NOVITA'[2181]
Lo sguardo dei manager italiani sulla Gen Z
L'arrivo della Generazione Z nelle organizzazioni ha generato una mole di discorsi manageriali, toolkit e programmi dedicati. Questo articolo sposta lo sguardo: dall'oggetto osservato (i giovani lavoratori) al soggetto che osserva (manager, funzioni HR, dispositivi organizzativi). Attraverso una lettura critica che attinge a Boltanski e Chiapello, Standing, Crouch, Fleming, Edmondson, Fraser, Honneth, Sennett e Latour, il contributo esamina come categorie diffuse — purpose, psychological safety, organizational citizenship, wellbeing, sustainability — funzionino spesso come dispositivi di neutralizzazione del conflitto e di psicologizzazione di problemi strutturali. Vengono discussi i fenomeni di DEI washing e purpose washing, la dimensione redistributiva (sistematicamente elusa nel discorso people), la differenza tra comunità organizzativa come retorica e come progetto istituzionale. La tesi: la Gen Z non è una sfida generazionale, ma una lente diagnostica che rende visibili scarti già presenti tra rotta dichiarata e rotta effettiva delle organizzazioni contemporanee.
[Etica]
‘Etica’ e ‘morale’ sono termini strettamente connessi. E al di là di cavillose e sottili distinzioni concepite dai filosofi, indicano una cosa semplice e precisa: il sistema di concetti, giudizi, norme, valori a cui fa riferimento, nella sua condotta, ogni singolo uomo.
[Ecologia]
Non basta ‘mettere ordine in casa propria’. Viviamo tutti in un’unica casa comune.
[Azione]
L’azione, in italiano, è l’‘agire consapevole’. E’ anche ‘movimento’, ‘moto’; è il soggetto di un’opera letteraria o teatrale, è un fatto d’arme. E’ un modo di gestire, di muoversi. E’ ‘faccenda’, ‘negozio’, ‘affare’. E’ anche ‘agire davanti alla giustizia’.
[Caos]
La parola ci ricorda così che anche i mondi più meravigliosamente ‘creati’ –‘costruiti’, ‘organizzati’– conservano traccia di un originario ‘disordine’.
[Emergenza]
Lo scenario che fa da sfondo ai nostri affari non è quello che abbiamo già appreso a conoscere, ma è lo scenario emergente.
[Bello, Bene, Buono]
Possiamo pesare ad buon prodotto o buon processo. Ma l’utilitarismo, l’orientamento alla soddisfazione dei bisogni, ci appaiono in contrasto con la bontà.
Cibernetica, Ciberspazio
Cybernetics trae origine dal greco kybernetiké. Che descrive una téchnē, un'arte o mestiere: l''arte di pilotare'
[ Icona ]
Come nascondeva al fedele bizantino il mistero dell'altare, l'icona nasconde a noi il misterioso funzionamento della macchina.
[Vision]
La vision è l'illuminazione, lo schiudersi improvviso della mente alla conoscenza del vero, alla concezione di una idea.
[Creatività]
Parlando di creazione, si sfiora l’indicibile, e le parole si rivelano inadeguate.
[Conflitto]
[ Image ]
In inglese image è anche verbo: to image sta per ‘to picture in the mind’, e per ‘costruire una immagine’, ‘rispecchiare’, ‘caratterizzare’, ‘descrivere’.
Come vi rovino l’ultima illusione di Sanremo: Il Festival come asset industriale integrato
Sanremo non è un festival, è un asset industriale. L'egemonia di Friends & Partners. Il monopolio che nessuno tocca. La fine dell'illusione Sanremo 2026: 186 milioni di fatturato, 18 Big su 30 nella stessa scuderia, un unico proprietario per artisti, biglietti e venue. L'inchiesta che svela il monopolio culturale di Friends & Partners/CTS Eventim e la sua neutralizzazione politica. Benvenuti nel negozio monomarca della musica italiana.
[ Impresa, Imprenditore ]
Il “lavoro creativo unisce in un unico fine armonico poeti, artisti, registi, musicisti, ballerini, comparse, scenografi, elettricisti, costumisti”. Difficile trova una migliore definizione di impresa.