A me interessa, I care

“Uomini e donne vivono accanto da millenni, ma tanto poco si conoscono, tanto poco tentano di conoscersi, di intendersi, di creare zone profonde d’armonia, anziché cercare di sopraffarsi, di imporsi gli uni agli altri! Tanto poco si sorridono dall’intimo del loro essere. Non provano tenerezza se non superficiale, transitoria. Sono incapaci di ricominciare ogni mattina l’opera di paziente, vicendevole conquista, e di innalzare ogni sera l’inno di ringraziamento per l’esistenza della persona cara che la sorte ha dato loro d’incontrare. Non amano. Non amano neppure se stessi. Cresceranno? Diverranno un giorno, queste larve, veramente donne e uomini?” - Sibilla Aleramo

L'importanza di immaginare utopie

Senza pensare utopie, ci si condanna a non agire politicamente Non si possono cogliere e affrontare le sfide della contemporaneità. L’evidenza più eclatante è cronaca di questi giorni. Una Europa abituata a volare basso, a galleggiare, a gestire compromessi, a burocratizzarsi, si è impedita di pensare in grande, di osare, di agire con radicalità di pensiero e di visione, ha coltivato spaventata la delegittimazione di ogni UTOPIA.

Gurdulù, Torrismondo e Carlomagno

Come ho scritto nel mio libro "L'Intelligenza Inesistente", io credo che molti di noi vivano oggi nella totale inconsapevolezza con la quale andiamo in giro per il mondo lasciando tracce digitali di noi, pronte per essere "messe a valore" dai tecnocrati della Silicon Valley, serviti dalla loro migliore paladina, l'intelligenza artificiale. Che cosa verrà da qui in avanti non lo sappiamo, e per scoprirlo non ci aiuterà una tecnologia che basa le sue previsioni sull'ipotesi che il futuro sarà una replica di quanto accaduto nel passato. Comprendere questo fenomeno, però, può aiutarci a costruire tecnologie alternative, che promuovano la convivialità e la partecipazione diffusa, a scuola come nella società.

Ho preso il largo, per disertare da questo mondo terrestre!

𝑳𝒂 𝒏𝒂𝒗𝒆 𝒅𝒆𝒊 𝒇𝒐𝒍𝒍𝒊 (𝑺𝒕𝒖𝒍𝒕𝒊𝒇𝒆𝒓𝒂𝒏𝒂𝒗𝒊𝒔) 𝒔𝒊 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒂 𝒎𝒐𝒍𝒕𝒆𝒑𝒍𝒊𝒄𝒊 𝒎𝒆𝒕𝒂𝒇𝒐𝒓𝒆, non solo marin(ar)e. Sono metafore, esistenziali e filosofiche, letterarie e narrative. La metafora con cui voglio cimentarmi in questo testo è quella della “diserzione” (deserĕre «abbandonare»), come scelta individuale, impegnata, sociale e politica. La collego al prendere il largo, che poi significa abbandonare la terraferma, ormai percepita sull’orlo dello sfacelo, valutando il rischio di andar per mare, tra fiordi e canali, marosi, venti impetuosi e tempeste, ombre oscure e abissi, imprevedibilità delle correnti e (mal)configurazioni delle coste. Un rischio percepito come minore, rispetto a quello di rimanere fermi sul “bagnasciuga” (chi ha visto la petroliera puntare diritto verso la spiaggia o le Tesla che si accartocciano una sull’altra per il venire meno della connessione Starlink nel film Leave the world behind, sa a cosa mi riferisco).

The Brutalist, opera epica quasi mitologica

A dispetto del titolo, The Brutalist non è propriamente un film sull’omonimo movimento architettonico. Il brutalismo assunto a tema centrale del film è quello della vicenda umana del protagonista, prima come immigrato, poi come artista e infine come uomo. Brutalista è quindi l’uomo moderno, in preda alla hybris di determinare il proprio destino e realizzare opere destinate a sopravvivergli, al costo però di perdere la propria umanità, le gioie del presente, la connessione con i propri sentimenti più naturali.

Calici e pagine: l'arte di degustare la vita

Un buon libro fa sognare, un buon vino emoziona. Entrambi hanno il potere di creare momenti indimenticabili: sono creatori di ricordi, tessitori di momenti significativi. Invitano a rallentare e a godere delle piccole cose. Insegnano a prendersi del tempo per sé, ad ascoltare le emozioni, a riflettere e contemplare.

Ho preso il largo…

Ho sentito che tutto questo progetto della 𝗦𝗧𝗨𝗟𝗧𝗜𝗙𝗘𝗥𝗔𝗡𝗔𝗩𝗜𝗦 aveva la connotazione dell’engramma della gentilezza, dell’affordance della gentilezza, delle specifiche peculiarità con le quali accudisco questa preziosa dimensione umana. Per questo e altri motivi ho deciso di salire a bordo.

Non esiste nulla di serio

Molti vivono le loro vite come un gioco. Forse l’intera vita è tutta un gioco, quindi hanno ragione loro. Se hanno ragione, coloro che sono seri e contrari al gioco, stanno in realtà giocando anche loro. Alcuni forse stanno operando per rendere il gioco un po’ più serio.

Deluge, Dilluvio

Una breve riflesione che nasce dalla lettura in corso (durerà. alungo considerando le sue 1200 pagine) del libro Diluvio di Stephen Markley. Il romanzo racconta quello che tutti stiamo vivendo, parla di tutti noi, della crisi climatica che stiamo vivendo e del modo irresponsabile e doloroso in cui la stiamo vivendo. Il libro racconta una storia ma sembra essere pensato per dispensare informazioni e conoscenze su una crisi, quella climatica, che stiamo prendendo tropo alla leggere, come se non ci toccasse direttamente. Il libro informa ed emoziona, la storia è forte, distopica ma capace di mantenere alto il piacere della lettura. Il tutto dentro una narrazione cruda, realista, avventuroso e tragico insieme.

