile e comprensibile, e che la frase non nasconde nulla, non significa assolutamente un “di più” che starebbe occultato tra le sue pieghe.

Confesso che, di fronte a queste critiche, le mie certezze talvolta vacillano.

Per fortuna, non mancano però anche le conferme a quello che da tempo vado studiando e dicendo (assieme ai miei colleghi Luca Magni e Ahlam Alharbi).

Mi sono soffermato più di una volta sull’uso (o abuso) che le pubblicità e gli slogan fanno di aggettivi quali BUONO e di sostantivi quali BONTÀ, BENESSERE e SALUTE, e su come il loro uso non ci faccia, almeno temporaneamente, vedere e pensare a ciò che di negativo (qualunque cosa esso sia) questi aggettivi e sostantivi possono occultare (ad esempio, l’impiego di additivi chimici o l’uso di certi metodi industriali nel processo produttivo, i quali non sempre sono privi di effetti indesiderati; lo sfruttamento indebito delle risorse del pianeta; le condizioni e i compensi dei lavoratori).

Ebbene, mi è capitato di recente di imbattermi in una pubblicità di un caffè la quale, rendendo trasparenti le implicazioni sociali e ambientali della produzione del caffè, conferma indirettamente quanto vado affermando, e cioè che l’uso di BUONO, BONTÀ, BENESSERE, SALUTE e simili spesso nasconde significati e cose indesiderate che non vorremmo vedere e di cui mai vorremmo sapere.

Questa pubblicità ribalta il modo classico di presentare il BUONO e la BONTÀ, associandolo apertamente a ciò che altre pubblicità occultano: l’impatto che la coltivazione del caffè ha sulle persone e sull’ambiente:

“(Questo) è un caffè BUONO per le persone che lo coltivano, perché garantisce loro un prezzo giusto e un premio fair trade che investono in progetti sociali in favore di tutta la comunità.

(Questo) è un caffè BUONO per il pianeta, perché cresce all’ombra di foreste curate, che preservano la biodiversità e lo proteggono dai crescenti cambiamenti climatici.”

Questa pubblicità non occulta o maschera effetti collaterali o verità scomode: essa anzi rivela apertamente implicazioni e condizioni che altre pubblicità, tacendole, tendono a occultare.

Qui il BUONO serve a rivelare ciò che altri BUONO nascondono. Qui il BUONO serve per affrontare a viso aperto problemi di cui altri BUONO non vogliono occuparsi.

Questo tipo di comunicazione mi conferma che le mie analisi non sono frutto di un’indebita interpretazione: il linguaggio ha davvero il potere di occultare o rivelare, e certe volte esistono pubblicità che scelgono consapevolmente la trasparenza.

Pubblicato il 09 febbraio 2026

Giorgio Marchetti

Giorgio Marchetti / Founder and co-head of research of Mind Consciousness Language research center

https://www.mind-consciousness-language.com/