Team Lead People Partner Europe South presso FlixBus
HR manager, particulary focused on Organizational development, Recruiting, Social Recruiting, Training, Learning Models and Process, Compensation and Benefit.
Engaged in connecting the abstract world of business and technology and the world of human beings!
Subscriber of Agile HR Manifesto.
L'utopia necessaria
E' il momento di promuove utopie, intese non come progetti da realizzare punto per punto, ma come metodo euristico — costruire scenari desiderabili, immaginare, sognare. Questo serve a rendere visibili i limiti del presente, funziona come diagnostica sociale tanto quanto come proposta
Da Dio all'Io
La scomparsa del sacro ha conseguenze molto importanti sul nostro essere società, sulla visione di futuro, su quella di umano. Il tema non è tornare a Dio, ma riscoprire e interrogarsi il sacro come funzione, per poter ancora immaginare una società e non semplicemente una collezione di individui. Cosa rimane di sacro per noi, al di fuori di noi?
Temptation Island. C'è sempre un video per te
La tentazione, di fronte a trasmissioni come Temptation Island o alla sovraesposizione social e mediatica, è duplice e opposta: lo scandalo moralistico che li condanna in blocco, o la scrollata di spalle che li liquida come irrilevanti. Ma entrambe le posizioni mancano il bersaglio perché il punto non è né scandalizzarsi né minimizzare, ma imparare a vedere il meccanismo — riconoscere quando un aspetto del sé sta venendo convertito in contenuto valutabile, chiedersi chi ha costruito la scala su cui ci si sta misurando, e a chi conviene che ci si misuri.
Not hungry, not foolish
Basta con la retorica e l'ipocrisia delle persone al centro, della people culture, dell’engagement. Ai carcerati non si chiede engagement, si chiede buona condotta, non di amare le sbarre e il secondino.
Friendflation. Amicizia a caro prezzo
Pagare per incontrarsi? In città pensate come vetrine di opportunità di consumo, anche coltivare amicizie ha un prezzo, che purtroppo spesso non possiamo permetterci
Proletarian Cosplay
Logica del consumo e omologazione culturale stanno desertificando umanamente e moralmente le nostre città, che assomigliano sempre più a grandi centri commerciali all’aperto. Davvero possiamo chiamare questo progresso e riqualificazione? Questi outlet con posto letto e area food sono davvero le città di cui abbiamo bisogno come umani?
Sono tempi grami
Al funerale della realtà
La crisi intorno alla verità non si sostanzia "solo" in un aumento esponenziale delle bugie pubbliche, ma come una crisi delle condizioni che rendono possibile conoscere insieme. le società democratiche hanno bisogno di una base epistemica condivisa, cioè di alcuni criteri comuni per distinguere affermazioni attendibili, opinioni, interpretazioni, propaganda e falsità. Non significa avere tutti la stessa opinione. Significa però condividere almeno alcune regole del gioco: le prove contano, le fonti vanno valutate, le contraddizioni vanno prese sul serio, la discussione pubblica deve poter correggere gli errori.
Questa felicità ha rotto
l vero problema non è cercare di essere felici, aspirazione naturale e legittima, ma usare simulacro della felicità per evitare domande più scomode: perché il lavoro rende molte persone ansiose? Perché la competizione sociale produce isolamento? Perché la precarietà viene trattata come un problema di mindset? Perché si chiede agli individui di adattarsi invece di cambiare le strutture che li fanno soffrire?
Lavoro senza senso
Una visione meramente performativa e economica della vita e del lavoro ha progressivamente marginalizzato il senso stesso di lavorare. Dobbiamo smettere di considerare di trattare esaurimento e disengagement come patologie individuali e cominciare a riconoscerlo come segnale collettivo di un sistema che non è più umanamente sostenibile
La religione della produttività
Qualsiasi innovazione tecnologica introdotta nel sistema produttivo, un sistema che, aldilà delle futilità ben confenzionate come ESG e responsabilità sociale, nel concreto non dimostra nessuna etica, nessuna consapevolezza delle conseguenze sociali e ambientali delle proprie scelte, andrà sempre più a discapito del lavoro umano. In un sistema in cui tutto è sacrificato sull’altare delle produttività per permettere a sempre più pochi di guadagnare sempre di più, il contributo dell’uomo sarà sempre più limitato e marginale.
Gemello digitale, incubo reale
Stiamo entrando nell’epoca in cui non ci importa più se chi ci parla un essere vivente o la sua copia perfetta, ma solo virtuale, digitale, tecnologica?
Processo ai social media
martedì 27 gennaio alla Corte Superiore della Contea di Los Angeles si è aperto un processo destinato a fare da apripista sul tema della dipendenza dai social media e sui suoi effetti sulla salute mentale dei cosiddetti “nativi digitali”. E' importante che se ne parli
La seconda lacrima
Una riflessione tratta da uno spunto di Kundera sull'incessante produzione di "merda" e il ruolo che abbiamo nella sua produzione
No other choice
Un film che solleva interrogativi potenti: come si sopravvive in una società il cui primo comandamento è estirpare ogni forma di solidarietà e moralità dai lavoratori? e perché continuiamo a desiderare di definirci attraverso il nostro lavoro anche quando è proprio questo a consumarci?
Il nostro rapporto tossico con il tempo
Tendiamo a riempire le nostre case di oggetti, il nostro tempo libero di relazioni e di attività di vario tipo. Il tempo “improduttivo” ci sembra sprecato e ci è più facile ragionare in termini di spazi vuoti e spazi pieni. Eppure, quel vuoto che tanto ci spaventa è un contenitore di potenzialità inesplorate.
Crans Montana e social media
Per l’anno nuovo facciamo a tutti un favore: condividiamo se abbiamo un’idea, un punto di vista e soprattutto degli argomenti, se no, via di gattini, foto in costume e aforismi da baci Perugina, usiamo questo per la nostra dose di dopamina social. E' più onesto e sano per tutti.
Andrà tutto bene. Forse.
Progesso, sviluppo, futuro...una riflessione
Soffrire ancora, soffrire meglio
La negazione e anestetizzazione continua e progressiva del dolore, tipica della società contemporanea, ha un effetto collaterale molto pericoloso: l'anestetizzazione della realtà, la sospensione della vita.
Non c'è alternativa?
Siamo immersi nella frenesia (e disperazione) più totale, siamo alienati da un mondo in costante accelerazione. Siamo in competizione sotto ogni aspetto, non solo sotto quello economico-professionale, ma anche personale ed affettivo. Alla gara ora si è aggiunta anche “l’intelligenza artificiale”, è molto difficile, se non impossibile, stare al suo livello di “produttività”. Più cerchiamo di rimanere al passo, più ci trasformiamo in macchine. E come sento rabbrividendo in convegni paradossalmente di RISORSE UMANE, la soluziose sarebbe adeguarci alla bellezza futurista di team aumentati, di efficienza forse, non certo di umanità.