Nel bosco, per non pensare a nulla

Andare nel bosco significa chiudersi in un rifugio, diventare clandestini, isolarsi, perdersi nei suoi sentieri, riscoprire il contatto con la natura e la sua energia vitale (un crocus giallo invernale), ritornare ad ascoltare il cuore g   , cosa a cui siamo ormai da tempo (stati) disabituati.  È nel bosco che si può ritrovare il proprio essere nel mondo, assaporando la piena libertà (droni permettendo…), tornando all’essenziale, ridiventare selvaggi, mettere alla prova il proprio scopo, mettendolo in azione, liberare la mente da troppo tempo ormai colonizzata, ibridata cognitivamente, indebolita psichicamente, soprattutto addomesticata.

Saperi e sapori: nutrimento per l'esistenza.

Saperi e sapori sono due universi che si intersecano nel racconto dell'esistenza umana. Non sono solo parole che condividono la stessa radice etimologica, ma due modalità attraverso cui l'essere umano negozia la propria relazione con il mondo, incorporando conoscenza e nutrimento.

In vino veritas

WE ARE ON JANUARY 1ST 2025. A SCHOLAR MEETS A LIBERTARIAN FOR A LONG INTERVIEW. THE BILLIONAIRE IS DRUNK,  IN GOOD MOOD AND ACCEPTS TO ANSWER TO ANY QUESTION:”THE WAY IT IS”.

Note a margine di Cecità (Saramago)

La storia degli umani è una storia di contrasti e di guerre che sembra non avere mai fine… È forse una scacchiera l’esistenza?  compito dei giocatori è muovere le pedine per vincere e annientare l’altro?  il bianco trionfa e il nero soccombe… oppure è il nero a dominare.  Ma… la scomparsa dell’uno non rende nullo anche l’altro? Pensiamoci: intanto possiamo dire “bianco” in quanto esiste il “nero” la distruzione dell’opposto non è la soluzione... così finirebbe la storia umana! Cogliere l’unità dei contrari nell’orizzonte del divenire: è questo il segreto svelato da Eraclito. La vita non è forse trasformazione continua? E la parola, sì la parola, non apre uno spazio di confronto tra gli umani e non fa emergere la possibilità di un cambiamento in noi e nell’altro? Le parole danno forma al mondo…

La Stultiferanavis in viaggio al di là di ogni confine

Il mare e l’oceano sono da sempre metafore potenti per raccontare l’essere umano, la sua anima e il suo abitare il pianeta Terra. Il mare è sempre un confine, un al di là da Oltrepassare (metafora usata nel mio libro 𝐎𝐋𝐓𝐑𝐄𝐏𝐀𝐒𝐒𝐀𝐑𝐄 – 𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐌𝐞𝐭𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨), per andare Altrove e Oltre, anche se l’uno e l’altro si possono portare appresso sfide nuove, rischi e pericoli, come sempre accade quando di va in esplorazione di ciò che è sconosciuto, dell’ignoto e del misterioso, del lontano e del potenzialmente burrascoso e ostile.

Una intervista immaginaria

Tra scarne riminiscenze scolastiche i famosi due punti che vanno all’infinito, la definizione della linea retta, mi danno l’appiglio di prendere in considerazione l’inverosimile, ossia due punti distantissimi tra loro nella rispettiva insignificanza che sembrano spingersi agli estremi: da un lato il bacio mondiale di Luis Rubiales a Jennifer Hermoso, campionessa nel torneo di calcio femminile della Coppa del Mondo 2023 e dall’altro l’episodio dei novizi colti nudi a fare il bagno descritto nel romanzo El exclaustrado.

Il progetto STULTIFERANAVIS come continuo presentarsi

𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐭𝐮𝐥𝐭𝐢𝐟𝐞𝐫𝐚𝐧𝐚𝐯𝐢𝐬 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐕𝐚𝐫𝐚𝐧𝐢𝐧𝐢. Stultifera Navis è un progetto. Possiamo immaginare come sarà tra un mese, sei mesi, tre anni, dieci anni, l'interfaccia che useranno i lettori e l'interfaccia che useranno gli autori. Possiamo dare per scontato che rilasci scanditi nel tempo porteranno evoluzioni del software su cui la Nave si appoggia. Ma credo non diremo mai 'questa è la versione definitiva'. Potremmo dire al massimo: questa versione del software è 'abbastanza buona'. Si parla non accaso di 'versione beta': una versione ancora limitata e difettosa ma funzionante.

La vita è come un libro misterioso

Ogni nostro gesto, ogni nostra parola, ogni nostro pensiero è come una nota a piè di pagina che aggiungiamo al grande libro della vita. E anche se non riusciremo mai a leggere l'opera completa, ogni nota che scriviamo contribuisce a illuminare un piccolo angolo di quell'oscurità, a rendere un po' più comprensibile l'incomprensibile e a dare forma all'informe.

Ma il silenzio cos'è?

ll Covid è stato una palestra istruttiva, forse inutile, visto come ce ne siamo rapidamente sbarazzati. Ci ha nostro malgrado rallentato e silenziato, svuotando le strade ha ridotto le chiacchiere sui marciapiedi, la confusione operosa dei mercati rionali, gli incontri serali ...