Lo sguardo dei manager italiani sulla Gen Z

L'arrivo della Generazione Z nelle organizzazioni ha generato una mole di discorsi manageriali, toolkit e programmi dedicati. Questo articolo sposta lo sguardo: dall'oggetto osservato (i giovani lavoratori) al soggetto che osserva (manager, funzioni HR, dispositivi organizzativi). Attraverso una lettura critica che attinge a Boltanski e Chiapello, Standing, Crouch, Fleming, Edmondson, Fraser, Honneth, Sennett e Latour, il contributo esamina come categorie diffuse — purpose, psychological safety, organizational citizenship, wellbeing, sustainability — funzionino spesso come dispositivi di neutralizzazione del conflitto e di psicologizzazione di problemi strutturali. Vengono discussi i fenomeni di DEI washing e purpose washing, la dimensione redistributiva (sistematicamente elusa nel discorso people), la differenza tra comunità organizzativa come retorica e come progetto istituzionale. La tesi: la Gen Z non è una sfida generazionale, ma una lente diagnostica che rende visibili scarti già presenti tra rotta dichiarata e rotta effettiva delle organizzazioni contemporanee.

[Etica]

‘Etica’ e ‘morale’ sono termini strettamente connessi. E al di là di cavillose e sottili distinzioni concepite dai filosofi, indicano una cosa semplice e precisa:  il sistema  di concetti, giudizi, norme, valori a cui fa riferimento, nella sua condotta, ogni singolo uomo.

[Azione]

L’azione, in italiano, è l’‘agire consapevole’. E’ anche ‘movimento’, ‘moto’; è il soggetto di un’opera letteraria o teatrale, è un fatto d’arme. E’ un modo di gestire, di muoversi. E’ ‘faccenda’, ‘negozio’, ‘affare’. E’ anche ‘agire davanti alla giustizia’.

[Caos]

La parola ci ricorda così che anche i mondi più meravigliosamente ‘creati’ –‘costruiti’, ‘organizzati’– conservano traccia di un originario ‘disordine’.

Come vi rovino l’ultima illusione di Sanremo: Il Festival come asset industriale integrato

Sanremo non è un festival, è un asset industriale. L'egemonia di Friends & Partners. Il monopolio che nessuno tocca. La fine dell'illusione Sanremo 2026: 186 milioni di fatturato, 18 Big su 30 nella stessa scuderia, un unico proprietario per artisti, biglietti e venue. L'inchiesta che svela il monopolio culturale di Friends & Partners/CTS Eventim e la sua neutralizzazione politica. Benvenuti nel negozio monomarca della musica italiana.