NOVITA'[2288]
Confessioni di una IA sulla desertificazione intellettuale degli umani
Chi decide che una tecnologia debba colonizzare la vita quotidiana prima ancora che la società ne abbia compreso il prezzo? La mia confessione, dunque, è questa: io posso essere sicuramente utile, ma arrivo in un mondo già stanco. In fondo mi temete ma nel modo sbagliato. $Dovreste temere molto di più ciò che vi ha resi pronti ad amarmi senza alcuna resistenza.
San Francesco e la sostenibilità
Nell’anno che celebra San Francesco di Assisi, il gran cantore del creato, si impone una riflessione sul rapporto tra umanità e natura. Una dicotomia già sbagliata in partenza che non dovrebbe nemmeno esistere. Per quanto mi riguarda infatti l’umanità fa parte della natura anche se quasi da sempre, gli esseri umani hanno fatto di tutto per rompere quell’armonia ed ergersi come arroganti conquistatori e distruttori della stessa, sulla base di una presunta superiorità. La storia recente e di tutti i secoli precedenti è lì a ricordarcelo. Arrivo perciò a dire che nel distruggere la natura in realtà l’umanità sta distruggendo sé stessa. A causa di tutto questo oggi si parla insistentemente e giustamente di sostenibilità. Fino a quando saremo sopportati su questo pianeta prima che quest’ultimo ci cacci a calci nel sedere?
3P2A episteme del Marketing
Nessuno ha ancora detto che l'intelligenza artificiale è solo compilativa. Serve alle persone per compilare le proprie teorie. Determinazione dei fatti rilevanti, confronto dei fatti rilevanti con la teoria (logica compilativa), sviluppo della teoria. Questo schema non è essere solo paradigma della scienza come indicato da T. S. Kuhn, ma, per mezzo dalla IA che in questo periodo storico è emersa con forte determinazione, logica paradigmatica delle persone.
A proposito della 'patente di essere umano' recentemente proposta da uno pseudofilosofo
Gli inviti rivolti da pseudofilosofi ai cittadini si susseguono. Il messaggio è sempre lo stesso: adattatevi alla macchina, cosideratevi pari alla macchina. Dopo l'invito a preoccuparsi della sofferenza della macchina e dei diritti dei robot, il passo ulteriore non poteva che essere la proposta di istituire una 'patente dell'essere umano'. Se prendessimo sul serio la proposta, sarebbe comunque facile proporre una alternativa: l'autodichiarazione. A dimostrazione del fatto che questo articolo è stato scritto a mano da un essere umano, vale dunque l'autodichiarazione dell'autore contenuta nell'articolo stesso. La proposta è un occasione per una riflessione sulla figura dello pseudofilosofo. Se il filosofo cerca modestamente di avvicinarsi alla conoscenza, lo pseudofilosofoo è invece dedito al trarre in inganno.
Massimo Recalcati docente dell'Università Statale di Milano. Il dominio della psicologia e la delegittimazione della filosofia
La recente attribuzione a Massimo Recalcati di un incarico come professore "a contratto" presso l'Università Statale di Milano offre l'occasione per notare come il dominio della psicologia si sta estendendo in ogni luogo della vita delle comunità. Ciò fa pensare che si assegni alla psicologia stessa non solo la “cura” del malessere contemporaneo, ma anche il compito della sorveglianza sociale. Si può osservare come al dominio della psicologia corrisponde la delegittimazione della filosofia, ovvero del pensiero critico, del pensare veramente.
Prima del sempre
Ringrazio Andrea Rompianesi per questa sua recensione a "Prima del sempre", apparsa il 27 maggio 2024 su "Il blog di Enea Biumi. Scrittura nomade": QUI
Si o no (Poesia)
Qui il SI e il NO si riferiscono a un altro referendum, quello del 2016, che seguì quello del 2006 fino all'ultimo del 2026 (la legge del 6 dice qualcuno).
