La carezza dell’algoritmo

Carlo Mazzucchelli ha scritto un saggio denso e necessario su come le piattaforme digitali abbiano reso le emozioni computabili. La sua analisi delle metriche affettive come dispositivi che non misurano emozioni preesistenti ma le producono, le disciplinano, le estraggono, è convincente. Mi ha fatto pensare.

Quando Kafka Scrisse il Nostro Futuro Digitale

C’è una sensazione che conosco bene, e che probabilmente anche tu hai vissuto almeno una volta: quella di essere escluso, bloccato, rifiutato da un sistema digitale senza ricevere alcuna spiegazione comprensibile. Il tuo account sospeso senza preavviso, la tua richiesta di credito negata con un messaggio automatico, la tua visibilità sui social media che crolla misteriosamente. Cerchi un motivo, cerchi un responsabile, cerchi semplicemente qualcuno con cui parlare, ma trovi soltanto un labirinto di FAQ, chatbot e risposte preconfezionate che si rimandano l’una con l’altra in un ciclo apparentemente infinito.

Il Colosseo in Tasca

Come la tua opinione nei Social Network è diventata carburante per una guerra che non hai dichiarato. Ed ecco che il tuo pacato commento viene letteralmente sbattuto davanti a persone che non solo non sono d’accordo con te, ma statisticamente hanno dimostrato di reagire con entusiasmo quando trovano qualcuno da contraddire. Come gli algoritmi da profitto dei Social Network stimolano lo scontro tra esseri umani.

La vita emotiva sotto metrica: come le piattaforme digitali hanno reso le emozioni computabili

Le piattaforme digitali hanno operato una trasformazione radicale della vita emotiva attraverso l'introduzione di metriche quantificabili (likes/MiPiace, reazioni e interazioni, emoji, commenti, ecc.). Questo breve saggio prova ad analizzare come tali metriche non si limitino a misurare emozioni preesistenti ma le trasformino ontologicamente, (ri)creandole, rendendole discrete, computabili, estrattive, e funzionali all'accumulazione capitalistica. Attraverso l'analisi del caso Linkedin, si mostra come anche le emozioni professionali siano state colonizzate dal paradigma metrico. Infine, si discute il progetto Stultifera Navis come tentativo di resistenza attraverso l'abolizione radicale delle metriche affettive.

Vampiri di attenzione, perché il “gratis” costa più di quanto sembra

L’attenzione viene trattata come un optional, qualcosa che si può accendere e spegnere a piacere, e spesso viene confusa con la concentrazione. In realtà sono parenti, non gemelli. La concentrazione è un “cono” stretto puntato su un compito. L’attenzione è la regia: decide cosa entra, cosa resta fuori, quanto a lungo, con quale intensità, e soprattutto quanto “carburante cognitivo” viene bruciato nel farlo. In psicologia cognitiva e neuroscienze l’attenzione è descritta proprio come controllo flessibile di risorse limitate, non come un interruttore.

Una Lettura Critica di "The Art of Misuse" di Jon Ippolito

"The Art of Misuse" di Jon Ippolito rappresenta un contributo teorico fondamentale alla comprensione dell'arte tecnologica. La sua forza risiede nella capacità di articolare un principio operativo, la misuse deliberata e intelligente, che attraversa decenni di pratica artistica e che continua a essere rilevante nell'era dell'intelligenza artificiale e delle piattaforme digitali. Il saggio offre una lente critica per distinguere tra diverse modalità di relazione con la tecnologia (management, mismanagement, mistificazione, misuse) e sottolinea la dimensione intrinsecamente politica dell'intervento artistico sui dispositivi tecnici. La tecnologia, nel pensiero e nelle pratiche artistiche di Ippolito, non è mai neutrale: incorpora sempre specifiche visioni del mondo, relazioni di potere e concezioni dell'agency umana.

La Morte dell'Eureka: Perché l'algoritmo sta uccidendo la tua genialità

Il feed non è una finestra sul mondo, è uno specchio di comfort. E nessuno trova nuove terre guardando il proprio riflesso. Un'analisi su come il comfort digitale e la validazione algoritmica stanno distruggendo la nostra capacità di innovare. Per ritrovare il momento 'Eureka' (Kairos), dobbiamo rompere lo specchio di Narciso e abbracciare l'attrito.

Il potere degli algoritmi: è tempo di ribellarsi?

La proliferazione di algoritmi, la loro forza e prepotenza crescenti sono espressione della velocità di fuga della tecnologia ma anche della sua follia. Stiamo vivendo una nuova fase di evoluzione del capitalismo, dominato dai tempi e dagli automatismi della tecnologia, e all'inizio di una nuova epoca caratterizzata da nuove forme di schiavitù (servitù). Non è solo la schiavitù delle pubblicità online o degli algoritmi della trasparenza radicale di Facebook ma quella che si sta determinando nei posti di lavoro e nella società. (Un articolo scritto nel 2018 e pubblicato sul mio progetto online SoloTablet fondato nel 2010 per promuovere una riflessione critica sulla tecnologia)