Il continente senza qualità

La codardia e il servilismo dell’Europa di questi tempi sono vergognosi. Il fastidio maggiore è determinato dal silenzio di leader europei e vertici delle istituzioni che non fanno alcuna dichiarazione sulle violazioni del diritto internazionale e si allineano, genuflessi e in silenzio, a sostegno di una nuova guerra illegale e irresponsabile. Il silenzio è tanto più rumoroso quanto più è evidente l’assenza di qualsiasi strategia dietro le scelte del presidente americano, probabilmente più interessato a mettere a tacere i media sul caso Epstein che a risolvere realmente i problemi del Medio Oriente.

Corpo, genere, algoritmi (POV #26)

Judith Butler vs Kate Crawford: Chi decide cosa siamo? Nel contesto contemporaneo dominato dall’intelligenza artificiale, anche il corpo è diventato un dato. Le tecnologie di riconoscimento facciale, i modelli predittivi di genere, le metriche biometriche: tutto sembra riducibile a parametri misurabili. Sembra che tutto possa essere tradotto in parametro. Eppure, anche in questo caso, ci troviamo di fronte ad un problema politico perché ciò che viene misurato dipende dalle categorie con cui decidiamo di descriverlo. Chi stabilisce cosa è un corpo? Cosa accade quando le parole con cui siamo definiti - uomo, donna, normale, anomalo - diventano etichette dentro un dataset? Cosa cambia quando a fissarle non sono soltanto istituzioni sociali, culturali o mediche, ma sistemi algoritmici che le incorporano, le riproducono e le rendono operative su larga scala? Due pensatrici contemporanee aiutano a orientarsi in questa lettura. Judith Butler ha mostrato come il genere sia l’effetto di norme ripetute, interiorizzate, rese evidenti dalla loro stessa reiterazione. Il corpo, nella sua prospettiva, è insieme costruzione e vulnerabilità, esiste dentro contesti di riconoscimento che lo rendono intelligibile o lo espongono all’esclusione. Kate Crawford, studiando l’intelligenza artificiale, evidenzia un altro livello del problema. Gli algoritmi apprendono da archivi storici, da dati che riflettono gerarchie e disuguaglianze già esistenti. Quando classificano un volto o attribuiscono un genere, non scoprono una verità nascosta, ma rendono operative categorie ereditate, spesso senza dichiararle. Tra Butler e Crawford non c’è una sovrapposizione, la prima analizza le norme che producono il soggetto, la seconda mostra come quelle norme vengano oggi tradotte in infrastrutture tecniche. Le loro analisi convergono su un punto, il passaggio dalla costruzione simbolica dell’identità alla sua codifica automatizzata.

Politica ed economia: il primato silenzioso della prosperità

Se osserviamo l’Occidente, intendendo per esso Europa e Stati Uniti d’America, notiamo che negli ultimi trent’anni si è verificato un indebolimento progressivo della sua struttura economica.  Una delle cause principali (ma non l’unica) è stata la delocalizzazione industriale: nella ricerca di margini più elevati, molte imprese hanno trasferito produzione e manodopera verso Paesi a costo inferiore. La politica ha consentito questo processo senza valutare adeguatamente le conseguenze sistemiche di lungo periodo.

Viviamo dentro un ologramma globale?

Ciò che sta succedendo in Medio Oriente in questi giorni non è che l’ultima espressione di una realtà che ci appare e ci viene raccontata nella sua espressione finale, ma che in realtà è il risultato emergente che racchiude in sé tutti i possibili e le altre possibilità che sono andate perse quando lo stato emergente è diventato quello finale.

L’uomo di bolina nell’era degli agenti

Viviamo un passaggio silenzioso ma profondo: l’intelligenza artificiale non si limita più a rispondere, inizia ad agire. Gli agenti autonomi coordinano processi, prendono decisioni, eseguono azioni in sequenza mentre noi arretriamo di qualche passo. Non credo che la questione sia soltanto tecnologica. È una questione di postura. In questo testo provo a interrogarmi su cosa significhi mantenere una direzione quando la velocità aumenta, su come restare responsabili mentre deleghiamo, su quale forma di maturità sia richiesta quando il vento dell’automazione soffia più forte.

Stultitia

Stultitia è essere liberi nello scrivere e nel leggere. Lo stultus non si preoccupa del pubblico consenso, dei canoni vigenti, del giudizio delle istituzioni. Segue la propria strada. Anzi la apre. Anzi, naviga in mare tracciando una propria rotta. Dal navigare insieme emerge una rotta comune. Un bene comune, un dono alla comunità civile del quale possiamo andare orgogliosi, ma che anche ci impone la responsabilità di andare avanti con sempre maggiore impegno.

Creatività strutturata e collaborazione trasversale

Tecniche di brainstorming e team cross-funzionali per l'innovazione organizzativa. Questo articolo era destinato a LinkedIn. Lo avevo concepito per quella platea, con il tono che la piattaforma richiede: un equilibrio calcolato tra competenza e autopromozione. Poi un recruiter mi ha chiesto, per l'ennesima volta, di inviargli il CV in formato Word per una valutazione di profili senior, dopo aver dichiarato di aver letto con interesse il mio profilo. Ho capito, ancora una volta, che il problema dei silos organizzativi inizia molto prima di quanto si pensi: inizia quando un'organizzazione non sa riconoscere l'informazione che ha già davanti. Così l'articolo è migrato qui, su Stultifera Navis, dove il lettore sa che l'esperienza sul campo e il rigore metodologico possono convivere senza bisogno di packaging promozionale. Quello che segue riguarda due strumenti concreti contro la frammentazione: le tecniche di brainstorming strutturato e la collaborazione cross-funzionale.

Come vi rovino l’ultima illusione di Sanremo: Il Festival come asset industriale integrato

Sanremo non è un festival, è un asset industriale. L'egemonia di Friends & Partners. Il monopolio che nessuno tocca. La fine dell'illusione Sanremo 2026: 186 milioni di fatturato, 18 Big su 30 nella stessa scuderia, un unico proprietario per artisti, biglietti e venue. L'inchiesta che svela il monopolio culturale di Friends & Partners/CTS Eventim e la sua neutralizzazione politica. Benvenuti nel negozio monomarca della musica italiana.