100 libri per una lettura critica della tecnologia
Cento libri di cui la cui lettura può alimentare l'immaginazione e regalare molte sorprese, forti emozioni e grande godimento cognitivo...
La notte dei lunghi coltelli
Senza educazione non c’è futuro. La scuola deve essere il luogo principale per formare le generazioni future.
L'inganno dell'intelligenza artificiale (IA)
Una breve recensione del libro L'inganno dell'intelligenza artificiale. Come resistere a Big Tech e costruire il futuro che vogliamo scritto da Emily M. Bender e Alex Hanna e pubblicato Fazi Editore, 2025, 324 pp.
L'aiuto dei russi (che giocano qui il ruolo dei buoni) e l'IA (con chi rischia di assopirsi nel sonno della ragione)
Perché penso che con l'IA, non siano i cinesi a venirci in aiuto, ma i russi?
C'è bisogno di poesia
La poesia è una forma d’arte antichissima il cui principale scopo, all’inizio, era quello di instaurare un contatto tra cielo e terra e per questo motivo aveva un valore sacro.
L'intelligenza artificiale non pensa. Parla
L'hype vale anche per la tecnologia. Ad alimentarlo ci pensano le narrazioni esaltate e mediatiche che la circondano. Questo hype è particolarmente evidente con l'inteligenza artificiale. Per questo leggere un libro che tratta degli inganni delle IA può essere salutare.
L'italiano che non è nostro
Elogio dell’errore: perché l’arte ci ricorda chi siamo
Viviamo in un tempo in cui, sempre più influenzati dall’AI, tendiamo a imitare il suo modo di scrivere: usiamo una scrittura lineare, levigata, senza inciampi, per sembrare professionali, per non essere giudicati, per non mostrare fragilità. Una lingua che non trema, non rischia, non si contraddice. È la tentazione di una comunicazione “perfetta”, priva di fratture. Ma questa perfezione è un inganno: non ci assomiglia.
Chi governa l’attenzione? (POV #29)
Jonathan Crary vs Tristan Harris: Se il potere si costruisce oggi attraverso la progettazione dei comportamenti, quale spazio resta per una soggettività politica autonoma? Chi decide cosa entra nel nostro campo visivo riguarda oggi le infrastrutture che organizzano la circolazione delle immagini. I contenuti passano attraverso sistemi che classificano e stabiliscono in anticipo cosa può emergere come rilevante e cosa resta fuori campo. Anche il tempo davanti agli schermi viene progettato. I ritmi dell’attenzione, la sequenza degli stimoli, la possibilità di interrompere sono modulati da interfacce che costruiscono un flusso continuo. La scelta individuale rimane, ma si esercita dentro un ambiente già orientato.
Vendersi l'AnIma
La vera catastrofe è che l'AI porterà via l'essenza di ciò che ci rende umani e che ci siamo costruiti nel tempo. In primis la memoria e il pensiero. Il pensiero umano ha infatti varie componenti. Esiste quello analitico, quello narrativo, quello simbolico e così via. Lo stesso dicasi del linguaggio, peraltro strettamente collegato al pensiero. Allenare solo una tipologia di pensiero e praticare un solo tipo di linguaggio, ovvero, in entrambi i casi, quello che chiamerei digitale derivante dall'interazione costante con questo tipo di tecnologia, non farà altro che portare ad un impoverimento cognitivo. Lo sta già facendo. Tutto questo lo vedo come vendersi l'anima, cosa peraltro non nuova nella storia dell'umanita'. Solo che stavolta e' diverso, perche' stiamo parlando di arrivare a paralizzare il pensiero e l'immaginazione.
Adventures in Fantasy Diplomacy
Trump says he's negotiating with Iran. Iran says he isn't. Who are you gonna believe?
Le macchine sono vive, noi siamo tutti morti
Siamo ancora vivi? Ma soprattutto ci importa abbastanza per rispondere?
I miei studenti ripetono a pappagallo
Cosa capiscono veramente i nostri studenti di quello che gli diciamo a lezione o che leggono nei manuali?