La colpa di cambiare

Un uomo che cambia non è più un simbolo: è un enigma. Ed è allora che nasce il disprezzo. Perché la metamorfosi è uno specchio, e chi la guarda teme di riconoscersi. Tutti vogliono essere liberi, ma nessuno vuole vedere cosa accade quando la libertà prende forma — quando un uomo decide di non essere più ciò che gli altri vogliono che sia. Il cambiamento non è mai estetico, è ontologico. Tocca l’essere, lo deforma, lo riscrive. E questo, per chi resta immobile, è intollerabile.

La medicina di cui il mondo ha bisogno

Cosa significa davvero viaggiare? Non solo muoversi nello spazio, ma aprire la mente e il cuore ad un'altra forma di esistenza, a un modo diverso di essere umani. Il Giappone, con la sua grazia silenziosa e la sua gentilezza sacra, mi ha regalato qualcosa che va ben oltre la semplice esperienza turistica: una lezione di umanità. In un mondo che perde spesso il senso del rispetto, dell'ascolto e della cura, quel viaggio è diventato per me la medicina di cui tutti avremmo bisogno. Questa non è la cronaca di un viaggio, ma un invito a riscoprire l'essenziale: rallentare, osservare con attenzione, imparare con umiltà e portare con sé ciò che si è ricevuto, ovunque si vada.

Alla sera leoni, alla mattina robot

Se c’è qualcuno che mostra i segni da disturbo da stress post traumatico, quelli siamo noi quando ci troviamo  di fronte all’irruzione dell’incontrollabile, di quel leone interiore che non si lascia addomesticare e che chiede ascolto e trasformazione. Siamo noi il robot, e di leoni ce ne troviamo di fronte uno nuovo ogni giorno: la tecnologia, le guerre, la crisi economica, il cambiamento climatico

La penisola del cuore spezzato

C'è un punto del mondo in cui il confine non è solo una linea sulla mappa, ma una ferita ancora aperta. Camminare lungo il 38° parallelo significa entrare in contatto con storie che nessun libro di storia potrà mai restituire davvero. La Corea del Sud mi ha mostrato che la pace non è mai scontata e che la vera forza si nasconde spesso negli occhi di chi ha perso tutto, ma continua a sperare. Questo non è un diario di viaggio, ma un pezzo di umanità raccolto tra le pieghe di un confine che non dovrebbe più esistere.

Confessioni di una "disconnessa"

Non ho portato nulla a casa dal mio viaggio se non ciò che non si può comprare: silenzio, lentezza, presenza. Ho spento il telefono per più di un mese, mi sono scollegata dal mondo digitale e connessa a qualcosa di molto più profondo.

Anno nuovo, nuove narrazioni

Per raccontarsi e raccontare bisogna imparare a farlo, facendo i conti e venendo a patti innanzitutto con sé stessi. Questo testo è stato tratto dal mio libro 𝐋𝐚 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐭à 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐫𝐨𝐧𝐚𝐯𝐢𝐫𝐮𝐬.

Gli ultimi giorni.

Letto l'articolo "Droni o non droni" di Carlo Mazzucchelli, l'Autore cita il grande H.P. Lovecraft individuando nelle sue opere quel buio che rappresenta il declino della razza umana.

El sembrador de palabrotas (pac)

Mi abuelo compareció ante el juez de paz sin decir nada a nadie. Fue convocado por presuntamente haber cometido delitos de odio, difusión de bulos y participación en reuniones de desinformación sobre derechos humanos y libertades fundamentales.

Primero de Mayo en La Habana

Ogni viaggio è un viaggio alla ricerca di sé stesso. Viaggiare è sentirsi a casa in un luogo. Non dipende dalla durata della permanenza. Dipende dall’intima sintonia con il luogo, con la cultura, con l’ambiente. L’accoglienza è qualcosa di sottile e involontario, e fa il paio con l’altrettanto involontaria disponibilità a sentirsi a proprio agio, immersi nella quotidianità locale, straniero sempre, ma a proprio agio. In questo racconto, un evento: il discorso pronunciato da Fidel Castro -ormai anziano, ma sempre carismatico- in un primo maggio. All'Avana, a Cuba. Evento che non sarebbe potuto accadere altrove.

Vorrei parlare sempre di cose importanti

Una riflessione che nasce dalla lettura di alcuni libri fatta sulle piacevoli e solitarie spiagge di Kythera dalle quali sono da poco tornato. Libri tra loro diversi ma che nella mia mente si sono coalizzati nel far emergere pensieri e riflessioni che ora condivido con chi come me ama ancora leggere, confrontarsi, dialogare e soprattutto resistere cercando di diradare le nebbie dell'era delle macchine, cercando sempre di spare dove ci si trovi, anche smarriti, ma consapevoli di dove si è.

Pronti per la traversata?

Sta per iniziare un nuovo anno scolastico e, visto che siamo in tema, mi piace paragonarlo alla traversata di una nave dove bambini e bambine, maestri e maestre, devono mettercela tutta per attraversare l'oceano superando rischi e pericoli imparando a farlo nei modi più adeguati.

La tazza sbeccata

Una storia che ha come protagonista una tazza sbeccata ma che parla di ricordi, quelli che non si buttano mai via, che rimangono con noi, nel bene e nel male.

Frida Kahlo: forte come la vita

La vita e le opere della pittrice messicana Frida Kahlo continuano ad esercitare un grandissimo fascino artistico e un forte impatto emotivo. Molto probabilmente questa donna coraggiosa sarà ricordata nei tempi a venire come la più grande pittrice del Novecento. Visse appena 47 anni in uno dei paesi più belli, il Messico, e la sua passione fu la politica: comunista prese parte a tutte le lotte pacifiche e i fermenti a difesa dei molti oppressi e poveri della grande nazione centroamericana. Suo padre, Wilhelm Kahlo, al quale fu molto legata affettivamente, era un ungherese, ebreo, amante della letteratura e della musica. Molto bello è il ritratto del padre che Frida dipinse nel 1951 e la scritta che si legge in alto: una dichiarazione di grande affetto.

Il dazio è tratto

Prima di iniziare una premessa e una rassicurazione. La premessa necessaria è che ciò che state leggendo null’altro è che un divertissement estivo, la cui origine è da ricercare unicamente nella ferma calura di un assonnato pomeriggio d’estate e il cui scopo è soltanto quello di saggiare se e come un pensiero rilassato, lieve, tendenzialmente sbadato, forse un po’ annoiato, diremmo quasi spiaggiato - insomma quella tipologia di pensiero che promana dalla tipica postura che si assume quando si sonnecchia comodamente sotto l’ombrellone o dondolandosi amabilmente su una amaca - possa essere in grado di contenere (più per un fatto casuale che causale) anche qualche spunto interessante.