Testi
La libertà si conquista con la consapevolezza
La consapevolezza non è un punto di arrivo, ma un cammino fatto di curiosità, di umiltà intellettuale, di disponibilità a mettere in discussione persino le nostre convinzioni più radicate. È un movimento continuo che ci permette di attraversare la complessità senza esserne travolti.
Il segnalibro dell'esistenza
Il segnalibro ci insegna l'arte della pazienza e della fiducia. Nel chiudere un libro, lui resta lì, fedele custode del nostro punto nel racconto. Similmente, nelle pause della nostra vita il cammino non si perde, anzi, si arricchisce di nuove prospettive grazie a questi momenti di apparente immobilità.
La lettura approfondita emerge come una pratica distintiva
Chi legge abitualmente sviluppa una capacità unica di navigare la complessità. Attraverso l'esposizione a diverse narrative, teorie e prospettive, il lettore assiduo costruisce una forma mentis che gli permette di interpretare situazioni complesse con maggiore lucidità. Questa competenza è fondamentale nel mondo aziendale di oggi, dove le sfide raramente hanno soluzioni lineari.
Stiamo davvero usando la conoscenza per trasformare la nostra vita?
La vera rivoluzione sta nel comprendere che ogni libro, ogni insegnamento, ogni idea non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Non è un gioiello da custodire, ma un attrezzo da usare. Non è un fine, ma un mezzo per attraversare i fiumi della nostra esistenza verso una comprensione più profonda, una consapevolezza più autentica, più vissute della vita stessa.
Carpe librum
Nel vasto panorama della conoscenza umana, questa frase emerge come un imperativo esistenziale che trascende il semplice atto di leggere. "Carpe librum" risuona come un'eco moderna dell'antico "Carpe diem" di Orazio, ma mentre quest'ultimo ci esorta a cogliere il momento presente, confidando poco nel domani, il primo ci invita a impossessarci di quella particolare forma di eternità che solo i libri sanno offrire.
L'arte di liberarsi dei libri, ovvero: chi ha paura di (cestinare) Virginia Woolf?
Che altro è buttare un libro se non una condanna a morte, una censura delle idee? Già, più o meno come buttare un cartone della pizza: anche su questi ultimi possono riportate scritte, notizie, racconti. Non è forse vero che ne Lo zoo di vetro Tom scriveva poesie in un magazzino stipato di scatole di scarpe? Le scatole stesse raccoglievano, nel grigiore silente della polvere, quel proibito anelito a una fuga impossibile. Erano parole dai toni patetici o letteratura in essere? Williams lascia che a insinuare la risposta sia il pubblico affranto.
ChatGPT e i modi di fare un libro
Sullo scrivere libri e sull'essere autore/autrice di libri
Carta o schermo pari (non) sono?
In un contesto dominato dalla tecnologia digitale e dalle nuove conoscenze delle neuroscienze e della psicologia cognitiva, interrogarsi sul ruolo della lettura nello sviluppo del nostro cervello e nell’apprendimento può essere un viaggio utile e pieno di sorprese. Immersi dentro il surplus informativo della nostra epoca tecnologica e digitale, il rischio è di vedere messa in crisi l’emergenza della conoscenza e l’apprendimento, ma soprattutto la capacità della lettura profonda.
Leggendo e riflettendo
Chi, di fronte alla realtà malata odierna, ha un rigetto esistenziale, può rivolgersi alla lettura, sia essa intensiva o estensiva.